domenica 31 luglio 2016

Ghostbusters



C'è un detto negli Stati Uniti: "Haters gonna hate". Si ma qui si è davvero passato il segno. Insulti e critiche al film sin dal momento dell'inizio delle riprese e recensioni negative già da prima dell'uscita in sala della pellicola. Di quale film si parla? Ghostbusters. Le critiche mosse? La scelta di fare una sorta di remake del capolavoro del 1984 (film entrato nella memoria collettiva e issato ad icona del cinema) dando il ruolo dei protagonisti, i 4 acchiappafantasmi, a 4 donne. Tenendomi lontano da tematiche più o meno sessiste, non è questo il luogo, non si capisce come si possa stroncare un film ancor prima che inizino le riprese: anche perché la scelta era caduta su 4 bravissime attrici provenienti dal genere commedia e le prospettive per essere credibili e spigliate c'erano tutte. Poi avrebbero potuto toppare completamente il film, ma prima di giudicare sarebbe sempre meglio dare un'occhiata a cosa si critica. Anche perché poi Ghostbusters ha smentito tutti. La pellicola diretta da Paul Feig è oggettivamente (e chi non è ritornato sui suoi passi si dimostra poco serio) un buonissimo prodotto, un buon modo di smentire le critiche e intrattenere il pubblico. E poi le quattro attrici principali, Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones, si dimostrano molto credibili e perfette nei ruoli delle quattro acchiappafantasmi.
Siamo a New York. Dopo una serie di avvistamenti di fantasmi in giro per la citta, le due amiche Abby e Erin, insieme all'ingegnere nucleare Jillian Holtzmann, decide di aprire un'agenzia per indagare di questi strani fenomeni. Con Patty, una ragazza che ha avvistato un fantasma in metropolitana, e il loro segretario scemo e bello Kevin, si ritroveranno ad affrontare una minaccia che potrebbe devastare Manhattan.
Film carino, scorrevole e divertente, che non sfocia mai nel ridicolo e che compie a pieno il suo dovere. La sceneggiatura, sebbene qualche richiamo a quella originale del film del 1984 (ma era scontato, sarebbe stato grave il contrario) regge bene l'urto e non annoia mai, grazie anche a scene comiche e gag ad hoc che tengono sempre vivo il film. La regia di Feig è di buona fattura, riuscendo a mixare bene le scene di azione a quelle comiche e a quelle un po' più serie. Ed è su quest'ultimo punto che Ghostbusters prende un po' le distanze dal vecchio film: le interazioni tra le 4 ragazze vengono studiate maggiormente rispetto alla storia originale. Ma questo, comunque, mantiene il film sempre su buoni ritmi.
Le critiche al cast dicevamo in precedenza. Ed anche qui un buco nell'acqua, perché le 4 protagoniste hanno dimostrato una bravura fuori dalla norma e un buonissimo feeling; sono loro le protagoniste di Ghostbusters e mantengono le premesse (per chi già conosceva le loro doti attoriali), prendendosi in maniera forte e senza timore reverenziale la scena. La nota di merit0 va, infine, anche a Chris Hemsworth, bravo anche in un ruolo meno adatto alla sua storia cinematografica e assolutamente auto-ironico.
Ghostbusters non è un capolavoro ma comunque è un buon film, si confronta bene con la storia alle spalle e affronta in maniera anche ironica tutte le critiche mossegli contro. Serve più serietà in questo mondo, e rispetto del lavoro altrui, ma soprattutto bisogna smetterla di fermarsi alle apparenze. 

SCENA CULT: l'assunzione di Kevin 

FRASE CULT: "I don't go to Chinatown, I don't drive wackos, and I ain't afraid of no ghosts!" 

