domenica 29 marzo 2015

Source code




Un mix tra un thriller e un film di fantascienza, Source code è una pellicola del 2011 diretta da Duncan Jones, già regista di un altro film di fantascienza (questo di chiara matrice kubrickiana), Moon.
A differenza dell'astronauta solitario interpretato da Sam Rockwell, Source code è più corale, anche se comunque l'eroe è sempre uno solo, il pilota di elicotteri dell'aeronautica statunitense Colter Stevens, interpretato da Jake Gyllenhaal. Quest'ultimo scopre di far parte di un progetto scientifico top secret che potrebbe prevenire un attacco terroristico: tutto ciò che dovrà fare è entrare più volte in questo Source code e scoprire, con soli 8 minuti a disposizione, chi ha messo una bomba su un treno di pendolari.
Duncan Jones migliora, rispetto al citato Moon, nel ritmo: sicuramente Source code è un film molto più scorrevole e molto più intrigante del precedente lavoro del regista britannico (nonché figlio di David Bowie). La storia è anche più coinvolgente per lo spettatore e il dipanarsi della vicenda consente a Jones di confrontarsi con differenti situazioni narrative, dando prova di potersela cavare molto bene.
Il centro e il cuore di tutto il film è però Jake Gyllenhaal, come sempre bravissimo e senza sbavature: il film si regge quasi completamente sulle sue spalle e sulla sua interpretazione e il buon Jake non si tira indietro, dando vita ad un personaggio che risulta credibile e riesce a far breccia nell'immaginario dello spettatore, completamente assorto nella vicenda e immedesimato nel pilota Stevens.
Source code è in fin dei conti un buon film che, grazie soprattutto all'utilizzo della multi-dimensionalità e del tempo come personaggi chiave della storia, riesce a conquistare gli amanti del genere fantascientifico, anche per la sua coerenza, la sua chiarezza e la poca difficoltà nel seguire i passaggi chiave della storia.

DIALOGO CULT:
Jake: "Cosa faresti se sapessi che ti rimangono otto minuti da vivere?"
Christina: "Farei in modo che quei minuti contino..."

VOTO FINALE: 7

sabato 28 marzo 2015

Interstellar




Riuscire a far rimanere gli spettatori concentrati ed incollati davanti lo schermo per ben 169 minuti. Questa è stata la missione di Christopher Nolan, regista e sceneggiatore (insieme al fratello Jonathan) di Interstellar, film del 2014 premiato con l'Oscar per i migliori effetti speciali. Missione compiuta, perché Interstellar, anche se non al livello dei film precedenti del regista (su tutti Inception), si attesta ad alti livelli, sia sotto l'aspetto narrativo che sotto l'aspetto registico.
Ambientato in un futuro non identificato, Interstellar segue le vicende di Cooper, ex astronauta che grazie alla figlia Murph scopre che la NASA è ancora segretamente attiva; scelto come pilota dovrà, insieme ad altri tre ricercatori, passare attraverso un buco nero per recuperare i dati di tre missioni partite precedentemente alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile per l'umanità. Da questa missione dipenderà il futuro dei figli di Cooper e di tutta l'umanità.
Con il Matthew McConaughey degli ultimi anni tutto è possibile: anche in Interstellar, l'attore premio Oscar 2014, si conferma ad altissimi livelli ed il fatto che questo non faccia notizia la dice lunga sulla maturità ormai raggiunta. La sua interpretazione è sontuosa, tanto da far passare in secondo piano le comunque buone performance di Anne Hathaway, di Jessica Chastain e, seppur in maniera minore (per il poco spazio), di Matt Damon.
L'impalcatura creata da Nolan è come sempre impeccabile, con tutti gli ingranaggi al proprio posto e tutte le varie complessità della pellicola che vengono piano piano svelate: Interstellar non lascia nulla di intentato o irrisolto e ciò conferma la bravura del cineasta londinese. Il montaggio di Interstellar, poi, è perfetto: la suspance è sempre presente, ma mai angosciante, con le vicende che si susseguono in maniera incalzante e scorrevole per lo spettatore che, come detto, si ritrova incollato davanti allo schermo, quasi trascinato all'interno della storia.
L'Oscar per gli effetti speciali è stra-meritato, il mondo, l'universo, la galassia e i vari pianeti creati da Interstellar sono veritieri e impeccabili.
Interstellar è un film di fantascienza e in quanto tale deve rimanere, però la scienza, la fisica e la tecnologia stanno facendo passi da gigante e conviene sempre non lasciare mai nulla di intentato: perché se è vero che al momento non è possibile attraversare un buco nero (ma qualcuno ci ha mai provato?), è anche vero che 100 anni fa non c'era modo di andare sulla luna e tanto meno nello spazio.

