giovedì 30 aprile 2015
Transsiberian
Thriller ferroviario datato 2008, diretto e sceneggiato da Brad Anderson e presentato al Festival di Berlino dello stesso anno, Transsiberian è ambientato proprio sulla linea transcontinentale russa Transiberiana (che attraversa Russia, Mongolia e Cina) dove una coppia di statunitensi si ritrova come compagni di viaggio una coppia di giovani (lui spagnolo e lei americana) che dichiarano di essere insegnanti di lingua. Ben presto si scoprirà che ciò è solo una copertura per un traffico di droga e il viaggio di Roy e Jessie prenderà una piega del tutto diversa da come i due se l'aspettavano.
Brad Anderson, già regista di L'uomo senza sonno, cura, come detto, sia la regia che il soggetto di Transsiberian, non riuscendo però ad essere incisivo in nessuno dei due ruoli. La storia è abbastanza scontata e, tralasciando qualche leggera tensione nell'arco dei 111 minuti di film, si trascina stancamente verso un finale altrettanto prevedibile, con una caratterizzazione dei personaggi che non riesce in toto e sbrigativa. La regia non riesce a dare un cambio di marcia alla sceneggiatura, con passaggi troppo lenti e soggettive fuori luogo. Il tutto nonostante una buona fotografia, calzante con la storia e con la sensazione di angoscia e di tensione che Transsiberian dovrebbe dare ma che in realtà non da.
I tre attori principali, Woody Harrelson, Emily Mortimer e Ben Kingsley, non sfoderano le loro migliori interpretazioni, tutt'altro, imprigionati in dei personaggi piatti e poco incisivi, che faticano a creare un'immedesimazione da parte dello spettatore.
Transsiberian è un manifesto del "vorrei ma non posso": sarebbe potuto essere un gran bel film, rimane invece una pellicola che con un po' più di vivacità (nella trama e anche nella regia) avrebbe potuto ricevere maggiori attenzioni ma che finisce dritta nel dimenticatoio.
SCENA CULT: l'interrogatorio
FRASE CULT: Jessie: "Kill off all my demons, Roy, and my angels might die, too."
VOTO FINALE: 5,5
martedì 28 aprile 2015
The Divergent Series: Insurgent
Titolo Originale: Insurgent
Regia: Robert Schwentke
Attori: Kate Winslet, Jai Courtney, Shailene Woodley, Theo James, Ansel Elgort, Miles Teller, Octavia Spencer, Ashley Judd, Ray Stevenson, Naomi Watts, Maggie Q, Daniel Dae Kim
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 119 Minuti
Trama: Jeanine(Kate Winslet) incolpa Tris(Shailene Woodley) e i suoi alleati dello sterminio degli Abneganti e li ha dichiarati ricercati.Nel frattempo la leader degli Eruditi è entrata in possesso di un oggetto che potrebbe cambiare il corso della storia, ma ha delle difficoltà per aprire il manufatto.
Giudizio finale: "The Divergent Series: Insurgent", sequel di Divergent del 2014, è tratto dal romanzo Insurgent di Veronica Roth.Per questo secondo film della serie assistiamo a un cambio alla regia, dove troviamo Robert Schwentke, e alla sceneggiatura, dove troviamo il trio composto da Brian Duffield, Akiva Goldsman e Mark Bomback.La sceneggiatura è ben scritta e Schwentke riesce a realizzare un film abbastanza buono, che scorre senza grandi intoppi e che non annoia lo spettatore.Ritornano i personaggi principali del primo film, con Shailene Woodley e Theo James che dimostrano nuovamente un buon affiatamento e si difendono molto bene.Positivi anche i personaggi secondari con Kate Winslet, Ansel Elgort e Miles Teller capaci di fornire buone interpretazioni a dispetto del ruolo all'interno del film.Ottimi anche gli effetti speciali molto ben realizzati.
Consigliato: Si può vedere.
sabato 25 aprile 2015
Mommy
Premio della giuria alla 67a edizione del Festival di Cannes (2014), Mommy è un film canadese diretto, sceneggiato e prodotto da Xavier Dolan, cineasta nato a Québec nel 1989 e una delle più grandi promesse del cinema internazionale. Utilizzando un formato più stretto di un normale 4:3, che si allarga a 16:9 solo in un paio di occasioni, Dolan racconta la storia ricca di sentimento e di amore-odio tra Diane e Steve, rispettivamente madre single incapace di gestire la propria vita e figlio affetto dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Nella loro vita si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente che riesce ad inserirsi perfettamente nel mondo, a limite dell'esplosione, di Diane e Steve.
Mommy è un gran bel film e Dolan si conferma ancora di più un portento: l'idea di girare il film in un formato più stretto del 4:3, non solo permette e "costringe" ad avere una sola persona nell'inquadratura e al centro della scena, ma caratterizza ancor più perfettamente il rapporto madre-figlio di Diane e Steve. Per il resto, Dolan si limita a seguire la storia, scritta in maniera impeccabile e assolutamente sorprendente. Infine, nonostante la sua durata (134 minuti), Mommy resta un film scorrevole, grazie ad un ottimo montaggio e ad un perfetto utilizzo della colonna sonora a far da sottofondo alle scene di raccordo.
Mommy è anche però Anne Dorval (Diane), Antoine-Olivier Pilon (Steve) e Suzanne Clément (Kyle): le loro interpretazioni sono impeccabili e credibili, riuscendo ad instaurare un feeling sul grande schermo che prevarica la macchina da presa ed entra dritto nel cuore dello spettatore.
Complimenti a Dolan, il suo Mommy è un piccolo capolavoro: di sceneggiatura, di regia, di formato.