VOTO FINALE: 6,5

martedì 26 luglio 2016

Una spia e mezzo



The Rock ormai è diventato un'icona imprescindibile e un mostro attoriale di alto livello. Questo non significa che vincerà un Oscar da qui al breve o lungo termine (felice di essere smentito in futuro), ma riesce sempre a risultare perfetto e credibile in ogni film, a catalizzare positivamente l'attenzione sui personaggi da lui interpretati. Ed è soprattutto sulla vena comica e autoironica di The Rock che si posa il film Una spia e mezzo (titolo originale, personalmente migliore, Central Intelligence), diretto da Rawson Marshall Thurber, già regista del film cult Palle al balzo e del recente Come ti spaccio la famiglia.
Una spia e mezzo è un film "di coppia", con protagonisti lo stesso The Rock e il sottovalutato, a livello comico, Kevin Hart, entrambi interpreti di due compagni di liceo che si ritrovano a pochi giorni dalla riunione ventennale della scuola. Al liceo Calvin (Kevin Hurt), soprannominato "Freccia d'oro", era la miglior promessa della scuola, mentre Robbie (The Rock) era il super ciccione vittima di bullismo che il solo Calvin tentò di difendere. Quello che Calvin non sa è che Robbie, il cui nome ora è Bob Stone, è un agente della CIA e finisce, suo malgrado, nel bel mezzo di una missione di quest'ultimo, intento a sventare un pericoloso piano criminale.
Quella che potrebbe sembrare una trama classica e scontata, in fin dei conti si tramuta in un film sufficentemente divertente, grazie alle buonissime doti del duo Hurt-Johnson e all'archetipo delle commedie firmate Rawson Marshall Thurber, bravo a dare sempre ritmo e azione alla storia e a riempire le interazioni tra i protagonisti di gag e battute senza respiro: magari qualche gag e qualche battuta non fa breccia nel cuore dello spettatore, ma è fisiologico che alcune scene riescano meglio di altre.
Una spia e mezzo è un film che ha di base una storia abbastanza leggera ma risulta comunque godibile e mai noiosa, grazie, come detto, all'autoironia dei due attori protagonisti, anche se a tratti il feeling non è sempre dei migliori. Non è un film da andare a vedere al cinema, questo è certo, però non è da buttare. 

SCENA CULT: la terapia di coppia dal "dottore" 

FRASE CULT: "You are Jason Bourne in shorts!" 

VOTO FINALE: 6

lunedì 25 luglio 2016

Agent Carter - Stagione 2


Titolo Originale: Agent Carter
Regia: Lawrence Trilling, David Platt, Craig Zisk, Metin Hüseyin, Jennifer Getzinger
Attori: Hayley Atwell, James D'Arcy, Enver Gjokaj, Chad Michael Murray, Wynn Everett, Reggie Austin, Bridget Regan, Kurtwood Smith, Dominic Cooper
Genere: Avventura, Azione, Fantascienza
Paese: USA
Anno: 2016
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 10
Trama: Arrivata a Los Angeles per investigare su un omicidio, Peggy Carter(Hayley Atwell) si ritroverà a dover fronteggiare una minaccia di grandi proporzioni.
Giudizio finale: Dopo la più che positiva prima stagione, Agent Carter ritorna con una seconda stagione, sicuramente al di sotto delle aspettative e facendo un passo indietro rispetto l'esordio.La seconda stagione si avvale di cinque registi che si avvicendano ogni due puntate, ma che riescono a mantenere uno stile unico, riuscendo a dare un buon ritmo ad ogni singola puntata e ad intrattenere lo spettatore per l'intera stagione.La cosa un po' carente è la storia che viene proposta, sicuramente non all'altezza della situazione e chiusa in un modo troppo sbrigativo e semplicistico nel corso dell'ultima puntata, forse è anche per questo motivo che la serie è stata chiusa e non avrà una terza stagione, sebbene l'ultima puntata aveva lasciato aperto uno spiraglio per una nuova stagione.Hayley Atwell torna a vestire i panni di Peggy Carter e se la cava nuovamente bene, con un'interpretazione di buon livello e una buona caratterizzazione del personaggio; inoltre Hayley Atwell è supportata nuovamente da James D'Arcy, Enver Gjokaj e Chad Michael Murray, a loro agio nei rispettivi ruoli e autori di interpretazioni più che positive, con una buona sinergia nel corso dell'intera stagione.Tra i volti nuovi troviamo Wynn Everett, nei panni del villain di turno, ma non impressiona e risulta un po' anonima, forse anche a causa di un lavoro poco curato nei confronti del personaggio che ha interpretato.
Consigliato: No, si può passare.