SCENA CULT: il primo pianeta visitato

FRASE CULT: "Mankind was born on Earth. It was never meant to die here"

VOTO FINALE: 7,5

venerdì 27 marzo 2015

Piranha 3DD









Titolo Originale: Piranha 3DD
Regia: John Gulager
Attori: Danielle Panabaker, Matt Bush, Katrina Bowden, Jean-Luc Bilodeau, David Koechner, Chris Zylka, Adrian Martinez, Meagan Tandy, David Hasselhoff, Christopher Lloyd, Gary Busey
Genere: Commedia, Horror
Paese: USA
Anno: 2012
Durata: 83 Minuti
Trama: Dopo gli eventi del Lago Vittoria, i piranha preistorici spuntano di nuovo fuori.Questa volta saranno attratti da un parco acquatico.
Giudizio finale: "Piranha 3DD", sequel di "Piranha 3D" uscito nel 2010, è diretto da John Gulager e scritto da Patrick Melton, Marcus Dunstan e Joel Soisson.Purtroppo la sceneggiatura è quanto di più banale si possa creare ed è sviluppata in modo molto sbrigativo.Anche la regia di John Gulager è molto mediocre e senza un tocco personale.Il film poteva essere, come in parte riuscito al film del 2010, una piccola chicca dell'universo dei trash movie che tanto vanno di moda negli ultimi anni, ma purtroppo l'idea è sviluppata in modo pessimo.Sullo stesso piano di regia e sceneggiatura troviamo l'intero cast, con i protagonisti Danielle Panabaker, Matt Bush e Chris Zylka che sembrano non credere a pieno nel film e forniscono interpretazioni molto incolori.All'interno della pellicola ritroviamo Christopher Lloyd, già presente nel primo film, con un piccolo cameo e un'interpretazione abbastanza positiva.Ma senza ombra di dubbio il momento in cui il film tocca il suo apice è con David Hasselhoff, che interpreta se stesso e ritorna a vestire i panni di Mitch Buchannon; questo forse è l'unico motivo per guardare il film.Ovviamente se tutto il film è un'accozzaglia di mediocrità, gli effetti speciali visivi non aiutano di certo a migliorare un po' la situazione; infatti sono realizzati molto male.
Consigliato: No, altamente sconsigliato.

domenica 22 marzo 2015

The Gambler




Remake di 40.000 dollari per non morire datato 1974, The Gambler è un film del 2014 riadattato dallo sceneggiatore William Monahan e diretto da Rupert Wyatt.
Il protagonista della storia, il professore Jim Bennett, è interpretato da Mark Wahlberg (anche produttore del film), con a suo fianco attori del calibro di John Goodman e Jessica Lange e sorprese (a livello interpretativo) come Brie Larson e Michael Kenneth Williams.
Le vicende di The Gambler si dipanano in 7 giorni: tanti quanti ne ha a disposizione Jim Bennett, professore universitario e giocatore d'azzardo incallito, per saldare un debito di gioco contratto con due differenti persone.
The Gambler non ha un ritmo clamoroso, anzi tutt'altro: il film segue maniacalmente la vita di Jim Bennett ma nonostante ciò evita di annoiare lo spettatore, grazie alle vicende trattate (le scommesse e il gioco d'azzardo) e soprattutto grazie ad una colonna sonora all'altezza. Wyatt è bravo a farsi guidare da Wahlberg e a non prevaricarlo; riesce perfettamente a seguire le vicende con uno stile di regia molto asciutto e scavando a fondo nella psiche del professore, grazie anche ad un buonissimo utilizzo di pochi ma efficaci flashback. Nota di merito anche alla fotografia, perfetta e coerente con la storia.
Buono anche l'apporto del cast: tutti gli attori sopra citati non sbagliano niente e riescono ad essere credibili nei propri personaggi. Anche nella coralità e nei dialoghi The Gambler dimostra di essere un film incisivo e ciò è grazie proprio alle interpretazione dei vari attori principali.
The Gambler regge tranquillamente il confronto con il film di cui è un remake, anche se forse non resterà nella memoria collettiva come un film da vedere assolutamente.

