mercoledì 23 dicembre 2015

We Are Your Friends


Poteva essere un film da ricordare. Resta invece un film che non riesce ad emergere dal gruppo.
We Are Your Friends è stato distribuito negli Stati Uniti lo scorso agosto (in Italia un mese dopo) ed è diretto da Max Joseph; concepito come racconto di formazione con chiare matrici musicali, il film vede Zac Efron nei panni del giovane aspirante dj Cole Carter, diviso tra i lavoretti saltuari insieme agli amici nella San Fernando Valley e il tentativo si sfondare come dj di fama mondiale. L'incontro col famoso dj James Reed, che lo prende sotto la sua ala protettiva, e la sua fidanzata Sophie danno una scossa alla sua vita.
Tante buone idee che però si perdono sul più bello: We Are Your Friends non adempie del tutto al proprio compito, risultando un ulteriore film "generazionale" che non riesce a discostarsi dalla solita trama trita e ritrita di tutte le pellicole che tentano di raccontare ascesa, discesa e rivincita di un ragazzo (o ragazza) alle prese con il desiderio di realizzare i propri sogni. La storia, pur non essendo mai realmente noiosa, risulta abbastanza scontata, dando l'impressione allo spettatore di trovarsi davanti ad un qualcosa di già visto; la regia di Joseph si limita a seguire i dettami della sceneggiatura, riuscendo solo in un'occasione a risultare brillante e innovativa. A risaltare di We Are Your Friends è sicuramente la colonna sonora, intergrazione mai banale alle vicende di Cole e del suo gruppo di amici.
Il cast è di livello per un film del genere, sufficiente nella caratterizzazione dei personaggi: tra gli altri, Zac Efron non stecca ma sicuramente si limita solo a svolgere il suo compitino, senza infamia e senza slanci apocalittici; Wes Bentley si dimostra, come sempre, molto incisivo a livello d'interpretazione, anche se, a tratti, il suo personaggio non viene indagato a fondo; a steccare un po' è sicuramente Emily Ratajkowski, curve mozzafiato ma recitazione sicuramente da rivedere.
We Are Your Friends non è sicuramente un film da bocciare, si è visto di molto peggio; chiaro è che non lascia particolari insegnamenti o riflessioni allo spettatore e, soprattutto, non riesce a sorprenderlo.


SCENA CULT: la prima festa di Cole insieme a James

VOTO FINALE: 6-

domenica 20 dicembre 2015

The Ridiculous 6


Non ci sono solo serie tv su Netflix. In misura maggiore oltreoceano, ma comunque anche in Italia, il cataologo on line della piattaforma on demand prevede anche documentari e soprattutto film, prodotti o meno internamente. Uno di questi è The Ridiculous 6, un western demenziale prodotto dalla Happy Madison Production (casa di produzione dell’attore Adam Sandler), rilasciato su Netflix (in tutto il mondo) lo scorso 11 dicembre e che annovera nel cast, oltre a Sandler, attori del calibro di Terry Crews, Jorge Garcia, Taylor Lautner, Rob Schneider e Luke Wilson, con vari cameo interessanti ed importanti.
Il film è incentrato, inizialmente, sulla figura di Coltello Bianco (White Knife nella versione originale), orfano cresciuto da una tribù indiana. Per cercare di salvare il suo vero padre, il famigerato fuorilegge Frank Stockburn, il quale si ritrova minacciato di morte da un tale Cicero, intraprende un viaggio nell'America di fine ottocento: lungo il viaggio scopre di avere anche cinque fratellastri i quali decidono di unirsi a lui per questa missione.
L'idea alla base di The Ridiculous 6 è bella ed intrigante e lo sviluppo a livello registico ed estetico è assolutamente di livello; quello che convince poco, però, è lo sviluppo della trama, perfettamente integrata nel genere "demenziale" ma poco incisiva a livello qualitativo e carente sotto l'aspetto "commedia". Ma andiamo con ordine.
The Ridiculous 6, come tutti i prodotti Netflix, è girato in maniera ottimale e può avvalersi di una fotografia di altissimo livello: merito del regista Frank Coraci, bravo a prendere in giro tutte le convenzioni del western e a girare quasi tutte le scene in maniera ottimale, e del direttore della fotografia Dean Semler (premio Oscar nel 1991 per Balla coi lupi), favoloso nel ricreare perfettamente l'atmosfera dei film western del passato.
Come detto, a non convincere di The Ridiculous 6 è lo sviluppo di una trama che in realtà sarebbe accattivante ma che purtoppo, però, ha ben pochi acuti comici nel suo svolgimento: poche sono le gag realmente da ricordare e la storia viene tirata in po' troppo per le lunghe, annoiando lo spettatore in più di un'occasione. E questo per un film demenziale il cui unico intento è quello di far ridere è una cosa totalmente negativa.
Tutto ciò anche a causa degli attori principali, tutti al di sotto della sufficienza, in primis Adam Sandler, poco credibile e assolutamente impalpabile per quasi tutta la durata del film: considerando che The Ridiculous 6 è una sua creatura, la cosa è completamente inaccettabile. A salvarsi, dei sei protagonisti, è sicuramente Taylor Lautner, perfettamente calato nella parte del fratello demenziale (e non tanto intelligente) di Coltello Bianco.
The Ridiculous 6 rimane quindi un film facilmente dimenticabile: d'altronde non riesce ad adempiere al compito principale assegnatogli e cioè quello di divertire e di far sorridere il pubblico, dimostrandosi così riuscito quasi unicamente a livello propriamente formale.

SCENA CULT: il torneo di poker

DIALOGO CULT:
Lil Pete: "Hey friend, need any help gettin' her out?"
Ramon: "She's not really stuck amigo, she's a diversion."
Lil Pete: "She's a virgin? I'm a virgin, too...unless you count canty-loupes."