SCENA CULT: la scena sulle note di Wonderwall
DIALOGO CULT:
Steve Després: "We still love each other, right?"
Diane 'Die' Després: "That's what we're best at, buddy."
VOTO FINALE: 7,5
giovedì 23 aprile 2015
Avengers: Age Of Ultron
Titolo Originale: Avengers: Age Of Ultron
Regia: Joss Whedon
Attori: Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, James Spader, Samuel L. Jackson, Don Cheadle, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Cobie Smulders, Anthony Mackie, Hayley Atwell, Idris Elba, Stellan Skarsgård, Claudia Kim, Thomas Kretschmann, Andy Serkis, Julie Delpy, Stan Lee, Henry Goodman
Genere: Avventura, Azione, Fantascienza
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 141 Minuti
Trama: Quando Tony Stark(Robert Downey Jr.) cerca di creare un programma in grado di difendere la Terra, quest'ultimo in breve tempo diventa autonomo e progetta di estinguere il genere umano.I vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta e cercare di salvare il mondo.
Giudizio finale: In "Avengers: Age Of Ultron" ritroviamo come regista e sceneggiatore Joss Whedon, a tre anni di distanza da The Avengers.Whedon in questa occasione è molto bravo a far risaltare maggiormente la storia, ma senza rinunciare ad una buona dose di combattimenti e riesce ad intrattenere alla perfezione lo spettatore per l'intera durata della pellicola, anche se non ci troviamo di fronte al film più adrenalinico targato Marvel.Forse l'unica nota negativa si ha nella parte conclusiva del film, con un colpo di scena che lascia lo spettatore di stucco.Avengers: Age Of Ultron può vantare un cast stellare, che non delude, fornisce interpretazioni all'altezza delle aspettative e mostra un grande affiatamento; il tutto viene arricchito da una buona dose di momenti "comici" e battute che riescono a strappare più di una risata allo spettatore.Oltre alla "vecchia guardia" troviamo anche delle interessanti new entry, con Elizabeth Olsen e Aaron Taylor-Johnson, che tornano a lavorare insieme dopo Godzilla e si dimostrano all'altezza della situazione.Finalmente, dopo quattro film da doppiatore, riusciamo a vedere Paul Bettany recitare in carne e ossa, interpretando uno dei personaggi più forti dell'universo Marvel.Immancabile un commento sugli effetti speciali, veramente incredibili e di grande impatto per lo spettatore.
Consigliato: Assolutamente da vedere.
martedì 21 aprile 2015
The Avengers
Un successo planetario. Un progetto lungo 7 anni e preceduto da 5 diversi film con un denominatore comune: i supereroi firmati Marvel. Stiamo parlando di The Avengers, film uscito nelle sale cinematografiche nel 2012 e che vede, per la prima volta insieme sullo schermo, i supereroi più amati dell'azienda di fumetti statunitense: Hulk, Iron Man, Captain America, Thor, Black Widow e Hawkeye. Tutti riuniti dal direttore dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury, nel tentativo di fermare Loki (fratello di Thor), deciso a conquistare la terra con un esercito alieno di Chitauri.
Diretto e sceneggiato da Joss Whedon (che sarà al timone anche del seguito, The Avengers - Age of Ultron), The Avengers conferma e prosegue il filone intrapreso dalla Marvel e dalla Walt Disney, sbancando letteralmente il botteghino (terzo maggiore incasso della storia del cinema) e suggellando, se ancora ce ne fosse bisogno, un successo planetario dei film tratti dai fumetti. Whedon lo fa riuscendo a tirare fuori una storia accattivante e completamente in linea con ciò che in 48 anni di uscite è stato raccontato dalle tavole dedicate ai Vendicatori; lo fa riuscendo a legare perfettamente tutti i vari personaggi tra loro e soprattutto riuscendo a dosare e mixare bene le storie personali di ognuno. In The Avengers non c'è un supereroe che prevalica l'altro, tutti hanno lo stesso spazio all'interno del film e ciò da vita ad una "sinfonia" perfetta e coinvolgente.
Il cast non ha quasi bisogno di descrizioni: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth (strepitosa la sua interpretazione in lingua originale), Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Samuel L. Jackson, Cobie Smulders, tutti al massimo e perfetti nei vari ruoli. A risaltare, però, nei panni del villain perfetto è Tom Hiddleston (Loki), fastidioso e perfetto al punto giusto ma soprattutto mai scontato e "caricaturale".
In attesa del seguito, il consiglio è quello di recuperare The Avengers, magari in lingua originale, per goderne a pieno e senza filtri.
SCENA CULT: il combattimento a 3 tra Thor, Captain America e Iron Man
DIALOGO CULT:
Bruce Banner: "I don't think we should be focusing on Loki. That guy's brain is a bag full of cats. You can smell crazy on him."
Thor: "Have a care how you speak! Loki is beyond reason, but he is of Asgard and he is my brother!"
Natasha Romanoff: "He killed eighty people in two days."
Thor: "He's adopted."
VOTO FINALE: 7,5
domenica 19 aprile 2015
Blackhat
Un inseguimento continuo; un film ritratto delle città metropolitane in cui è ambientato; silenzi assordanti e vuoti narrativi perfettamente incastrati nella storia. Tutto questo è Blackhat, ultima "fatica" di Michael Mann, nella tripla veste, in questo lavoro, di regista, sceneggiatore e produttore.
Blackhat è thriller d'azione, che tratta uno dei "mali" maggiori della nostra epoca: il cybercrimine. Proprio per sventare un piano di un cyber-criminale i servizi speciali americani e cinesi decidono di collaborare e nel farlo chiedono l'aiuto di Nicholas Hathaway, ex-galeotto a cui si ispirano i mandanti dell'attacco cybernetico.