SCENA CULT: le lezioni in classe

FRASE CULT: "You get up two and a half million dollars, any asshole in the world knows what to do: you get a house with a 25 year roof, an indestructible Jap-economy shitbox, you put the rest into the system at three to five percent to pay your taxes and that's your base, get me? That's your fortress of fucking solitude. That puts you, for the rest of your life, at a level of fuck you. Somebody wants you to do something, fuck you. Boss pisses you off, fuck you! Own your house. Have a couple bucks in the bank. Don't drink. That's all I have to say to anybody on any social level."

VOTO FINALE: 6,5

sabato 21 marzo 2015

Foxcatcher


Il sottotitolo dell'autobiografia di Mark Schultz "Foxcatcher", di cui il film è l'adattamento cinematografico, dice: "Una storia vera di sport, sangue e follia". Questa è la sintesi perfetta di Foxcatcher - Una storia americana, uscito negli Stati Uniti a novembre del 2014 (qui in Italia è al cinema da un paio di settimane) e che ha ricevuto ben 5 nomination agli Oscar senza però riuscire a vincere nessuna statuetta. Il film è diretto da Bennett Miller, già regista di Truman Capote - A sangue freddo (film che diede l'Oscar come miglior attore nel 2006 al compianto Philip Seymour Hoffman e la candidatura come miglior regista allo stesso Miller) e di Moneyball - L'arte di vincere, capace proprio grazie a Foxcatcher di aggiudicarsi il premio di miglior regista a Cannes 2014.
Tratto, come detto, dall'autobiografia di Mark Schultz e sceneggiato da Dan Futterman e E. Max Frye, Foxcatcher è la vera storia dei due fratelli Schultz, Mark e Dave, campioni olimpici di lotta a Los Angeles 1984. Poco prima del mondiale del 1987 Mark viene contattato dal milionario John E. du Pont, il quale vuole costruire una squadra di lottatori che riesca a rappresentare al meglio la nazione americana. Il rapporto tra Mark, John e infine Dave è condizionato però dai disturbi psichici del milionario.
Foxcatcher è un buon film, sicuramente non sensazionale sotto il profilo del ritmo ma, nonostante ciò, per niente noioso. I 120 minuti scorrono abbastanza bene, grazie ad una ricostruzione basata soprattutto sulle varie psicologie dei protagonisti della vicenda. Miller è molto bravo, in questo, a scavare e a cavalcare le complessità e il malessere esistenziale dei due campioni e soprattuto di du Pont, avvalendosi anche di una buonissima fotografia.
A risaltare più di tutto il resto in Foxcatcher, però, è sicuramente l'interpretazione di Steve Carell, alla sua migliore interpretazione di sempre: il suo John du Pont è incredibile, sia per somiglianza all'originale, sia per la carica emotiva che sprigiona in ogni scena. La nomination all'Oscar come miglior attore è stata sicuramente meritata e questa interpretazione da l'idea delle potenzialità di un attore conosciuto soprattutto per la sua comicità. Ma Foxcatcher è anche Mark Ruffalo (Dave Schultz), costante e bravo come sempre, e Channing Tatum (Mark Schultz), perfetto e sicuramente molto più credibile che in Jupiter.
Foxcatcher racconta una storia un po' incredibile ma col senno di poi è un percorso abbastanza scontato verso un abisso inevitabile sin dalle prime scene del film.


FRASE CULT: "Coach is the father. Coach is a mentor. Coach has great power on athlete's life."