VOTO FINALE: 5 

mercoledì 16 dicembre 2015

Arrow - Stagione 1


Titolo Originale: Arrow
Regia: David Nutter, David Barrett, Guy Norman Bee, Vincent Misiano, Michael Schultz, John Behring, David Grossman, Kenneth Fink, John Dahl, Eagle Egilsson, Nick Copus, Wendey Stanzler, Glen Winter, Michael Offer
Attori: Stephen Amell, Katie Cassidy, David Ramsey, Willa Holland, Paul Blackthorne, Emily Bett Rickards, John Barrowman, Colton Haynes, Susanna Thompson, Manu Bennett, Colin Donnell, Celina Jade, Colin Salmon, Byron Mann, Kelly Hu, Jessica De Gouw
Genere: Avventura, Azione, Drammatico
Paese: USA
Anno: 2012-2013
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 23
Trama: Creduto morto per cinque anni dopo l'affondamento del suo yacht in mare aperto, il playboy miliardario Oliver Queen(Stephen Amell) fa ritorno a Starling City con in mente un'idea ben precisa, combattere coloro che stanno distruggendo la sua città.
Giudizio finale: "Arrow - Stagione 1" è una serie televisiva creata da Greg Berlanti, Andrew Kreisberg e Marc Guggenheim e basata sull'omonimo fumetto della DC Comics.La storia proposta nel corso della prima stagione è molto avvincente e cattura lo spettatore per tutti e ventitré gli episodi, con un gran finale di stagione molto coinvolgente.La serie si avvale di molti registi, capaci di mantenere uno stile piuttosto omogeneo e ricco di azione; inoltre sono molto bravi nell'utilizzo dei flashback su cui la serie fa molto affidamento per raccontare due linee temporali.Purtroppo la pecca più grande della serie è nel suo cast, con alcuni attori poco convincenti; infatti Stephen Amell è praticamente monoespressivo per l'intera stagione.Ma non sono da meglio Willa Holland, Susanna Thompson e Katie Cassidy, poichè non riescono a dare la giusta spinta alle caratterizzazioni dei propri personaggi.Si salvano David Ramsey, Emily Bett Rickards e John Barrowman, con i primi due ottimi nel supporto a Stephen Amell e capaci di creare anche divertenti momenti comici, soprattutto Emily Bett Rickards; mentre John Barrowman è capace di fornire un'ottima caratterizzazione del proprio personaggio.
Consigliato: Si può vedere.

domenica 13 dicembre 2015

Sense8 - Stagione I






Probabilmente la miglior serie tv degli ultimi 5 anni. Un insieme perfetto di elementi per dare vita ad un prodotto di ottima qualità. Sense8 è una serie tv originale firmata Netflix, pubblicata sulla piattaforma americana il 5 giugno 2015 (in Italia è arrivata, insieme alla casa madre, lo scorso 22 ottobre), ideata e sceneggiata dai Wachowski e J. Michael Straczynski, con i primi che si sono anche alternati alla regia in diversi episodi con Tom Tykwer, James McTeigue e Dan Glass.
La serie racconta di otto persone legate tra loro da una violenta visione, in cui si vede una donna che si suicida. Tutti e otto, in maniera inizialente incomprensibile, sono "connessi" tra loro e possono leggere nei pensieri degli altri e provare le stesse sensazioni degli altri. Qualcuno però sta dando loro la caccia e gli otto protagonisti, sparsi in giro per il mondo, oltre a dover affrontare i loro problemi quotidiani, dovranno difendersi da questo nemico comune.
Partiamo dal presupposto che Netflix è ormai una garanzia: questo non significa che poi ogni idea o sceneggiatura diventi perfetta solamente perché realizzata con l'aiuto di Netflix; ciò che risalta all'occhio però è sicuramente la bontà con cui vengono girate le serie tv, i film ed i documentari firmati dalla piattoforma streaming diventata ormai un cult in tutto il mondo. E Sense8 non è da meno. Non c'è una nota stonata nella serie tv dei Wachowski: personaggi accattivanti, ben interpretati e ben caratterizzati, in ogni loro minima sfaccettatura; musiche perfette, elemento centrale per legare tra loro le storie degli 8 protagonisti e momenti assolutamente godibili all'interno delle puntate; fotografia strepitosa, mai banale e assolutamente centrata; regia da urlo, con stacchi, zoomate, cambi di fuoco e panoramiche da far studiare in tutte le scuole di cinema.
La prima stagione di Sense8 conta 12 episodi, della durata che varia dai 40 ai 50 minuti (a parte l'episodio pilota di 64 minuti) e riesce in un'impresa che ben poche serie tv possono annoverare: riuscire a non annoiare mai, né all'interno del singolo episodio e né nella completezza della stagione. Il crescendo spaventoso che caratterizza Sense8 e che porta all'apoteosi del finale di stagione è un qualcosa di assolutamente stupefacente, con lo spettatore sempre coinvolto nella storia e ansioso di scoprire le evoluzioni dei vari personaggi e di arrivare ad avere, così come gli 8 protagonisti, delle risposte a tutto ciò che vede accadere.
Sense8 è stata rinnovata per una seconda stagione (annuncio avvenuto lo scorso 8 agosto, data di nascita di tutti e 8 i personaggi) e se si mantiene ad alti livelli avremo una serie tv che potrà tranquillamente entrare nella storia e negli annali di cinema e tv. 