Nicholas Hathaway che ha le sembianze e le movenze di Chris Hemsworth, perfettamente a suo agio anche senza l'armatura di Thor: il 32enne attore australiano da prova di grande maturità e riesce a tirar fuori un personaggio accattivante e estremamente veritiero, entrando nella mente di Hathaway e riuscendo a diventare tutt'uno con esso. Hemsworth è bravo anche nell'approccio con gli altri protagonisti di Blackhat, soprattutto con la cinese Tang Wei, e questo consente al film di avere una buona scorrevolezza anche quando le scene, come detto prima, sono caratterizzate più da sguardi e movimenti che da dialoghi.
Michael Mann tira fuori dal cilindro un altro buonissimo film, mai lento e mai banale, nonostante la sua lunga durata (133 minuti) e i suoi lunghi silenzi e le sue "mancanze" narrative. Mann preferisce concentrarsi più sull'azione e sulla storia centrale di Blackhat, dando poca importanza a come si sviluppano i rapporti tra i vari protagonisti della vicenda e questo, anche se può sembrare strano, riesce a donare al film maggiore veridicità e ad azzerare la noia. La trama non ne risente, restando ben chiara e mai difficile agli occhi dello spettatore e ciò è un altro punto a favore del cineasta di Chicago.
Blackhat è un film che può o meno piacere e, anche se forse qualcuno non sarà d'accordo, non è da buttare, anzi il consiglio è quello di vederlo.
VOTO FINALE: 7
sabato 18 aprile 2015
End of watch
Film del 2012 diretto e sceneggiato da David Ayer, End of watch è un poliziesco con protagonisti Jake Gyllenhaal e Michael Peña, nei panni di due agenti di pattuglia del dipartimento di Polizia di Los Angeles, in servizio a South Central, Brian Taylor e Mike Zavala. I due, amici e quasi fratelli oltre che colleghi, si trovano ogni giorno a rischiare la vita per cercare di interrompere la criminalità organizzata nella loro zona di pattuglia; il tutto cercando di portare avanti al meglio anche le rispettive vite private.
Il lavoro di Ayer è egregio e intrigante. La storia è molto buona, fa presa sullo spettatore e mantiene ritmi elevati e una veridicità impressionante. In più End of watch si differenzia da molti altri film di genere per la tecnica utilizzata da David Ayer nel raccontare le vicende dei due agenti: usando un espediente narrativo, mixa delle riprese con telecamera a braccio a delle soggettive realizzate dal personaggio interpretato da Brian (che sta realizzando un video sul lavoro dei poliziotti). Ciò che ne viene fuori è un film con pochissime imperfezioni e senza momenti morti, dove il duo Gyllenhaal-Peña da prova di grande affiatamento e affidamento, riuscendo a dare vita a due personaggi poco stereotipati e assolutamente mai banali.
End of watch è un finto documentario che riabilita la figura dell'agente di pattuglia o per lo meno da modo allo spettatore di pensare che forse non proprio tutti i poliziotti sono uguali e che comunque sono esseri umani anche loro quando decidono di rispettare il proprio lavoro, la propria vita e la vita degli altri.
SCENA CULT: la lotta tra Mike e un pregiudicato
FRASE CULT: "I am the police, and I'm here to arrest you. You've broken the law. I did not write the law. I may even disagree with the law but I will enforce it. No matter how you plead, cajole, beg or attempt to stir my sympathies, nothing you do will stop me from placing you in a steel cage with gray bars. If you run away I will chase you. If you fight me I will fight back. If you shoot at me I will shoot back. By law I am unable to walk away. I am a consequence. I am the unpaid bill. I am fate with a badge and a gun. Behind my badge is a heart like yours. I bleed, I think, I love, and yes I *can* be killed. And although I am but one man, I have thousands of brothers and sisters who are the same as me. They will lay down their lives for me, and I them. We stand watch together. The thin-blue-line, protecting the prey from the predators, the good from the bad. We are the police."
VOTO FINALE: 7
venerdì 17 aprile 2015
Le Regole Del Delitto Perfetto - Stagione 1
Titolo Originale: How To Get Away With Murder
Regia: Michael Offer, Bill D'Elia, Randall Zisk, Laura Innes, Mike Listo, Eric Stoltz, Debbie Allen, Stephen Williams, Michael Katleman
Attori: Viola Davis, Billy Brown, Alfred Enoch, Jack Falahee, Katie Findlay, Aja Naomi King, Matt McGorry, Karla Souza, Charlie Weber, Liza Weil, Tom Verica
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: USA
Anno: 2014-2015
Durata: 43 Minuti
Numero Di Episodi: 15
Trama: Annalise Keating(Viola Davis), stimata avvocato e docente di diritto penale presso un'Università di Filadelfia, aiutata dai cinque migliori studenti del suo corso, si destreggia tra l'insegnamento e la difesa dei suoi clienti.Ma l'omicidio di una studentessa cambierà per sempre le vite della donna, dei suoi studenti, dei suoi collaboratori e di tutte le persone a lei vicine.