sabato 23 luglio 2016

The legend of Tarzan




E vissero felici e contenti...ma non troppo. Almeno secondo The legend of Tarzan, film diretto da David Yates e in questi giorni nei cinema di tutto il mondo.
La storia di The legend of Tarzan, sceneggiata da Craig Brewer e Adam Cozad, è ambientata anni dopo il matrimonio di Tarzan, ora noto come John Clayton III, con Jane Porter (in Clayton) ed il loro trasferimento nella Londra di fine ottocento. Le pressioni del governo britannico e soprattutto dell'afroamericano George Washington Williams, portano i due coniugi a tornare nel Congo ospiti del governo belga, spinti dal desiderio di ritrovare vecchi amici e dalla decisione di Williams stesso nel provare la colpevolezza del Belgio in materia di schiavitù. Ma in Congo non troveranno solamente i vecchi amici, ma anche vecchi e nuovi nemici.
The legend of Tarzan può considerarsi un "film in bilico": è una pellicola abbastanza insipida ma comunque compie a pieno il suo principale dovere, cioè quello di intrattenere e non annoiare lo spettatore. Poi ci si potrebbe interrogare su tante cose: sul fatto che Tarzan è stato trasformato quasi in un super-eroe, sul politically correct che pervade la pellicola, su alcune forzature della trama, sul concetto di natura superiore alla città, eccetera eccetera, resta però il fatto che in realtà si va al cinema per essere intrattenuti e The legend of Tarzan non lascia l'amaro in bocca sotto quel punto di vista.
In realtà le pecche ci sono e sono evidenti.
Un film del genere non può in nessuna maniera avere una computer grafica di questo livello, completamente insufficiente e lontana parente della leggiadria e veridicità della CGI de Il libro della giungla, a cui The legend of Tarzan si rifà in molti passaggi.
La regia di David Yates, poi, non è eccezionale, con alcune scelte stilistiche da rivedere e una capacità pari allo zero di creare empatia tra i personaggi e lo spettatore. 
Infine il cast: Alexander Skarsgård non sfigura nel ruolo del protagonista Tarzan, dimostrando di saper tenere bene la scena ma anche dividerla abbastanza agevolmente, anche se forse il suo "eroe" è un po' troppo imbronciato e pallido; Margot Robbie risulta un po' piatta nell'interpretazione di Jane, ma è più colpa di una sceneggiatura, che ingabbia troppo il suo personaggio, che dell'attrice stessa; garanzie invece arrivano dalle interpretazioni di Samuel L. Jackson (George Washington Williams) e Christoph Waltz (Léon Rom) mai troppo caricaturali e soprattutto sempre tremendamente sul pezzo.
Tra i film al cinema al momento il consiglio è quello di vedere altro e non The legend of Tarzan: non regala niente di innovativo e si fa sempre in tempo a recuperarlo tra qualche anno. 

SCENA CULT: l'attacco finale 

FRASE CULT: "He is no normal man. He was thought to be an evil spirit, a ghost in the trees. No man ever started with less." 