SCENE CULT: 1x04 - Scena "What's going on?" / 1x10 - Scena nascite

VOTO FINALE: 8

sabato 12 dicembre 2015

Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

  
Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino. La strada per l'isola che non c'è è stampata a lettere cubitali nell'immaginario comune, così come la storia di Peter Pan, dei bambini sperduti e della loro continua "guerra" con il capitan Uncino. Ciò che non è mai stata raccontata è l'origine della leggenda del bambino che non vuole crescere.
Pan - Viaggio sull'isola che non c'è, film uscito ad ottobre negli Stati Uniti e solamente un mese dopo qui in Italia, racconta di come Peter, abbandonato dalla madre in un orfanotrofio nei pressi dei giardini di Kensington, venga rapito dal pirata Barbanera e portato sull'isola che non c'è. Costretto a lavorare in miniera, fa la conoscenza di Giacomo Uncino ed insieme a lui progetta la fuga per mettersi a capo di una tribù che possa combattere Barbanera e i pirati.
Non proprio una libera interpretazione della favola di Peter Pan, visto che qui si tratta di una sorta di prequel delle vicende raccontate nei libri dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. E grazie a ciò lo sceneggiatore Jason Fuchs ed il regista Joe Wright hanno potuto sbizzarrirsi nell'inventare quasi di sana pianta una storia che avesse come protagonisti i personaggi dei libri ma che raccontasse vicende totalmente inedite. Il problema, ed anche bello grosso, è che ciò che ne è venuto fuori è un film incasinato e pieno di invenzioni narrative, che sfiniscono e destabilizzano lo spettatore, facendolo perdere, in più di un'occasione, nei vari spunti della storia: Pan non riesce ad avere una sua identità, unendo in maniera un po' invasiva molti elementi cinematografici attinti da altre saghe di successo.
A salvarsi di Pan sono gli effetti visivi, realizzati ottimamente e contraltare perfetto delle vicende raccontate dal film: se quest'ultime appesantiscono lo spettatore e cercano di farlo scappare (come vorrebbe Uncino) dall'isola che non c'è, le musiche di John Powell, le scenografie di Aline Bonetto, le musiche di Jacqueline Durran, la fotografia di John Mathieson e Seamus McGarvey e gli effetti speciali riescono a dare vitalità alla storia e un motivo di interesse a chi sta guardando il film.
Il cast è di buonissimo livello, con il piccolo Levi Miller e la sempre brava Rooney Mara autori di prove sostanziose. Da contraltare però, c'è la prova di Hugh Jackman: poco incisivo il suo personaggio (Barbanera), non propriamente uno dei migliori villain cinematografici, poco significativa la sua caratterizzazione; sicuramente dall'attore australiano ci si aspetta sempre qualcosa in più.
Dispiace dover bocciare un film come Pan, perché l'idea alla base del film era accattivante, così come le modalità di messa in scena della storia: siamo nel 2015, quindi cercare di strizzare l'occhio allo steampunk per dare una prospettiva diversa alla storia di Peter Pan è assolutamente condivisibile (a parte un paio di scene); purtroppo, però, si è cercato di fare troppo e ciò non ha assolutamente giovato al film.

SCENA CULT: il mondo delle fate

DIALOGO CULT:
Peter Pan: "Always be friends, Hook. Are we?"
Hook: "Always. It can't possibly go wrong."

VOTO FINALE:


martedì 8 dicembre 2015

Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick


In principio ci fu Moby Dick, epica balena bianca portata alla ribalta internazionale dal libro di Herman Melville; viceversa, però, fu anche il libro su Moby Dick che rese Herman Melville uno scrittore famoso in tutto il mondo, uno dei capostipiti della letteratura americana. Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick non è l'adattamento cinematografico di quel romanzo, ma bensì racconta la storia che lo ha ispirato, cioè la vicenda, realmente accaduta, della baleniera Essex, abbattuta dalla balena bianca nell'inverno del 1820.
Finalmente, dopo molto tempo, Hollywood ritorna a raccontare storie avventuresche e lo fa attraverso uno dei migliori registi della nostra epoca, quel Ron Howard che riesce a rendere epico e magnifico qualsiasi soggetto e sceneggiatura gli passi tra le mani. In questo caso, è impeccabile a rendere visivamente perfetto il libro Nel cuore dell'oceano - Il naufragio della baleniera Essex di Nathaniel Philbrick, uscito nel 2000 e fortunatamente finito nelle mani del regista statunitense. Howard è bravissimo a calvalcare le onde (è proprio il caso di dirlo) della storia, senza sconvolgerla e mantenendo intatta l'aura di epicità e solidità della vicenda raccontata, inserendo però, in maniera significativa e mai banale, uno studio dettagliato sui personaggi, facendo risaltare al massimo tutti i vari cambiamenti di stato d'animo degli esseri umani, sbattuti in mare e comunque sempre leali tra loro. 
Heart of the Sea merita non solo di essere visto al cinema in alta risoluzione, ma probabilmente è uno dei pochi film degli ultimi anni a meritare la visione in 3D, vista la spettacolarità delle scene e la grande cura dei dettagli anche nelle scene di naufragio e di raffronto con la mastodontica balena bianca. Tutto ciò anche grazie alla fotografia curata da Anthony Dod Mantle, perfetta e da far vedere nelle scuole e nelle università che trattano la materia: la veridicità con cui vengono messe in scena le vicende della baleniera Essex è da antologia.
Questo binomio perfetto tra fotografia e scene spettacolari non fa altro che coinvolgere in maniera totale lo spettatore, che ha infatti l’impressione, sebbene a tratti, di essere proprio lì, sulla Essex, bagnato, sballottato, impaurito e tremendamente curioso.
Parlavamo di studio sui personaggi: beh, questo è da attribuire anche agli attori di Heart of the Sea, su tutti Chris Hemsworth, Benjamin Walker e Cillian Murphy, magari non autori di prove da ricordare negli annali, ma comunque di grande sostanza e perfetti per dare forza e slancio alla trama e al film.
Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 3 dicembre (l'11 uscirà negli Stati Uniti) e, nonostante gli alti e bassi fisiologici che film di questo genere possono avere, riesce a compiere a pieno il proprio compito: intrattenere e dare nuova linfa al genere avventura.