Giudizio finale: "Le Regole Del Delitto Perfetto" è una serie creata da Peter Nowalk e vede avvicendarsi diversi registi nel corso della prima stagione.La serie è molto valida, in quanto riesce a tenere lo spettatore all'oscuro della verità fino alla fine dell'ultima puntata, anche quando sembrerebbe che tutto sia stato svelato.La serie è caratterizzata da un largo uso di flashback nella prima parte della stagione fino a quando le due linee temporali non si ricongiungono, ma questi flashback riescono a non appesantire la storia, ma a svelare un pezzo di verità puntata dopo puntata.L'avvicendarsi dei vari registi è quasi non percepito, poichè si resta più o meno sempre sullo stessa lunghezza d'onda.Protagonista assoluta della serie è Viola Davis, che fornisce una grande interpretazione ed è impeccabile per l'intera stagione.Più che positivi anche gli altri copratagonisti, tra i quali troviamo Alfred Enoch, Jack Falahee, Aja Naomi King, Karla Souza e Katie Findlay, anche se in alcuni momenti non convincono del tutto.Ora non resta che attendere la seconda stagione dopo l'incredibile colpo di scena nel finale di stagione.
Consigliato: Sì, da vedere.
lunedì 13 aprile 2015
Trash
Il Brasile dei mondiali di calcio, il Brasile delle Olimpiadi, soprattutto il Brasile di Trash. Tratto dall'omonimo romanzo scritto nel 2010 da Andy Mulligan, Trash, vincitore del premio BNL del pubblico al miglior film all'ultimo Festival del cinema di Roma, è un film di corruzione, speranza e giustizia ambientato nelle favelas di Rio de Janeiro dove tre ragazzi poveri, dopo il ritrovamento di un portafoglio nella discarica in cui rovistano quotidianamente, decidono di venire a capo di un'implicatissima storia politica e smascherare la corruzione dilagante nel loro paese.
Il paragone tra Trash e Slumdog Millionaire è palese e scontato: entrambi i film raccontano storie di ragazzi vissuti in povertà e alla ricerca di un riscatto sociale, entrambi hanno dei bambini come protagonisti assoluti delle vicende, entrambi hanno registi inglesi al timone dell'impalcatura cinematografica. In Trash si tratta di Stephen Daldry, conosciuto principalmente per aver diretto Billy Elliot e The Reader: il regista britannico si muove benissimo all'interno della sceneggiatura rivista da Richard Curtis (uno dei migliori sceneggiatori anglosassoni, basti vedere il suo curriculum) e il risultato è strabiliante. Trash è un film emozionante, eccezionale e godibile, con un montaggio perfetto che mantiene sempre alto il ritmo e lascia lo spettatore incollato allo schermo.
Punto di forza del film sono i tre protagonisti: tre ragazzi pescati proprio nella favelas di Rio che dimostrano un'abilità fuori dal comune, per il loro grande carisma e la loro notevole e tremendamente vera credibilità. Martin Sheen e Rooney Mara, l'unico "tocco" occidentale di Trash, si limitano a cavalcare il vortice creato dai tre ragazzi e risultano anch'essi credibili e mai fuori posto.
Trash è un ritratto del Brasile delle favelas ma, come anche per Slumdog Millionaire, è un film e in quanto tale deve rimanere: la realtà, purtroppo, è ben lontana dalla storia raccontata nei 110 minuti della pellicola. Resta comunque una gran bella storia e la speranza che forse un giorno la giustizia riesca a prevaricare la corruzione e l'omertà.
SCENA CULT: l'inseguimento in stazione
FRASE CULT: "Perché è giusto"
VOTO FINALE: 7,5
domenica 12 aprile 2015
Fortitude - Stagione 1
Titolo Originale: Fortitude
Regia: Sam Miller, Richard Laxton, Hettie Macdonald, Nick Hurran
Attori: Richard Dormer, Sofie Gråbøl, Johnny Harris, Verónica Echegui, Nicholas Pinnock, Michael Gambon, Jessica Raine, Björn Hlynur Haraldsson, Christopher Eccleston, Stanley Tucci, Jessica Gunning, Sienna Guillory, Darren Boyd, Luke Treadaway
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: Regno Unito
Anno: 2015
Durata: 60 Minuti
Numero Di Episodi: 12
Trama: Fortitude, cittadina situata al Circolo Polare Artico, è senza dubbio la città più sicura del mondo; infatti qui non si è mai verificato un crimine violento, ma le cose stanno per cambiare.
Giudizio finale: "Fortitude" è una nuova serie ideata da Simon Donald e vede avvicendarsi alla regia diversi registi, ma con una buona continuità narrativa e stilistica.La serie è molto valida e riesce a mantenere un'aura di mistero per tutto il corso della prima stagione, fino all'ultima puntata, nella quale tutto viene a galla e forse è un po' troppo sbrigativa.Le dodici puntate che compongono la prima stagione riescono a coinvolgere lo spettatore e a non annoiarlo, nonostante un ritmo narrativo non molto veloce.Il cast è di grandissimo livello, con attori che possono vantare numerose partecipazioni sia nel mondo cinematografico, sia nel mondo televisivo; ma il nome di maggior spicco è quello di Stanley Tucci, che ancora una volta si dimostra all'altezza della situazione e sfodera una grande interpretazione, in un ambito a lui poco abituale.Ma la star statunitense è ben supportato dagli altri attori della serie.Infatti Richard Dormer, Sofie Gråbøl, Verónica Echegui, Sienna Guillory e Luke Treadaway si dimostrano all'altezza dei ruoli interpretati, contribuendo alla buona riuscita della serie.