VOTO FINALE: 6-

mercoledì 20 luglio 2016

The Family - Stagione 1


Titolo Originale: The Family
Regia: Paul McGuigan, John Gray, Andrew McCarthy, Colin Bucksey, Michael Offer, Holly Dale
Attori: Jaon Allen, Rupert Graves, Alison Pill, Margot Bingham, Zach Gilford, Liam James, Floriana Lima, Andrew McCarthy, Michael Esper
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: USA
Anno: 2016
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 12
Trama: La tranquilla cittadina di Red Pines è scossa dal ritorno a casa di Adam Warren(Liam James), rapito e creduto morto dieci anni prima.
Giudizio finale: "The Family" è una serie creata da Jenna Bans e chiusa dopo una sola stagione.Sicuramente la storia ha alcuni spunti interessanti, mentre altri sono abbastanza banali e scontati; soprattutto la chiusura dopo una sola stagione penalizza la serie, poichè l'ultimo episodio lascia con numerosi punti interrogativi, dopo alcuni colpi di scena che, a questo punto, resteranno insoluti.La serie vanta diversi registi all'opera nel corso delle varie puntate, con uno stile piuttosto omogeneo e un ritmo sicuramente piuttosto compassato e poco incalzante, anche se la visione per lo spettatore procede senza grandi patemi; inoltre i registi sono bravi a intrecciare due linee temporali ben distinte, giocando molto bene con i fatti del presente e quelli avvenuti dieci anni prima.Joan Allen, Rupert Graves, Alison Pill, Liam James e Margot Bingham sono i protagonisti della serie, che sicuramente non offriranno delle interpretazioni indimenticabili, ma fanno comunque la loro parte e dimostrano un buon feeling nel corso della serie, di certo si poteva fare qualcosina in più.I protagonisti, inoltre, sono ben supportati dai personaggi secondari, con i quali interagiscono in modo ottimale e danno una buona credibilità alla serie.
Consigliato: No, si può passare oltre, visto che la serie è stata cancellata prima di raggiungere un finale.

martedì 19 luglio 2016

Cell


Come non fare un adattamento cinematografico di un libro di successo, per di più di Stephen King. Mi dispiace ma questo pensiero è ciò che esce fuori dalla visione di Cell, film uscito lo scorso weekend qui in Italia con protagonisti John Cusack (che sembra Nicolas Cage ma confermo che è John Cusack) e Samuel L. Jackson. Un film di una mediocrità imbarazzante, nonostante un incipit accattivante ed una trama, quella del libro, che lasciava presagire una pellicola di ben diversa caratura.
I fenomeni paranormali per Stephen King sono all'ordine del giorno e in Cell la popolazione mondiale si ritrova posseduta dopo che la maggioranza degli esseri umani ha captato, dai cellulari, un misterioso segnale che li porta alla pazzia e li trasforma in spietati assassini. I pochi sopravvissuti, tra cui il disegnatore Clay e l'autista di metro Tom, cercano di organizzarsi nel migliore dei modi per combattere questa orda e trovare il figlio di Clay.
Cell è il piattume più totale: si parte dalla regia di Tod Williams totalmente insipida e senza mordente; la fotografia di Michael Simmonds che probabilmente non andrebbe bene neanche per un b-movie; la sceneggiatura, curata da Adam Alleca e lo stesso Stephen King, incredibilmente indecente, con buchi di sceneggiatura, tempi morti (sia scenici che nei dialoghi), forzature inguardabili, caratterizzazione dei personaggi rasente lo zero; il montaggio fatto con i piedi (passatemi il termine), molto sbrigativo e a tratti incomprensibile ai fini della storia e incomprensibile anche per lo spettatore che guarda il film; infine il cast, guidato da due "veterani" come John Cusack e Samuel L. Jackson, totalmente sottotono, con interpretazioni compassate e deboli, senza convinzione nei personaggi interpretati e nella storia.
Penso che tutto ciò basti per definire Cell un film orribile, probabilmente il peggiore degli ultimi anni, sicuramente il peggior film del 2016.