VOTO FINALE: 6,5

venerdì 20 marzo 2015

I Vichinghi









Titolo Originale: Northmen - A Viking Saga
Regia: Claudio Fäh
Attori: James Norton, Ryan Kwanten, Tom Hopper, Charlie Murphy, Ed Skrein, Leo Gregory, Ken Duken, Anatole Taubman, Nic Rasenti
Genere: Avventura, Azione
Paese: Germania, Sudafrica, Svizzera
Anno: 2014
Durata: 97 Minuti
Trama: Un gruppo di Vichinghi, in fuga dalla propria terra, naufraga in una terra sconosciuta e dopo l'incontro con una donna dovrà lottare per la propria sopravvivenza e per cercare la libertà tanto desiderata.
Giudizio finale: "I Vichinghi" è diretto da Claudio Fäh e sceneggiato da Bastian Zach e Matthias Bauer.La sceneggiatura è molto banale e scontata e la storia raccontata si può ritrovare in molti film antecedenti a questo; mentre per quanto riguarda la regia, Claudio Fäh dirige in modo molto anonimo, anche se il film si lascia guardare abbastanza bene.Sulla stessa linea d'onda di mediocrità di sceneggiatura e regia ritroviamo anche le interpretazioni fornite dal cast della pellicola; cast formato da attori di non altissimo profilo e che sicuramente con le interpretazioni fornite con questo non riusciranno a fare un deciso passo avanti nella propria carriera.Tra James Norton, Tom Hopper, Leo Gregory e gli altri attori, non si riesce a salvare nessuno.
Consigliato: No, da non vedere.

giovedì 19 marzo 2015

Exodus - Dei E Re









Titolo Originale: Exodus: Gods And Kings
Regia: Ridley Scott
Attori: Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn, María Valverde, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Hiam Abbass, Indira Varma, Golshifteh Farahani, Tara Fitzgerald
Genere: Azione, Avventura, Drammatico
Paese: Regno Unito, Spagna, USA
Anno: 2014
Durata: 150 Minuti
Trama: Mosè(Christian Bale), allontanato dalla corte di Ramses(Joel Edgerton) dopo la scoperta delle sue vere origini, ritorna dopo molti anni per aiutare il suo popolo a conquistare la libertà tanto sognata.
Giudizio finale: "Exodus - Dei E Re", adattamento cinematografico dell'evento biblico dell'Esodo, riportato all'interno della Bibbia dal libro omonimo, è diretto da Ridley Scott, mentre la sceneggiatura è opera di Adam Cooper, Bill Collage, Jeffrey Caine e Steven Zaillian.Per quanto riguarda la sceneggiatura, il risultato finale è abbastanza soddisfacente, anche se non entusiasmante; così come non è entusiasmante la regia di Ridley Scott, che si limita al compitino e non lascia un segno indelebile come ci ha abituato in altre occasioni, facendo in modo che lo spettatore aspetti solo la conclusione del film.Sottotono anche un cast che a prima vista poteva fare qualcosa di più, ma che si limita a fare la propria parte senza eccellere, con John Turtutto, Sigourney Weaver e Ben Kingsley in piccoli ruoli e con Christian Bale, vero protagonista del film, che non raggiunge gli altissimi standard di cui è capace.Molto incolore la prova di Joel Edgerton, che non convince per niente.Concludiamo con gli effetti speciali visivi realizzati abbastanza bene e abbastanza verosimili.
Consigliato: Sì, ma solo se a corto di titoli tra cui scegliere.

martedì 17 marzo 2015

Cinquanta Sfumature Di Grigio









Titolo Originale: Fifty Shades Of Grey
Regia: Sam Taylor-Johnson
Attori: Dakota Johnson, Jamie Dornan, Jennifer Ehle, Eloise Mumford, Victor Rasuk, Luke Grimes, Marcia Gay Harden, Max Martini
Genere: Drammatico, Sentimentale
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 125 Minuti
Trama: Anastasia Steele(Dakota Johnson) è una studentessa di letteratura inglese e la sua vita cambia completamente dopo l'incontro con Christian Grey(Jamie Dornan), un imprenditore miliardario.
Giudizio finale: "Cinquanta Sfumature Di Grigio", tratto dall'omonimo romanzo di E.L. James, vede alla regia Sam Taylor-Johnson e Kelly Marcel alla sceneggiatura.Per Kelly Marcel, dopo l'ottimo esordio avvenuto con Saving Mr. Banks, si tratta di un clamoroso passo indietro; infatti la storia raccontata nel film è insulsa, banale ed evitabilissima.Se la sceneggiatura è più che rivedibile, la regia non è da meno, con Sam Taylor-Johnson, al secondo lungometraggio, che riesce a far entusiasmare lo spettatore solo al momento dei titoli di coda, quando il film finalmente finisce e dopo due ore di lenta agonia.Non si salvano neanche gli attori, con Dakota Johnson e Jamie Dornan autori di prove molto incolori, in linea con la bassa qualità del film.Così come i personaggi principali, anche i comprimari si attestano sullo stesso mediocre livello.
Consigliato: No, assolutamente da evitare.