Consigliato: Sì, da vedere.
sabato 11 aprile 2015
Wild
"Ma chi c***o me l'ha fatto fare?". Sono le 8 parole pronunciate dalla giovane Cheryl Strayed dopo neanche 100 metri dell'inizio della sua avventura: la lunga e solitaria camminata attraverso il Pacific Crest Trail, 4000 km di trekking dal confine Messico/California al Canada. Una frase, quella pronunciata da Cheryl, che racchiude già in sé il senso e il significato del film di Jean-Marc Vallée: Wild è tratto proprio dalle memorie (Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail) di Cheryl Strayed (riadattate nella sceneggiatura da Nick Hornby), quindi nonostante il suo scoramento iniziale e le varie vicissitudini affrontate, sappiamo che il suo viaggio è riuscita a portarlo al termine, che il suo processo di "rinascita" è stato compiuto. Vallée fa comunque un passo indietro rispetto al suo piccolo capolavoro Dallas Buyers Club, non aiutato da una sceneggiatura che potrebbe sembrare avvincente ma che in realtà non racconta molto del viaggio di Cheryl e soprattutto non giustifica il cambiamento in positivo della ragazza. Wild prova ad emulare le gesta di Into the wild ma purtroppo non si avvicina ai livelli toccati dal film di Sean Penn, se non per una fotografia e una colonna sonora spettacolari, per il tema del viaggio trattato e per la bravura della protagonista. Il resto non emoziona così come aveva fatto la storia di Christopher McCandless e per lo spettatore resta difficile immedesimarsi nelle vicende di Cheryl, nonostante il tentativo di inserire nel film flashback per raccontare la storia passata della ragazza.
Ragazza interpretata, alla grande, da Reese Witherspoon: ne è passato di tempo da quando la bionda ragazzina faceva innamorare gli adolescenti di mezzo mondo (e Ryan Phillippe) in Cruel Intentions (anno 1999). La Whiterspoon è cresciuta e dopo il Premio Oscar come miglior attrice protagonista del 2006 (grazie al film Quando l'amore brucia l'anima) in Wild sfodera un'altra grande interpretazione (valsale anche la nomination agli ultimi Oscar) riuscendo a risultare molto credibile e soprattutto dando prova di poter reggere (e in alcuni passaggi anche di migliorarlo) un film completamente sulle sue spalle (un po' come Cheryl doveva reggere il suo pesante zaino, The monster).
Wild è comunque un film da vedere e che può stimolare la mente di viaggiatori solitari (e non): non sono 120 minuti sprecati e, come detto, la bellezza della fotografia vale da sola il prezzo del biglietto.
FRASE CULT: "My mother used to say something that drove me nuts. There is a sunrise and a sunset every day and you can choose to be there for it. You can put yourself in the way of beauty."
VOTO FINALE: 6,5
venerdì 10 aprile 2015
Fast & Furious 7
Titolo Originale: Furious 7
Regia: James Wan
Attori: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Jordana Brewster, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Sung Kang, Gal Gadot, Ludacris, Luke Evans, Elsa Pataky, Jason Statham, Lucas Black, Kurt Russell, Nathalie Emmanuel, John Brotherton, Tony Jaa, Djimon Hounsou, Ronda Rousey
Genere: Azione, Thriller
Paese: Giappone, USA
Anno: 2015
Durata: 137 Minuti
Trama: Deckard Shaw(Jason Statham) è in cerca di vendetta dopo quello che è successo a suo fratello.Questa volta per Dominic Toretto(Vin Diesel) e la sua famiglia, l'avversario da fronteggiare sarà particolarmente ostico.
Giudizio finale: "Fast & Furious 7" riconferma Chris Morgan e Gary Scott Thompson come sceneggiatori, mentre alla regia troviamo un cambio, con James Wan a raccogliere il testimone lasciato da Justin Lin.La sceneggiatura è ancora in linea con il nuovo spirito intrapreso negli ultimi film della saga, ma senza rinunciare ad una buona dose di corse per le strade cittadine e a qualche scena un po' "estrema".Si poteva dubitare di James Wan, poichè abituato a dirigere, molto bene, film di tutt'altro genere, ma il regista è la vera sorpresa di questo film.Infatti Wan realizza un film che emoziona e appassiona lo spettatore per la sua intera durata, ma oltre a ciò è anche capace di girare scene ad altissimo tasso di adrenalina.Sul cast c'è poco da dire, poichè ritroviamo gli attori che hanno reso grande la saga e che ancora una volta dimostrano una grandissima complicità e forniscono tutti l'interpretazione che ci si aspettava.Buone prove fornite anche dalle new entry, capeggiate da un grandissimo Jason Statahm, una volta tanto in un ruolo da villain.Immancabile e doveroso alla fine del film un "saluto" al compianto Paul Walker.Come nel resto della saga, anche in questo film gli effetti speciali e le scene con le auto sono eccezionali.
Consigliato: Sì, da vedere.
giovedì 2 aprile 2015
The Walking Dead - Stagione 5
Titolo Originale: The Walking Dead
Regia: Greg Nicotero, David Boyd, Jeffrey F. January, Michael E. Satrazemis, Ernest R. Dickerson, Seith Mann, Bill Gierhart, Julius Ramsay, Larysa Kondracki, Jennifer Chambers Lynch
Attori: Andrew Lincoln, Norman Reedus, Steven Yeun, Lauren Cohan, Chandler Riggs, Danai Gurira, Melissa McBride, Emily Kinney, Sonequa Martin-Green, Chad L. Coleman, Alanna Masterson, Michael Cudlitz, Josh McDermitt, Lawrence Gilliard Jr., Christian Serratos, Seth Gilliam, Tyler James Williams, Tovah Feldshuh
Genere: Drammatico, Horror
Paese: USA
Anno: 2014-2015
Durata: 45 Minuti
Numero Di Episodi: 16
Trama: Rick(Andrew Lincoln) ed il suo gruppo di sopravvissuti sono tenuti prigionieri a Terminus, ma grazie ad un aiuto esterno riescono a ritrovare la libertà.Dopo un lungo girovagare forse troveranno un posto in cui stabilirsi.