VOTO FINALE: 4

lunedì 18 luglio 2016

Arrow - Stagione 4


Titolo Originale: Arrow
Regia: Thor Freudenthal, John Behring, Wendey Stanzler, Lexi Alexander, John Badham, Antonio Negret, James Bamford, Jesse Warn, Charlotte Brändström, Kevin Fair, Gordon Verheul, Gregory Smith, John F. Showalter, Michael Schultz, Rob Hardy, Laura Belsey, Kevin Tancharoen, Glen Winter
Attori: Stephen Amell, Katie Cassidy, David Ramsey, Willa Holland, Paul Blackthorne, Emily Bett Rickards, John Barrowman, Colton Haynes, Caity Lotz, Brandon Routh, Audrey Marie Anderson, Cynthia Addai-Robinson, Grant Gustin, Echo Kellum, Neal McDonough, Elysia Rotaru, Jimmy Akingbola, Katrina Law, Rila Fukushima, Charlotte Ross, Janet Kidder, Vinnie Jones
Genere: Avventura, Azione
Paese: USA
Anno: 2015-2016
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 23
Trama: Quando pensa di aver lasciato la vita da giustiziere alle spalle, Oliver Queen(Stephen Amell) dovrà indossare una nuova maschera per proteggere la sua città da un nuovo e potente nemico.
Giudizio finale: La quarta stagione di "Arrow", serie basata sul fumetto della DC Comics, è il giusto proseguimento delle stagioni precedenti, con puntate che riescono a coinvolgere lo spettatore e lo invogliano nel proseguire la visione della serie per scoprire cosa li aspetta nella puntata successiva.Alla serie lavorano parecchi registi, ma lo stile resta piuttosto omogeneo, con puntate caratterizzate da un buon ritmo e buone sequenze d'azione.In questa quarta stagione ritornano tutti i personaggi protagonisti delle stagioni precedenti, con Stephen Amell ancora una volta non all'altezza del compito e autore di un'interpretazione rivedibile e poco convincente, forse la pecca più grande per la serie.Tra gli altri personaggi che ritornano nei propri ruoli, con interpretazioni di buon livello, ritroviamo David Ramsey, Emily Bett Rickards e John Barrowman; mentre fatica ancora Willa Holland, con un'interpretazione poco convincente.Tra le nuove entrate nella serie e personaggi a cui è stato dato maggior spazio, a spiccare è l'interpretazione di Echo Kellum, autore di una buona caratterizzazione del personaggio.Anche in questa stagione non poteva mancare il villain di turno, che trova in Neal McDonough il suo interprete e autore di una prova di buon livello e costante nel corso dell'intera stagione.Comunque nel complesso l'intero cast riesce ad avere una buona affinità nell'arco di questa quarta stagione.Gli effetti speciali visivi, trattandosi di una serie televisiva, sono realizzati abbastanza bene, anche se lontani parenti di una possibile produzione cinematografica di alto livello e budget.
Consigliato: Si può vedere.