SCENA CULT: il primo attacco della balena bianca

FRASE CULT: "The tragedy of the Essex is the story of men. And a Demon"

VOTO FINALE: 7,5 

sabato 5 dicembre 2015

American Ultra


Dopo aver lavorato insieme nel film Adventureland del 2009 (da vedere per chi non lo avesse già fatto), Jesse Eisenberg e Kristen Stewart si ritrovano a lavorare in coppia e nuovamente come protagonisti in American Ultra, film diretto da Nima Nourizadeh (Project X) e sceneggiato da Max Landis (Chronicle), uscito nelle sale cinematografiche americane lo scorso 21 agosto e ancora inedito in Italia.
Eisenberg e Stewart interpretano rispettivamente Mike e Phoebe, due ragazzi innamorati e un po' "sui generis" che si ritrovano coinvolti in un'azione governativa che sembrava ormai sepolta e non riattivabile.
Grazie ai molti elementi di richiamo alla serie tv Chuck, American Ultra ha di base una storia abbastanza accattivante che però, nella seconda parte della pellicola, non riesce a compiere il salto di qualità decisivo per meritare una considerazione maggiore: il film si spegne sul più bello, anche a causa di molte scene "schizofreniche" che, se in alcuni passaggi aiutano lo sviluppo della trama e imprimono un certo ritmo al film, in alcuni passaggi contribuiscono a rendere poco chiare alcune vicende. Su questo Landis dovrà lavorare per le pellicole future, visto che anche Chronicle decollava benissimo ma poi non riusciva a mantenersi sui livelli iniziali, accelerando un po' troppo in vista del "traguardo finale".
Ottimo invece, a livello registico, il lavoro di Nima Nourizadeh: American Ultra è girato benissimo, ogni singola ripresa è centellinata e funzionale allo sviluppo della trama, l'attenzione ai dettagli è massima e il "controllo" sui due attori principali è eccezionale. In più Nourizadeh può avvalersi di un'ottima fotografia, curata alla perfezione (per questo genere di film) da Michael Bonvillain e elemento chiave nello svolgimento della storia, importante per dare coerenza al ritmo dato dal regista di origini iraniane ad American Ultra (soprattutto nelle scene di azione).
Parlando dei due attori, da sottolineare il buonissimo feeling (un po' come nel già citato Adventureland) tra Jesse Eisenberg e Kristen Stewart, entrambi autori di due prove abbastanza incisive e sorprendentemente con poche sbavature: nei loro film passati, i due attori hanno avuto dei passaggi a vuoto, andando anche "fuori tema", cosa che qui in American Ultra non succede.
Buon ritmo, ottima regia, ottima fotografia, buona recitazione: in realtà American Ultra avrebbe tutto per essere considerato un film più che ottimo; peccato che una storia a volte lacunosa, la schizofrenia continua ed un finale non del tutto azzeccato non contribuisca alla consacrazione di questo film.

SCENA CULT: il primo "combattimento" di Mike

DIALOGO CULT:
Victoria Lasseter: "Cherry Progressive, listen. Mandelbrot set is in motion. Echo Choir has been breached."
Mike Howell: "Is that a lyric from something?" 

VOTO FINALE: 6

lunedì 30 novembre 2015

Marvel's Daredevil - Stagione 1









Titolo Originale: Marvel's Daredevil
Regia: Phil Abraham, Adam Kane, Ken Girotti, Farren Blackburn, Guy Ferland, Brad Turner, Stephen Surjik, Nelson McCormick, Nick Gomez, Euros Lyn, Steven S. DeKnight
Attori: Charlie Cox, Deborah Ann Woll, Elden Henson, Vincent D'Onofrio, Toby Leonard Moore, Vondie Curtis-Hall, Bob Gunton, Ayelet Zurer, Rosario Dawson
Genere: Azione, Drammatico
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 50-60 Minuti
Numero Di Episodi: 13
Trama: Matt Murdock(Charlie Cox), dopo aver perso la vista in giovane età, ha sviluppato dei sensi sovrumani e decide di combattere il crimine presente nelle strade di Hell's Kitchen.
Giudizio finale: "Marvel's Daredevil", serie basata sull'omonimo fumetto della Marvel Comics, è creata da Drew Goddard e nel corso delle tredici puntate che costituiscono la prima stagione vede l'avvicendarsi di diversi registi.Marvel's Daredevil è girata in modo perfetto, con una storia che coinvolge completamente lo spettatore e che lo appassiona puntata dopo puntata; infatti la serie è in continua crescita, fino ad un grandioso finale che conclude la prima stagione.Ma la fortuna della serie è anche nei suoi protagonisti, con Charlie Cox autore di una grandissima interpretazione, al quale si contrappone la grandiosa prova fornita da Vincent D'Onofrio, perfetto nel ruolo di villain e capace di dargli spessore.Inoltre la serie vanta anche le più che positive interpretazioni fornite dai suoi personaggi secondari, tra i quali troviamo Deborah Ann Woll, Elden Henson e Toby Leonard Moore.Ora non resta altro che aspettare la nuova stagione con trepidazione.
Consigliato: Sì, assolutamente da vedere.