Giudizio finale: La quinta stagione di "The Walking Dead" ripercorre un po' lo stesso andazzo della stagione precedente; infatti nel corso della stagione troviamo puntate in cui la storia un'altissima intensità narrativa e puntate più di transizione, nelle quali succede ben poco e l'unica funzione è quella di collegare le puntate più emozionanti.In questa stagione ritroviamo alla regia molti registi che si sono avvicendati anche nelle stagioni precedenti e, anche per questo motivo, lo stile resta quello che ha caratterizzato la serie nel corso delle cinque stagioni.Ritroviamo ancora una volta il cast storico che ha contribuito al successo della serie, al quale si sono aggiunte delle new entry.Andrew Lincoln è ancora una volta perfetto, con una grande interpretazione e con un buon affiatamento con il resto del cast.Norman Reedus, Steven Yeun, Danai Gurira, Melissa McBride e gli altri "sopravvissuti" della quarta stagione fanno nuovamente la loro parte ottimamente.Positivi anche i nuovi volti entrati in questa stagione, anche se con poche puntate sulle spalle.Straordinari gli effetti speciali visivi, che oltre ad essere realizzati benissimo alzano il livello della serie.
Consigliato: Sì, da vedere.
domenica 29 marzo 2015
Source code
Un mix tra un thriller e un film di fantascienza, Source code è una pellicola del 2011 diretta da Duncan Jones, già regista di un altro film di fantascienza (questo di chiara matrice kubrickiana), Moon.
A differenza dell'astronauta solitario interpretato da Sam Rockwell, Source code è più corale, anche se comunque l'eroe è sempre uno solo, il pilota di elicotteri dell'aeronautica statunitense Colter Stevens, interpretato da Jake Gyllenhaal. Quest'ultimo scopre di far parte di un progetto scientifico top secret che potrebbe prevenire un attacco terroristico: tutto ciò che dovrà fare è entrare più volte in questo Source code e scoprire, con soli 8 minuti a disposizione, chi ha messo una bomba su un treno di pendolari.
Duncan Jones migliora, rispetto al citato Moon, nel ritmo: sicuramente Source code è un film molto più scorrevole e molto più intrigante del precedente lavoro del regista britannico (nonché figlio di David Bowie). La storia è anche più coinvolgente per lo spettatore e il dipanarsi della vicenda consente a Jones di confrontarsi con differenti situazioni narrative, dando prova di potersela cavare molto bene.
Il centro e il cuore di tutto il film è però Jake Gyllenhaal, come sempre bravissimo e senza sbavature: il film si regge quasi completamente sulle sue spalle e sulla sua interpretazione e il buon Jake non si tira indietro, dando vita ad un personaggio che risulta credibile e riesce a far breccia nell'immaginario dello spettatore, completamente assorto nella vicenda e immedesimato nel pilota Stevens.
Source code è in fin dei conti un buon film che, grazie soprattutto all'utilizzo della multi-dimensionalità e del tempo come personaggi chiave della storia, riesce a conquistare gli amanti del genere fantascientifico, anche per la sua coerenza, la sua chiarezza e la poca difficoltà nel seguire i passaggi chiave della storia.
DIALOGO CULT:
Jake: "Cosa faresti se sapessi che ti rimangono otto minuti da vivere?"
Christina: "Farei in modo che quei minuti contino..."
VOTO FINALE: 7
sabato 28 marzo 2015
Interstellar
Riuscire a far rimanere gli spettatori concentrati ed incollati davanti lo schermo per ben 169 minuti. Questa è stata la missione di Christopher Nolan, regista e sceneggiatore (insieme al fratello Jonathan) di Interstellar, film del 2014 premiato con l'Oscar per i migliori effetti speciali. Missione compiuta, perché Interstellar, anche se non al livello dei film precedenti del regista (su tutti Inception), si attesta ad alti livelli, sia sotto l'aspetto narrativo che sotto l'aspetto registico.
Ambientato in un futuro non identificato, Interstellar segue le vicende di Cooper, ex astronauta che grazie alla figlia Murph scopre che la NASA è ancora segretamente attiva; scelto come pilota dovrà, insieme ad altri tre ricercatori, passare attraverso un buco nero per recuperare i dati di tre missioni partite precedentemente alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile per l'umanità. Da questa missione dipenderà il futuro dei figli di Cooper e di tutta l'umanità.
Con il Matthew McConaughey degli ultimi anni tutto è possibile: anche in Interstellar, l'attore premio Oscar 2014, si conferma ad altissimi livelli ed il fatto che questo non faccia notizia la dice lunga sulla maturità ormai raggiunta. La sua interpretazione è sontuosa, tanto da far passare in secondo piano le comunque buone performance di Anne Hathaway, di Jessica Chastain e, seppur in maniera minore (per il poco spazio), di Matt Damon.
L'impalcatura creata da Nolan è come sempre impeccabile, con tutti gli ingranaggi al proprio posto e tutte le varie complessità della pellicola che vengono piano piano svelate: Interstellar non lascia nulla di intentato o irrisolto e ciò conferma la bravura del cineasta londinese. Il montaggio di Interstellar, poi, è perfetto: la suspance è sempre presente, ma mai angosciante, con le vicende che si susseguono in maniera incalzante e scorrevole per lo spettatore che, come detto, si ritrova incollato davanti allo schermo, quasi trascinato all'interno della storia.
L'Oscar per gli effetti speciali è stra-meritato, il mondo, l'universo, la galassia e i vari pianeti creati da Interstellar sono veritieri e impeccabili.