venerdì 15 luglio 2016

The Flash - Stagione 2


Titolo Originale: The Flash
Regia: Ralph Hemecker, Jesse Warn, John F. Showalter, Stefan Pleszczynski, Steve Shill, J.J. Makaro, Dermott Downs, Kevin Tancharoen, Rob Hardy, Michael A. Allowitz, Rachel Talalay, Millicent Shelton, Hanelle M. Culpepper, Glen Winter, Alice Troughton, Armen V. Kevorkian, Kevin Smith, Antonio Negret
Attori: Grant Gustin, Candice Patton, Danielle Panabaker, Carlos Valdes, Tom Cavanagh, Jesse L. Martin, Rick Cosnett, Patrick Sabongui, John Wesley Shipp, Robbie Amell, Victor Garber, Wentworth Miller, Stephen Amell, Emily Bett Rickards, David Ramsey, Keiynan Lonsdale, Teddy Sears, Violett Beane, Shantel VanSanten
Genere: Avventura, Azione
Paese: USA
Anno: 2015-2016
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 23
Trama: Dopo aver salvato Central City, Barry(Grant Gustin) riprende la "solita" routine, ma una nuova minaccia è all'orizzonte e metterà a dura prova Flash ed il suo team.
Giudizio finale: La seconda stagione di "The Flash" inizia da dove era terminata la prima, dando una continuità temporale alla storia narrata e coinvolgendo lo spettatore per l'intera seconda stagione, con una storia appassionante, anche se nelle puntate conclusive c'è un piccolo calo.Come nella prima stagione, anche in questa troviamo numerosi cambi alla regia nel corso delle singole puntate, ma lo stile non si discosta troppo da una puntata all'altra, mantenendo un buon ritmo che riesce a dare una buona scorrevolezza alla serie.Grant Gustin è autore di un'interpretazione abbastanza convincente, in linea con quanto mostrato nella stagione d'esordio ed è ben supportato, anche in questa stagione, da Candice Patton, Danielle Panabaker, Carlos Valdes, Tom Cavanagh e Jesse L. Martin, autori di singole interpretazioni convincenti e di un buon affiatamento nel corso delle singole puntate.Tra le new entry troviamo Teddy Sears, Keyinan Lonsdale e Violett Beane, che hanno avuto un buon impatto nella serie, facendo un ottimo lavoro e soprattutto con Teddy Sears a dare una impronta decisiva per la buona riuscita di questa seconda stagione.Gli effetti speciali visivi sicuramente non sono di grandissimo impatto visivo, ma trattandosi di una produzione televisiva sono realizzati abbastanza bene.
Consigliato: Si può vedere.

giovedì 14 luglio 2016

It Follows





Ok, onesto. Durante i primi 20 minuti di visione di It Follows stavo maledendo me stesso per essermi fatto trascinare dalle critiche super positive provenienti da oltre oceano (dove il film è uscito nel 2015): "il miglior horror dell'anno", "uno dei migliori horror-thriller di sempre", "il capolavoro del cinema horror contemporaneo". Mentre quei primi 20 minuti scorrevano lentamente e senza particolari emozioni, l'eco di quelle frasi lette in favore del film di David Robert Mitchell continuava ad essere presente nella mia testa e mi ha fatto desistere dall'interrompere la visione. E poi, a sorpresa, la magia: It Follows inizia ad ingranare e diventa prepotentemente, ed in modo devastante, il migliore film thriller-horror degli ultimi anni. Thriller, più che horror vero e proprio: psicologicamente è molto forte, inquietante e altamente adrenalinico.
La storia è ambientata in una periferia americana, dove Jay, dopo aver fatto l'amore con Hugh, uno strano ragazzo con cui stava uscendo, si risveglia legata ad una sedia; qui Hugh le spiega che da quel momento una "cosa" la inseguirà e l'unico modo per salvarsi è passarla a qualcun'altro, andandoci a letto, proprio come lui ha fatto con lei. Per Jay è l'inizio di una spirale di orrore da cui cerca di uscirne fuori con l'aiuto dei suoi amici ma che sembra impossibile da sconfiggere.
Ce ne fossero di thriller-horror come It Follows: superata l'impasse iniziale, il film tiene incollati allo schermo e in alcune scene riesce anche a far venire i brividi allo spettatore, grazie alla resa credibile del "male", inserito in maniera brillante nella quotidianità e nell'imprevedibilità del mondo odierno. Il resto lo fanno perfettamente la regia di David Robert Mitchell, con alcuni passaggi da urlo, efficace, attenta e con movimenti di macchina da far studiare nelle scuole di cinema, la fotografia curata da Mike Gioulakis e soprattutto le musiche del trentenne Disasterpeace, inesorabili e perfette nell'accompagnare ogni scena di It Follows.
Il cast, composto per lo più da attori emergenti, fa ampiamente il suo dovere, agevolato da una sceneggiatura (firmata sempre da David Robert Mitchell) che rende molto credibili i vari personaggi e soprattutto descrive in modo meraviglioso questa "cosa" ultraterrena, minaccia incomprensibile e allo stesso tempo angosciante.
Quando il cinema viene fatto in maniera brillante non si può far altro che applaudirlo: e It Follows, per gli appassionati di genere thriller-horror, è un film da non perdere.