domenica 29 novembre 2015

The visit

Il ritorno della genialità di M. Night Shyamalan. Non che sia mai venuta meno, ma probabilmente si era un po' sopita e aveva generato, negli ultimi anni, dei film non del tutto coerenti con la fama di gran cineasta del regista di origini indiane. Ed invece ritorna in maniera incisiva in The visit, film uscito nei cinema americani a settembre e distribuito qui in Italia solamente il 26 novembre scorso. 
La storia è quella dei due adolescenti Rebecca e Tyler che, per dare modo alla madre di godersi una crociera con il suo compagno, accettano di passare una settimana a casa dei nonni materni, mai conosciuti perché la madre litigò con loro 15 anni prima. Quella che doveva essere una settimana in famiglia e l'occasione per Becca di girare un documentario sul perché della rottura tra la mamma e i nonni, si trasforma in realtà in una vacanza fitta di mistero a causa degli strani comportamenti dei due anziani.
Partendo dal presupposto che sarebbe ora di finirla con l'utilizzo del found footage come tecnica di messa in scena, visto che negli ultimi anni se ne è abusato parecchio, il modo in cui viene usata da Shyamalan è tecnicamente perfetta e sapiente, contrapponendo le riprese della telecamera di Rebecca a quelle del fratello Tyler, aiuto regista della sorella e seconda prospettiva interessante per lo spettatore. Il livello di tensione di The visit è sempre alto e anche se non sia prettamente un horror, il film di Shyamalan inquieta costantemente e tiene incollati allo schermo; ed in più il regista indiano, come in tutti i suoi film, ad un certo punto ribalta tutte le credenze e tutto ciò che aveva raccontato fino al quel momento, con il classico colpo di scena totalmente inaspettato e dannatamente perfetto, in The visit molto più che nei suoi ultimi 3-4 film.
Il cast contribuisce in pieno a confermare questo clima di terrore e di tensione che pervade The visit, con nota di merito che va sicuramente a Kathryn Hahn, mamma perfetta e soprattutto incisiva nelle poche scene che la vedono protagonista (tra cui il punto di svolta della pellicola), e Deanna Dunagan, la nonna più spaventosa e allo stesso tempo "divertente" che si sia mai vista sullo schermo.
Come detto The visit segna il ritorno a buoni livelli di M. Night Shyamalan, da vedere ma ancora lontano da quel capolavoro che fu Il sesto senso, il film che consacrò il regista indiano tra i mostri sacri del cinema.

SCENA CULT: le azioni della nonna durante la notte

FRASE CULT: "Would you mind getting inside the oven to clean it?"

VOTO FINALE: 6,5

sabato 28 novembre 2015

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II


Il botto finale. Inteso, purtroppo, come caduta. La fine ingloriosa di una delle migliori saghe (se non forse la migliore) degli ultimi anni, almeno nelle previsioni e soprattutto dopo le prime due pellicole. 
Girato insieme al suo prequel, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I, Il canto della rivolta - Parte II racconta la parte finale dei romanzi di Suzanne Collins: i ribelli, guidati dal loro simbolo Katniss Everdeen, sono in marcia verso Capitol City, per detronizzare il presidente Snow. Dal canto suo Katniss decide di intraprendere, insieme ad un gruppo di ribelli, un viaggio verso il palazzo di Snow, per compiere la sua vendetta uccidendo il presidente.
Una noia totale, una lentezza a tratti sconvolgente. Il canto della rivolta - Parte II segue la falsa riga del suo prequel e si attesta su livelli molto bassi, non riuscendo a garantire un finale dignitoso alle vicende della ghiandaia imitatrice. Il problema è a monte ed era già scritto: dividere un libro in due film comporta il rischio di creare due pellicole con poca verve e poco ritmo, soprattutto se poi durano entrambe sopra le due ore. E Hunger Games non si è sottratto da tutto ciò, unendo, in quest'ultimo film più che nell'altro, il demerito del regista Francis Lawrence, incapace di imporsi e di aggiustare il tiro.
Questo film, come il suo prequel, è costellato di scene abbastanza inutili per lo spettatore, inserite solamente per poter garantire alla pellicola la durata di 137 minuti. Per non parlare poi di alcuni dialoghi abbastanza forzati e totalmente inadeguati alla situazione e alla storia raccontata. 
L'unica cosa che realmente si può salvare de Il canto della rivolta - Parte II è sicuramente la fotografia, molto buona e accurata, incastro fondamentale per dare quel tocco di vitalità in più alla messa in scena della storia. Vitalità che non contribuisce a dare il cast: a partire da una Jennifer Lawrence brava si a reggere il film sulle sue spalle, ma poco incisiva in molti passaggi in cui dovrebbe tirar fuori quel qualcosa in più ma in cui la sua espressione resta sempre identica e soprattutto inadeguata (agghiacciante quella nella scena finale del film).
Infine, per quanto riguarda il finale, l'appunto è a metà e riguarda soprattutto il romanzo, più del film: inadeguato. Va bene cercare di discostarsi dai soliti cliché dei finali epici, ma qui si è realmente esagerato.
Tirando le somme finali, di Hunger Games si salvano (e anche bene) solamente i primi due capitoli e ciò che resta di tutta la saga è una domanda che assale (me e penso molti telespettatori) sin dall'uscita dalla sala cinematografica: ma non sarebbe stato meglio evitare di dividere l'ultimo libro in due film? Per alcune aziende il marketing è più importante di tutto.

SCENA CULT: lo scontro con gli ibridi nei sotterranei di Capitol

FRASE CULT: "Katniss Everdeen. A smalltown girl from District 12 who survived the Games and turned a nation of slaves into an army!"