lunedì 16 marzo 2015

Automata









Titolo Originale: Autómata
Regia: Gabe Ibáñez
Attori: Antonio Banderas, Dylan McDermott, Melanie Griffith, Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster, Tim McInnerny, Andy Nyman, David Ryall
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Paese: Bulgaria, Canada, Spagna, USA
Anno: 2014
Durata: 109 Minuti
Trama: Anno 2044, il pianeta Terra sta andando verso la totale desertificazione e il genere umano lotta per sopravvivere.Jacq Vaucan(Antonio Banderas) è un agente assicurativo che lavora per la ROC Robotics Corporation e durante lo svolgimento del proprio lavoro viene a conoscenza di possibili violazioni dei protocolli a cui devono sottostare i robot.Nel corso delle indagini, Jacq verrà a conoscenza di cose che potrebbero comportare notevoli conseguenze per il futuro dell'umanità.
Giudizio finale: "Automata" è diretto da Gabe Ibáñez, che collabora anche alla stesura della sceneggiatura insieme a Igor Legarreta e Javier Sánchez Donate.Purtroppo la sceneggiatura è il grandissimo punto debole del film, in quanto nel suo tema principale ricorda moltissimo Io, Robot, film del 2004 con Will Smith, sebbene la storia sia poi sviluppata diversamente.Se come sceneggiatore fallisce, invece alla regia Gabe Ibáñez riesce a realizzare un film che si lascia vedere abbastanza agevolmente e che non annoia lo spettatore, anche se una volta finita la visione non si è soddisfatti del tutto.Tutto il peso del film è riposto sull'interpretazione di Antonio Banderas, che sebbene ci provi, non convince pienamente.Poco convincenti anche i comprimari dell'attore spagnolo, che forniscono interpretazioni in linea con la mediocrità del film.Ulteriore punto a sfavore sono anche gli effetti speciali visivi, realizzati in modo poco fluido.
Consigliato: No, si può non vedere.

domenica 15 marzo 2015

Focus - Niente è come sembra




Un continuo spiazzamento; una sorpresa dopo l'altra; una scena inaspettata dopo l'altra. "E' una questione di messa a fuoco", dice Nicky, il protagonista del film. Ma nonostante ciò, ci si sorprende ugualmente in ogni singolo minuto della pellicola. Tutto questo è Focus - Niente è come sembra, film uscito ultimamente nelle sale cinematografiche, scritto e diretto da Glenn Ficarra e John Requa, conosciuti per aver curato la regia e la sceneggiatura di I love you Phillip Morris e Crazy, stupid, love, due dei piccoli capolavori del cinema degli ultimi anni. E anche in Focus non sbagliano un colpo. Partendo dalla storia: Nicky è il miglior manipolatore degli Stati Uniti e ha creato un'agenzia in grado di architettare i colpi più sorprendenti; Jess vuole fortemente entrarne a far parte. Tra i due nasce qualcosa di più di un semplice rapporto di lavoro.
Focus è un film concepito molto bene, con continui colpi di scena, come detto, e con un buonissimo ritmo, sia a livello di scene che a livello di dialoghi. La storia regge per tutti i 120 minuti del film ed è difficile per lo spettatore distrarsi anche solo per pochi secondi: Focus ti fa restare incollato allo schermo. Si conferma quindi a buon livello il duo Ficarra-Requa, tirando fuori dal loro cilindro una storia molto vivace e mai banale e dirigendola con enorme maestria.
A rendere il tutto ancora migliore ci pensa Will Smith, nei panni del protagonista di Focus, l'esperto truffatore Nicky Spungeon: la sua interpretazione è perfetta e senza sbavature, considerando anche la sua poca dimestichezza con i film "romance". Invece Will Smith si incastra perfettamente con Margot Robbie, co-protagonista nei panni di Jess: i due insieme funzionano, sia come coppia cinematografica sia nei loro dialoghi taglienti e serrati. Focus si appoggia completamente su di loro, sul loro rapporto e sulla credibilità dei loro personaggi: entrambi si dimostrano all'altezza e non sbagliano una scena.
Focus è un film da vedere sicuramente.