Interstellar è un film di fantascienza e in quanto tale deve rimanere, però la scienza, la fisica e la tecnologia stanno facendo passi da gigante e conviene sempre non lasciare mai nulla di intentato: perché se è vero che al momento non è possibile attraversare un buco nero (ma qualcuno ci ha mai provato?), è anche vero che 100 anni fa non c'era modo di andare sulla luna e tanto meno nello spazio.
SCENA CULT: il primo pianeta visitato
FRASE CULT: "Mankind was born on Earth. It was never meant to die here"
VOTO FINALE: 7,5
venerdì 27 marzo 2015
Piranha 3DD
Titolo Originale: Piranha 3DD
Regia: John Gulager
Attori: Danielle Panabaker, Matt Bush, Katrina Bowden, Jean-Luc Bilodeau, David Koechner, Chris Zylka, Adrian Martinez, Meagan Tandy, David Hasselhoff, Christopher Lloyd, Gary Busey
Genere: Commedia, Horror
Paese: USA
Anno: 2012
Durata: 83 Minuti
Trama: Dopo gli eventi del Lago Vittoria, i piranha preistorici spuntano di nuovo fuori.Questa volta saranno attratti da un parco acquatico.
Giudizio finale: "Piranha 3DD", sequel di "Piranha 3D" uscito nel 2010, è diretto da John Gulager e scritto da Patrick Melton, Marcus Dunstan e Joel Soisson.Purtroppo la sceneggiatura è quanto di più banale si possa creare ed è sviluppata in modo molto sbrigativo.Anche la regia di John Gulager è molto mediocre e senza un tocco personale.Il film poteva essere, come in parte riuscito al film del 2010, una piccola chicca dell'universo dei trash movie che tanto vanno di moda negli ultimi anni, ma purtroppo l'idea è sviluppata in modo pessimo.Sullo stesso piano di regia e sceneggiatura troviamo l'intero cast, con i protagonisti Danielle Panabaker, Matt Bush e Chris Zylka che sembrano non credere a pieno nel film e forniscono interpretazioni molto incolori.All'interno della pellicola ritroviamo Christopher Lloyd, già presente nel primo film, con un piccolo cameo e un'interpretazione abbastanza positiva.Ma senza ombra di dubbio il momento in cui il film tocca il suo apice è con David Hasselhoff, che interpreta se stesso e ritorna a vestire i panni di Mitch Buchannon; questo forse è l'unico motivo per guardare il film.Ovviamente se tutto il film è un'accozzaglia di mediocrità, gli effetti speciali visivi non aiutano di certo a migliorare un po' la situazione; infatti sono realizzati molto male.
Consigliato: No, altamente sconsigliato.
domenica 22 marzo 2015
The Gambler
Remake di 40.000 dollari per non morire datato 1974, The Gambler è un film del 2014 riadattato dallo sceneggiatore William Monahan e diretto da Rupert Wyatt.
Il protagonista della storia, il professore Jim Bennett, è interpretato da Mark Wahlberg (anche produttore del film), con a suo fianco attori del calibro di John Goodman e Jessica Lange e sorprese (a livello interpretativo) come Brie Larson e Michael Kenneth Williams.
Le vicende di The Gambler si dipanano in 7 giorni: tanti quanti ne ha a disposizione Jim Bennett, professore universitario e giocatore d'azzardo incallito, per saldare un debito di gioco contratto con due differenti persone.
The Gambler non ha un ritmo clamoroso, anzi tutt'altro: il film segue maniacalmente la vita di Jim Bennett ma nonostante ciò evita di annoiare lo spettatore, grazie alle vicende trattate (le scommesse e il gioco d'azzardo) e soprattutto grazie ad una colonna sonora all'altezza. Wyatt è bravo a farsi guidare da Wahlberg e a non prevaricarlo; riesce perfettamente a seguire le vicende con uno stile di regia molto asciutto e scavando a fondo nella psiche del professore, grazie anche ad un buonissimo utilizzo di pochi ma efficaci flashback. Nota di merito anche alla fotografia, perfetta e coerente con la storia.
Buono anche l'apporto del cast: tutti gli attori sopra citati non sbagliano niente e riescono ad essere credibili nei propri personaggi. Anche nella coralità e nei dialoghi The Gambler dimostra di essere un film incisivo e ciò è grazie proprio alle interpretazione dei vari attori principali.
The Gambler regge tranquillamente il confronto con il film di cui è un remake, anche se forse non resterà nella memoria collettiva come un film da vedere assolutamente.
SCENA CULT: le lezioni in classe
FRASE CULT: "You get up two and a half million dollars, any asshole in the world knows what to do: you get a house with a 25 year roof, an indestructible Jap-economy shitbox, you put the rest into the system at three to five percent to pay your taxes and that's your base, get me? That's your fortress of fucking solitude. That puts you, for the rest of your life, at a level of fuck you. Somebody wants you to do something, fuck you. Boss pisses you off, fuck you! Own your house. Have a couple bucks in the bank. Don't drink. That's all I have to say to anybody on any social level."
VOTO FINALE: 6,5
sabato 21 marzo 2015
Foxcatcher
Il sottotitolo dell'autobiografia di Mark Schultz "Foxcatcher", di cui il film è l'adattamento cinematografico, dice: "Una storia vera di sport, sangue e follia". Questa è la sintesi perfetta di Foxcatcher - Una storia americana, uscito negli Stati Uniti a novembre del 2014 (qui in Italia è al cinema da un paio di settimane) e che ha ricevuto ben 5 nomination agli Oscar senza però riuscire a vincere nessuna statuetta. Il film è diretto da Bennett Miller, già regista di Truman Capote - A sangue freddo (film che diede l'Oscar come miglior attore nel 2006 al compianto Philip Seymour Hoffman e la candidatura come miglior regista allo stesso Miller) e di Moneyball - L'arte di vincere, capace proprio grazie a Foxcatcher di aggiudicarsi il premio di miglior regista a Cannes 2014.