VOTO FINALE: 5

lunedì 23 novembre 2015

Avengers Grimm


Titolo Originale: Avengers Grimm
Regia: Jeremy M. Inman
Attori: Casper Van Dien, Lauren Parkinson, Lou Ferrigno, Milynn Sarley, Marah Fairclough, Rileah Vanderbilt, Elizabeth Peterson, Kimo Leopoldo, Justine Herron
Genere: Avventura, Azione, Fantasy
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 86 Minuti
Trama: Quando Tremotino(Casper Van Dien) fugge, portandosi dietro Biancaneve(Lauren Parkinson), dal mondo fatato e arriva nel mondo moderno, Cenerentola(Milynn Sarley), la Bella Addormentata(Marah Fairclough), Raperonzolo(Rileah Vanderbilt) e Cappuccetto Rosso(Elizabeth Peterson) li inseguono e cercheranno di fermare Tremotino.
Giudizio finale: "Avengers Grimm", mockbuster prodotto dalla Asylum con un chiaro riferimento al film Avengers: Age Of Ultron ed alla serie tv C'Era Una Volta, è scritto e diretto da Jeremy M. Inman.Purtroppo la storia proposta è poco intrigante e coinvolgente, a discapito di un'idea di base, che se sviluppata in altro modo, sarebbe potuta essere interessante.Ma Jeremy M. Inman fallisce anche alla regia, realizzando un film anonimo e con sequenze sceniche, in alcuni casi, quasi inutili e che si sarebbero potute evitare.Ma il cast non fa meglio del regista; infatti Casper Van Dien, Lou Ferrigno, Lauren Parkinson, Milynn Sarley, Marah Fairclough, Rileah Vanderbilt e Elizabeth Peterson, protagonisti del film, forniscono interpretazioni poco credibili e non sembrano avere un gran feeling nel corso della pellicola.Inutile parlare degli effetti visivi, realizzati in modo approssimativo e poco credibili.
Consigliato: No, da evitare.

sabato 21 novembre 2015

Poli opposti


Un terapista di coppia, Stefano. Un avvocato divorzista, Claudia. I loro mondi si incontrano e si scontrano nel momento in cui Stefano trasferisce il suo studio (e la sua abitazione) sullo stesso pianerottolo dello studio (e della casa) di Claudia. L'antagonismo iniziale piano piano si trasforma in qualcosa di diverso e i due si avvicinano sempre più.
Debutto alla regia in un lungometraggio cinematografico di Max Croci, Poli opposti è una commedia italiana uscita nei cinema lo scorso 8 ottobre, scritto a 6 mani da Alessio Maria Federici, Carlotta Ercolino e Luca Miniero, sceneggiato da Alessandro Pondi, Paolo Logli, Mauro Graiani e Riccardo Irrera e interpretato da Luca Argentero e Sarah Felberbaum.
Strizzando l'occhio alla commedia americana, Poli opposti si dimostra un film molto carino e leggero, scorrevole e che non si prende mai sul serio. Il pregio è anche di una regia abbastanza asciutta e con poche sbavature, con Croci che riesce ad assecondare perfettamente la trama e si fa trainare dai suoi due protagonisti, Luca Argentero e Sarah Felberbaum, autori di prove di sostanza e mai a disagio nelle loro interpretazioni; il feeling tra i due è molto buono e questo è importante quando si deve riuscire ad intrattenere il pubblico: entrambi riescono a non sbagliare nessun tempo comico e ad essere abbastanza precisi e incisivi.
Poli opposti è una buona commedia, con qualche passaggio a vuoto ma che nel complesso compie il proprio dovere: intrattenere e divertire il pubblico.

VOTO FINALE: 6,5

venerdì 20 novembre 2015

Sharknado 3

Titolo Originale: Sharknado 3: Oh Hell No!
Regia: Anthony C. Ferrante
Attori: Ian Ziering, Tara Reid, Cassie Scerbo, Frankie Muniz, Ryan Newman, David Hasselhoff, Mark Cuban, Bo Derek, Mark McGrath
Genere: Horror, Fantascienza
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 93 Minuti
Trama: Mentre su tutta la Costa Orientale degli Stati Uniti si stanno abbattendo diversi sharknado, toccherà nuovamente a Fin Shepard(Ian Ziering) salvare il proprio paese.
Giudizio finale: "Sharknado 3", terzo capitolo dopo Sharknado e Sharknado 2: The Second One, vanta nuovamente la collaborazione di Anthony C. Ferrante alla regia e di Thunder Levin alla sceneggiatura.La storia proposta da Thunder Levin è poco intrigante e sfocia ben presto ad un livello di trash forse troppo eccessivo, di cui non si sentiva il bisogno.Per quanto riguarda la regia di Anthony C. Ferrante, ancora una volta è poco positiva, non riuscendo a dare un'impronta personale alla pellicola.Ritroviamo per la terza volta tra i protagonisti Ian Ziering e Tara Reid, a cui si aggiungono le new entry Frankie Muniz, Ryan Newman, David Hasselhoff e Bo Derek; mentre Cassie Scerbo ritorna dopo aver partecipato al primo film.Per le interpretazioni c'è poco da dire, ancora una volta viste da un punto di vista trash sono di gran spessore, ma da un punto di vista normale ci troviamo di fronte ad un livello recitativo molto basso e poco armonioso.Gli effetti visivi si mantengono sullo stesso livello dei primi due capitoli, con una realizzazione approssimativa e poco credibile.
Consigliato: Solo per gli amanti del genere.