SCENA CULT: le scommesse durante la partita di football a New Orleans

FRASE CULT: "It's about distraction. It's about focus. The brain is slow and it can't multitask. Tap him here, take from there."

VOTO FINALE: 7

sabato 14 marzo 2015

Kingsman - Secret Service


Intrattenimento allo stato puro. 120 minuti di cinema spettacolo, in tutti i sensi. Kingsman - Secret Service non annoia, attrae lo spettatore in ogni singola scena, lo tiene incollato alla poltrona, lo fa sorridere e lo fa entusiasmare per le imprese dei protagonisti: cosa chiedere di più in un film?
Kingsman è l'ennesimo successo come regista (e non solo) di Matthew Vaughn, capace di "entrare" perfettamente nel mondo creato dal fumettista Mark Millar, esaltandolo con il suo cinema pop-esilarante e riuscendo a tirare fuori un film di spionaggio coi controfiocchi, strizzando più volte l'occhio a spy story del cinema del passato (James Bond su tutti) e dirigendo il tutto con grande maestria e ritmo.
Kingsman, tratto dalla miniserie a fumetti The Secret Service scritta da Mark Millar, racconta l'iniziazione del giovane Eggsy per entrare nei servizi segreti Kingsman, di cui è venuto a conoscenza grazie all'agente Galahad (alias Harry Hart), un vecchio amico del suo defunto padre.
I due protagonisti principali sono Colin Firth nei panni di Harry e Taron Egerton, all'esordio assoluto, in quelli di Eggsy. Il binomio ha funzionato alla grande, con Colin Firth sempre impeccabile e che sembra aver raggiunto, dopo l'Oscar per Il discorso del re, una consapevolezza tale da riuscire a trasformare in oro tutto ciò che tocca; e qui ci riesce soprattutto con Taron Egerton, come detto all'esordio in un film (per lui, in precedenza, solo pochi episodi in due serie tv britanniche): la bravura di questo ragazzo è impressionante, il personaggio sembrava disegnato su di lui e nel confronto con il più quotato attore (Firth) non ha sfigurato.
Perfetti nei propri ruoli anche un fenomenale Samuel L. Jackson, nei panni della nemesi Valentine, e un sempre affidabile Mark Strong.
Kingsman è stato il quarto lungometraggio tratto dai fumetti Millarworld, dopo Wanted e i due Kick-Ass, probabilmente il migliore di tutti, grazie al mix di serietà e spensieratezza che ogni film "leggero" dovrebbe avere.


SCENA CULT: il combattimento di Harry nel pub

FRASE CULT: "Vi state per imbarcare nel più difficile colloquio di lavoro del mondo"

VOTO FINALE: 7,5

mercoledì 11 marzo 2015

La Talpa









Titolo Originale: Tinker Tailor Soldier Spy
Regia: Tomas Alfredson
Attori: Gary Oldman, Mark Strong, John Hurt, Toby Jones, David Dencik, Ciarán Hinds, Colin Firth, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, Stephen Graham, Tom Hardy, Konstantin Khabenskiy, Svetlana Khodchenkova
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: Francia, Germania, Regno Unito
Anno: 2011
Durata: 127 Minuti
Trama: Londra primi anni settanta, piena Guerra Fredda, Geroge Smiley(Gary Oldman) da poco costretto al pensionamento anticipato, viene richiamato ufficiosamente in servizio per un'importantissima missione, scoprire un agente sovietico all'interno dei servizi segreti britannici.
Giudizio finale: "La Talpa", tratto dall'omonimo romanzo di John le Carrè, è diretto da Tomas Alfredson e sceneggiato da Bridget O'Connor e Peter Straughan.Nonostante tra il romanzo e la sceneggiatura ci siano delle differenze, la coppia di sceneggiatori riesce a creare una storia molto valida e il lavoro svolto da Tomas Alfredson alla regia fanno del film una delle spy story migliori degli ultimi anni, capace di coinvolgere lo spettatore per l'intera durata della pellicola.Valore aggiunto del film è un cast di primissimo livello, con un Gary Oldman autore di una performance di altissimo livello.Ma Oldman è ben supportato da Benedict Cumberbatch e Tom Hardy, entrambi autori di interpretazioni molto buone.Si difendono molto bene, a dispetto dei ruoli secondari all'interno del film, Mark Strong, John Hurt, Toby Jones e Colin Firth.Complessivamente l'intero cast mostra un buon affiatamento.Molto ben realizzata anche l'ambientazione della pellicola, che trasporta lo spettatore negli anni settanta.
Consigliato: Sì, buona spy story da vedere.