Tratto, come detto, dall'autobiografia di Mark Schultz e sceneggiato da Dan Futterman e E. Max Frye, Foxcatcher è la vera storia dei due fratelli Schultz, Mark e Dave, campioni olimpici di lotta a Los Angeles 1984. Poco prima del mondiale del 1987 Mark viene contattato dal milionario John E. du Pont, il quale vuole costruire una squadra di lottatori che riesca a rappresentare al meglio la nazione americana. Il rapporto tra Mark, John e infine Dave è condizionato però dai disturbi psichici del milionario.
Foxcatcher è un buon film, sicuramente non sensazionale sotto il profilo del ritmo ma, nonostante ciò, per niente noioso. I 120 minuti scorrono abbastanza bene, grazie ad una ricostruzione basata soprattutto sulle varie psicologie dei protagonisti della vicenda. Miller è molto bravo, in questo, a scavare e a cavalcare le complessità e il malessere esistenziale dei due campioni e soprattuto di du Pont, avvalendosi anche di una buonissima fotografia.
A risaltare più di tutto il resto in Foxcatcher, però, è sicuramente l'interpretazione di Steve Carell, alla sua migliore interpretazione di sempre: il suo John du Pont è incredibile, sia per somiglianza all'originale, sia per la carica emotiva che sprigiona in ogni scena. La nomination all'Oscar come miglior attore è stata sicuramente meritata e questa interpretazione da l'idea delle potenzialità di un attore conosciuto soprattutto per la sua comicità. Ma Foxcatcher è anche Mark Ruffalo (Dave Schultz), costante e bravo come sempre, e Channing Tatum (Mark Schultz), perfetto e sicuramente molto più credibile che in Jupiter.
Foxcatcher racconta una storia un po' incredibile ma col senno di poi è un percorso abbastanza scontato verso un abisso inevitabile sin dalle prime scene del film.
FRASE CULT: "Coach is the father. Coach is a mentor. Coach has great power on athlete's life."
VOTO FINALE: 6,5
venerdì 20 marzo 2015
I Vichinghi
Titolo Originale: Northmen - A Viking Saga
Regia: Claudio Fäh
Attori: James Norton, Ryan Kwanten, Tom Hopper, Charlie Murphy, Ed Skrein, Leo Gregory, Ken Duken, Anatole Taubman, Nic Rasenti
Genere: Avventura, Azione
Paese: Germania, Sudafrica, Svizzera
Anno: 2014
Durata: 97 Minuti
Trama: Un gruppo di Vichinghi, in fuga dalla propria terra, naufraga in una terra sconosciuta e dopo l'incontro con una donna dovrà lottare per la propria sopravvivenza e per cercare la libertà tanto desiderata.
Giudizio finale: "I Vichinghi" è diretto da Claudio Fäh e sceneggiato da Bastian Zach e Matthias Bauer.La sceneggiatura è molto banale e scontata e la storia raccontata si può ritrovare in molti film antecedenti a questo; mentre per quanto riguarda la regia, Claudio Fäh dirige in modo molto anonimo, anche se il film si lascia guardare abbastanza bene.Sulla stessa linea d'onda di mediocrità di sceneggiatura e regia ritroviamo anche le interpretazioni fornite dal cast della pellicola; cast formato da attori di non altissimo profilo e che sicuramente con le interpretazioni fornite con questo non riusciranno a fare un deciso passo avanti nella propria carriera.Tra James Norton, Tom Hopper, Leo Gregory e gli altri attori, non si riesce a salvare nessuno.
Consigliato: No, da non vedere.
giovedì 19 marzo 2015
Exodus - Dei E Re
Titolo Originale: Exodus: Gods And Kings
Regia: Ridley Scott
Attori: Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn, María Valverde, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Hiam Abbass, Indira Varma, Golshifteh Farahani, Tara Fitzgerald
Genere: Azione, Avventura, Drammatico
Paese: Regno Unito, Spagna, USA
Anno: 2014
Durata: 150 Minuti
Trama: Mosè(Christian Bale), allontanato dalla corte di Ramses(Joel Edgerton) dopo la scoperta delle sue vere origini, ritorna dopo molti anni per aiutare il suo popolo a conquistare la libertà tanto sognata.
Giudizio finale: "Exodus - Dei E Re", adattamento cinematografico dell'evento biblico dell'Esodo, riportato all'interno della Bibbia dal libro omonimo, è diretto da Ridley Scott, mentre la sceneggiatura è opera di Adam Cooper, Bill Collage, Jeffrey Caine e Steven Zaillian.Per quanto riguarda la sceneggiatura, il risultato finale è abbastanza soddisfacente, anche se non entusiasmante; così come non è entusiasmante la regia di Ridley Scott, che si limita al compitino e non lascia un segno indelebile come ci ha abituato in altre occasioni, facendo in modo che lo spettatore aspetti solo la conclusione del film.Sottotono anche un cast che a prima vista poteva fare qualcosa di più, ma che si limita a fare la propria parte senza eccellere, con John Turtutto, Sigourney Weaver e Ben Kingsley in piccoli ruoli e con Christian Bale, vero protagonista del film, che non raggiunge gli altissimi standard di cui è capace.Molto incolore la prova di Joel Edgerton, che non convince per niente.Concludiamo con gli effetti speciali visivi realizzati abbastanza bene e abbastanza verosimili.
Consigliato: Sì, ma solo se a corto di titoli tra cui scegliere.
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