giovedì 19 novembre 2015

Sharknado 2: The Second One


Titolo Originale: Sharknado 2: The Second One
Regia: Anthony C. Ferrante
Attori: Ian Ziering, Tara Reid, Vivica A. Fox, Mark McGrath, Kari Wuhrer, Courtney Baxter, Dante Palminteri, Judd Hirsch, Kurt Angle
Genere: Horror, Fantascienza, Thriller
Paese: USA
Anno: 2014
Durata: 95 Minuti
Trama: Proprio quando Fin(Ian Ziering) e April(Tara Reid) stanno raggiungendo New York, tornano a manifestarsi degli sharknado.Nuovamente Fin dovrà intervenire per evitare il peggio e salvare la Grande Mela.
Giudizio finale: "Sharknado 2: The Second One", sequel di Sharknado, vede nuovamente l'accoppiata Anthony C. Ferrante alla regia e Thunder Levin alla sceneggiatura, dopo aver lavorato già insieme nel primo capitolo.Thunder Levin crea un'altra storia trash, sullo stesso piano del primo film, ma poco coinvolgente per lo spettatore; mentre Anthony C. Ferrante dirige in modo anonimo e non riesce a dare un tocco personale al film.Tra i protagonisti ritroviamo Ian Ziering e Tara Reid, a cui si aggiungono Vivica A. Fox, Mark McGrath, Kari Wuhrer, Courtney Baxter e Dante Palminteri, che complessivamente, ma anche singolarmente, riescono a tirare fuori delle interpretazioni di bassissimo livello, degne solo per film trash come questo.Non aiutano neanche gli effetti visivi, realizzati grossolanamente e poco credibili.
Consigliato: Solo per gli amanti del genere.

mercoledì 18 novembre 2015

L'ultimo cacciatore di streghe


Cavalcando l'onda di Halloween, lo scorso 23 ottobre è uscito nelle sale cinematografiche americane (il 29 ottobre in quelle italiane) il film L'ultimo cacciatore di streghe, diretto da Breck Eisner e prodotto dallo studio cinematografico indipendente Summit Entertainment, con protagonista Vin Diesel.
Quest'ultimo veste i panni di Kaulder che, dopo essere stato condannato da una strega nel Medioevo alla vita eterna, esegue la sua professione di cacciatore di streghe al servizio del "L'Ascia e la Croce", un ordine sacro che si occupa del controllo delle streghe. Un pericolo però incombe sul genere umano e la Strega Regina, colei che in punto di morte scagliò la maledizione su Kaulder, è pronta a tornare in vita e scatenare l'inferno in Terra.
Partiamo dal presupposto che, nonostante sia stato pubblicizzato in pompa magna come film di Halloween, L'ultimo cacciatore di streghe non è un horror, ma bensì un fantasy ben riuscito per metà. Grazie proprio a dei buoni effetti visivi e ad un buon ritmo, il film regge bene per i primi 70-75 minuti, sostenuto da una trama accattivante e ben riuscita, che amalgama al meglio tensione, intrattenimento e un pizzico di sovrannaturale. Peccato che poi negli ultimi trenta minuti L'ultimo cacciatore di streghe riesca nell'impresa di rovinare quanto di buono fatto in precedenza, con un finale approssimativo, grossolano e totalmente affrettato, giustificando (in malo modo) l'incomprensibile presenza del personaggio interpretato da Elijah Wood, completamente inadeguato (per un buon 50% anche non per colpe sue) e in una spirale involutiva preoccupante.
La regia di Eisner segue l'andamento della pellicola: buona fino alla mezzora finale, dove non riesce a dare la sterzata fondamentale alla sceneggiatura, anzi la asseconda con scelte alquanto bizzarre (vedere per credere).
Vin Diesel si dimostra incisivo per tutta la durata del film, alternando benissimo le caratterizzazioni del suo personaggio, sia in scene leggere sia in scene un po' più di impatto: è molto difficile vederlo in difficoltà nelle sue interpretazioni, riesce sempre a dare il massimo e a tirare fuori il massimo da ogni personaggio che interpreta.
L'ultimo cacciatore di streghe resta un film riuscito a metà, da vedere solo in mancanza di altri titoli e sicuramente da prendere molto alla leggera.

SCENA CULT: i viaggi nella memoria

FRASE CULT: "Who said that a witch can't hunt witches?"

VOTO FINALE: 5,5


martedì 17 novembre 2015

Zoo - Stagione 1


Titolo Originale: Zoo
Regia: Brad Anderson, Michael Katleman, Chris Long, David Grossman, Steven A. Adelson, David Solomon, Dean White, Eric Laneuville, Christine Moore, Zetna Fuentes, John Polson
Attori: James Wolk, Kristen Connolly, Nonso Anozie, Nora Arnezeder, Billy Burke, Carl Lumbly
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 13
Trama: Dopo l'inizio di alcuni attacchi verso l'uomo di diverse specie animali, un team, formato da persone con diverse specializzazioni, inizia a investigare su questi eventi.
Giudizio finale: "Zoo" è una serie televisiva basata sull'omonimo romanzo di James Patterson e Michael Ledwidge.Sicuramente come idea di base è molto interessante e realizzata discretamente; infatti la serie scorre agevolmente e si lascia guardare tranquillamente, senza essere troppo pesante per lo spettatore.Lo stile registico, a dispetto del gran numero di registi che si avvicendano nel corso della serie, resta abbastanza omogeneo, contribuendo a una continuità narrativa piuttosto buona.La prima stagione è, praticamente, tutte sulle spalle di James Wolk, Kristen Connolly, Nonso Anozie, Nora Arnezeder e Bill Burke, autori di interpretazioni nella norma, sicuramente non eccezionali, ma che con un buon affiatamento collettivo nell'arco della prima stagione, contribuiscono alla buona riuscita della serie.
Consigliato: Sì può guardare in mancanza di altri titoli.