domenica 8 marzo 2015

Time lapse




Scritto e diretto da Bradley King, al debutto assoluto dietro la macchina da presa, Time Lapse è un thriller fantascientifico del 2014, prodotto negli Stati Uniti e presentato in anteprima al "Brussels International Fantastic Film Festival", dove ha ricevuto una buona accoglienza da parte di pubblico e critica.
Time lapse racconta la storia di 3 amici che condividono un appartamento e passano le loro giornate cercando di perseguire i propri obiettivi e di "sbarcare il lunario"; un giorno scoprono che il loro vicino di casa, uno scienziato, è morto e in casa di quest'ultimo rinvengono una misteriosa macchina fotografica che scatta ogni giorno fotografie del futuro. La scoperta cambierà irrimediabilmente la loro vita.
Buon esordio di Bradley King, che dirige Time Lapse con pochissime sbavature e tiene alto il livello di tensione per tutta la durata del film; la trama è buona, anche se in alcuni passaggi un po' contorta, tanto che bisogna prestare attenzione ad ogni singola scena del film. I primi dieci minuti della pellicola peccano un po' sotto il profilo del ritmo, che comunque cresce costantemente dal momento della scoperta della macchina fotografica "del futuro" in poi. Molto bravi anche i tre attori principali: Danielle Panabaker, Matt O'Leary e George Finn si comportano egregiamente, creando un buon feeling sul set e contribuendo con le loro interpretazioni a rendere Time lapse ancora più carico di tensione e incalzante.
Time lapse in Italia, probabilmente, uscirà solamente nel mercato home-video, ma è comunque un buon lavoro che merita una menzione e non fa rimpiangere la visione allo spettatore.

SCENA CULT: il finale

VOTO FINALE: 6,5

sabato 7 marzo 2015

Jupiter - Il destino dell'universo



Tre anni dopo Cloud Atlas, a segnare il ritorno sul grande schermo dei fratelli Wachowski è Jupiter, film uscito nelle sale cinematografiche lo scorso febbraio con protagonisti Mila Kunis e Channing Tatum.
Jupiter è anche il nome della protagonista del film, figlia di immigrati russi e donna delle pulizie che un giorno scopre di essere l'oggetto del desiderio di una famiglia di nobili alieni; in suo aiuto accorre Caine, mercenario ibrido (per metà umano e per metà cane) al servizio di uno dei membri della famiglia Abrasax, che la salva e le spiega l'immensità dell'universo.
Come tutti i film dei fratelli Wachowski, la caratteristica principale di Jupiter, ed anche il suo punto di forza, sono gli effetti speciali e visivi, usati sempre molto sapientemente e coerentemente all'interno del film. E' impossibile non restare "estasiati" dalla fotografia e dall'universo generato dai due fratelli registi, bravissimi a creare dal nulla una sceneggiatura con poche sbavature e con la razza umana, come sempre nei film dei Wachoswki, al centro di una guerra che potrebbe annientarla. La paladina, in questo caso, ha il corpo e le movenze di Mila Kunis, perfetta e completamente credibile nell'interpretazione della giovane Jupiter, brava a restare sempre sul pezzo nelle varie evoluzioni del suo personaggio: ironica, debole e forte, la Kunis non sbaglia un colpo. A sbagliare, almeno in parte, è sicuramente Channing Tatum: perfetto nelle scene d'azione, molto meno in quelle di raccordo, in cui dovrebbe tirar fuori anche un lato più "umano"; è in quest'ultimo passaggio che Tatum non riesce ad essere credibile. Purtroppo si ha la sensazione, in alcune scene, che il feeling tra i due non sia pienamente perfetto e questo più per demerito di Tatum che della Kunis.
Jupiter, comunque, resta un buon film, sicuramente non un capolavoro, che chiude in crescendo dopo un inizio abbastanza sottotono e che ribalta un po' il cliché insito in molti film degli ultimi anni: c'è si un'eroina al centro della vicenda, ma insieme a lei c'è anche un eroe pronto a salvarla.

SCENA CULT: la fuga nei cieli di Chicago

DIALOGO CULT:
Jupiter: "Vi attende una sorpresa quando scoprirete cosa faccio per vivere."
Stinger: "Non conta ciò che fate, ma ciò che siete."

VOTO FINALE: 6,5 

venerdì 6 marzo 2015

La Pelle Che Abito









Titolo Originale: La Piel Que Habito
Regia: Pedro Almodóvar
Attori: Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Jan Cornet, Roberto Álamo, Blanca Suárez
Genere: Thriller
Paese: Spagna
Anno: 2011
Durata: 120 Minuti
Trama: Robert Ledgard(Antonio Banderas) è un chirurgo plastico, ossessionato da tragedie del passato, creatore di un nuovo tipo di pelle molto resistente.Cavia degli esperimenti di Robert è Vera, una donna misteriosa che sembra essere la risposta alle ossessioni del chirurgo.
Giudizio finale: "La Pelle Che Abito" è tratto da Tarantola, romanzo di Thierry Jonquet.Il film è diretto da Pedro Almodóvar, che ne cura la sceneggiatura insieme ad Agustín Almodóvar.La sceneggiatura è molto valida e rivela a poco a poco tutta la verità che si nasconde dietro la storia raccontata dal regista spagnolo, molto bravo a mantenere il mistero e riuscendo a intrecciare tutti i tasselli del puzzle fino a quando tutto è ormai chiaro per lo spettatore; tutto questo con un ritmo costante che riesce a far passare agevolmente le quasi due ore di durata del film.Tutta la pellicola è sorretta principalmente da Antonio Banderas e Elena Ananya con ottime interpretazioni e con un ottimo affiatamento, valore aggiunto per il film.Ad aiutare i due protagonisti, troviamo alcuni personaggi secondari interpretati da attori che possono vantare lavori conosciuti soprattutto in patria e che complessivamente se la cavano bene.
Consigliato: Sì, si può vedere.

domenica 1 marzo 2015

Whiplash




Strana e incredibile la genesi di Whiplash, film del 2014 vincitore di 3 premi Oscar (miglior attore non protagonista, miglior montaggio e miglior sonoro): nato come cortometraggio e vincitore nella categoria dedicata al Sundance Film Festival del 2013, dopo il successo ottenuto viene riscritto come lungometraggio dallo stesso regista del corto, Damien Chazelle, e si aggiudica anche, tra l'altro, il premio del pubblico e il gran premio della giuria al Sundance del 2014, consacrandolo come miglior film musicale degli ultimi anni ed entrando prepotentemente nel lotto dei papabili vincitori agli Oscar del 2015.
Tutto ciò grazie ad una trama ben scritta e coinvolgente, che vede al centro della scena il giovane Andrew Neiman (intepretato da Miles Teller), giovane batterista che sogna di diventare un grande del jazz, e Terence Fletcher (intepretato da J.K.Simmons), temutissimo e inflessibile insegnante del conservatorio Shaffer che con i suoi metodi brutali e a volte "sopra le righe" cerca di tirare fuori il meglio dai suoi allievi e da Andrew.
Whiplash si basa fondamentalmente sul rapporto tra Andrew e Terence e il binomio funziona alla grande: Miles Teller sfodera una buonissima interpretazione, mantenendo il suo personaggio sempre sui giusti binari e non scendendo mai di intensità; J.K.Simmons è la sorpresa assoluta, la sua interpretazione di Terence Fletcher, valsagli premio Oscar, Golden Globe e Spirit Award come miglior attore non protagonista, è perfetta e a tratti "spaventosa", il lavoro su se stesso e sul suo personaggio è assolutamente incredibile. Il Terence Fletcher interpretato da Simmons è a tutti gli effetti il sergente Hartman (Full Metal Jacket) del nostro tempo.
Da non sottovalutare, comunque, la regia sapiente e mai fuori posto di Damien Chazelle, doppiamente bravo ad allungare la sua sceneggiatura del corto senza far perdere ritmo a Whiplash e senza aggiungere scene inutili solamente per "allungare il brodo": se, come detto, Whiplash è assolutamente il miglior film musicale degli ultimi 8-10 anni il merito è anche di Chazelle.

SCENA CULT: il concorso a Dunellen

FRASE CULT: "Not my tempo"

VOTO FINALE: 8