martedì 10 novembre 2015

Mortdecai









Titolo Originale: Mortdecai
Regia: David Koepp
Attori: Johnny Depp, Gwyneth Paltrow, Paul Bettany, Ewan McGregor, Olivia Munn, Jonny Pasvolsky, Michael Culkin, Ulrich Thomsen, Jeff Goldblum
Genere: Azione, Commedia
Paese: Regno Unito, USA
Anno: 2015
Durata: 107 Minuti
Trama: Charlie Mortdecai(Johnny Depp) è un mercante di opere d'arte di dubbia provenienza.Quando viene chiesto il suo aiuto per recuperare un dipinto di Goya sottratto ad una restauratrice, Mortdecai si imbatterà in personaggi poco raccomandabili e cercherà di ritrovare l'opera rubata.
Giudizio finale: "Mortdecai" si basa sui quattro romanzi di Kyril Bonfiglioli e vede David Koepp alla regia ed Eric Aronson alla sceneggiatura.Per Eric Aronson si tratta del secondo lavoro e nel complesso si difende abbastanza bene, riuscendo a fare un discreto lavoro.La regia di David Koepp è molo leggera e da una buona scorrevolezza al film, che procede agevolmente per la sua intera durata, senza risultare troppo pesante per lo spettatore.Mortdecai vanta un super cast, con Johnny Depp, in una delle sue interpretazioni eccentriche, Gwyneth Paltrow, Paul Bettany e Ewan McGregor tra i suoi interpreti principali e autori di interpretazioni abbastanza positive; inoltre il cast dimostra un buon affiatamento nel corso del film.
Consigliato: Si può vedere.

lunedì 9 novembre 2015

Moonrise Kingdom - Una Fuga D'Amore









Titolo Originale: Moonrise Kingdom
Regia: Wes Anderson
Attori: Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Jared Gilman, Kara Hayward, Jason Schwartzman, Bob Balaban, Harvey Keitel
Genere: Avventura, Commedia, Drammatico
Paese: USA
Anno: 2012
Durata: 94 Minuti
Trama: In una fittizia isola del New England, una coppia di giovani amanti si danno alla fuga.Questo episodio scuote la tranquilla vita degli abitanti dell'isola, che divisi in piccoli gruppi si mettono alla ricerca dei giovani per riportarli a casa.
Giudizio finale: "Moonrise Kingdom - Una Fuga D'Amore" è diretto da Wes Anderson, autore anche della sceneggiatura insieme a Roman Coppola.La storia proposta è molto valida e riesce a colpire lo spettatore per l'intera durata del film, anche, e soprattutto, grazie all'ottima regia di Wes Anderson, che non delude e ci regala un film dei suoi, un po' strano e particolare, ma che riesce a intrigare lo spettatore e ad appassionarlo alle vicende raccontate.Il film vanta un cast di grande livello, con attori del calibro di Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand e Tilda Swinton, autori di interpretazioni più che positive e armoniose tra di loro, ma di secondo piano all'interno del film; infatti i ruoli principali sono affidati a Jared Gilman e Kara Hayward, all'esordio assoluto e da protagonisti all'interno di un film, che dimostrano un ottimo affiatamento e forniscono delle più che buone interpretazioni.Valore aggiunto per il film è l'ottima fotografia di Robert Yeoman, all'ennesima collaborazione con Wes Anderson.
Consigliato: Si può vedere.

domenica 8 novembre 2015

Crimson Peak


Il ritorno all'horror-fantastico di Guillermo del Toro. Dopo l'esperienza (positiva) come regista di Pacific Rim e da co-sceneggiatore nei tre film della saga de Lo Hobbit (Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, Lo Hobbit: La Desolazione Di Smaug e Lo Hobbit: La Battaglia Delle Cinque Armate) del Toro ritorna al suo primo amore, l'horror sovrannaturale e firma come regista, sceneggiatore e produttore Crimson Peak, film del 2015 uscito nelle sale lo scorso ottobre e con protagonisti Mia Wasikowska, Jessica Chastain e Tom Hiddleston.
La storia è ambientata tra New York e Allerdale Hall a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, dove la giovane Edith Cushing si innamora dell'anticonformista e misterioso Thomas Sharpe. Il trasferimento nella spaventosa casa di Sharpe e l'incontro con Lucille, sorella di quest'ultimo, renderà la vita di Edith un inferno.
Un film di chiara matrice gotica-dark, con il fantasy messo un po' in disparte, ma comunque presente, ed un clima di tensione coinvolgente per tutta la durata della pellicola. Crimson Peak segna il ritorno di Guillermo del Toro allo stile di regia che lo ha reso famoso in tutto il mondo, con quelle punte horror perfette e inserite in maniera ottimale nell'arco della storia. Grazie ad una grande scenografia e ad un'altrettanta ottima caratterizzazione dell'ambientazione, del Toro riesce a coinvolgere lo spettatore nelle vicende della giovane Edith e dei fratelli Sharpe, tanto da dare l'impressione di essere di fronte alla lettura di un libro più che della visione di un film; il montaggio audio-video è di altissimo livello e questo rende la casa (vera protagonista della seconda parte del film) spettrale e pungente al punto giusto, in primo piano anche nei vari dettagli e giochi di macchina attuati da del Toro per la descrizione della trama e la caratterizzazione dei personaggi in quel di Crimson Peak.
Personaggi ben interpretati da Mia Wasikowska, Jessica Chastain e Tom Hiddleston, perfetti nel creare il giusto feeling tra i personaggi da loro interpretati e nel dare vita al triangolo tormentato in cui la vera protagonista e la Chastain, ancora una volta una spanna superiore a tutti i suoi dirimpettai.
Buon melodramma Crimson Peak, anche se da del Toro ci si aspetta comunque di più, visto che la storia avrebbe potuto restituire un horror migliore e sicuramente più pungente.

SCENA CULT: le "allucinazioni" di Edith a Allerdale Hall

FRASE CULT: "Ghosts are real, that much I know. I've seen them all my life..."

VOTO FINALE: 6,5