SCENA CULT: la visione nella stanza di Jay

FRASE CULT: "It could look like someone you know or it could be a stranger in a crowd. Whatever helps it get close to you."

VOTO FINALE: 7,5

martedì 12 luglio 2016

Cattivi vicini 2



Sono passati 5 anni dalle vicende narrate nel primo film e Mac e Kelly stanno cercando di vendere la loro casa. Kelly è nuovamente incinta e quindi la coppia ha deciso di trasferirsi in una casa più grande. Due compratori sono interessati alla casa ma prima di finalizzare l'accordo vogliono attendere 30 giorni per vedere se qualcosa dell'abitazione non li soddisfa. Non dovrebbero esserci grossi problemi, sennonché la vecchia casa di fianco, che precedentemente ospitava una confraternita, diventa la sede di una sorellanza, un gruppo di ragazze del primo anno che hanno deciso di fondare la Kappa Nu, guidate dalla ribelle Shelby e che hanno come mentore il redivivo Teddy Sanders.
Cattivi vicini, uscito a metà del 2014 e campione di incassi (270 milioni di dollari incassati in tutto il mondo) e di critica, segnò la nascita del duo Seth Rogen - Zac Efron, tanto disassortito quanto perfettamente funzionale. E la "coppia" ritorna per Cattivi vicini 2, diretto sempre da Nicolas Stoller e sceneggiato, tra gli altri, dallo stesso Rogen e da Evan Goldberg.
La storia di base di Cattivi vicini 2 è la stessa del precedente film; ovviamente in questo secondo capitolo la ricerca di dare vita ad un qualcosa di diverso, soprattutto nelle gag e nelle battute, a volte svilisce e rallenta il film, troppo preso a cercar di far ridere a tutti i costi, badando poco alla leggerezza che una commedia del genere dovrebbe garantire. La trama a tratti è un po' infantile, accompagnata da dialoghi al limite dell'assurdo, però Cattivi vicini 2 ha dalla sua il carisma, l'autorevolezza e la bravura di Seth Rogen e Zac Efron, molto bravi a rendere delle situazioni surreali delle vere e proprie scene cult, esilaranti e in certe occasioni geniali; e soprattutto entrambi capaci di "prendersi in giro" senza problemi.
Tralasciando le gag forzate, Cattivi vicini 2 resta comunque un film spassoso e gode anche delle ottime capacità dimostrate da Chloë Grace Moretz e Rose Byrne, quest'ultima perfetta (come nel primo film) nel ruolo assegnato.
Il punto di forza di Cattivi vicini 2 è assolutamente l'affiatamento tra gli attori che recitano all'interno della pellicola: il loro divertimento nel girare ogni scena è palese e aiuta a rendere godibile il film. Un film comunque sicuramente inferiore al primo: tra i due è Cattivi vicini il film da ricordare. 

SCENA CULT: i Minions 

VOTO FINALE: 6

sabato 9 luglio 2016

Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra



Le tartarughe sono tornate. 2 anni dopo Tartarughe Ninja, che segnò il riavvio della serie cinematografica basata sui fumetti di Kevin Eastman, tornano nelle sale cinematografiche le quattro tartarughe mutanti con Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra, diretto (diversamente dal primo) da Dave Green, sceneggiato da Josh Appelbaum e André Nemec (che curarono la sceneggiatura anche del film del 2014) e prodotto, ancora una volta, da Michael Bay.
Il film è ambientato un anno dopo gli eventi narrati in Tartarughe Ninja, finito con la sconfitta e l'incarcerazione di Shredder; durante il trasferimento di quest'ultimo in un'altra prigione, viene liberato dallo scenziato Baxter Stockman e tramite un ingegnoso apparecchio per il teletrasporto viene trasferito in un'altra dimensione. Qui, il potente alieno Krang lo mette al corrente della presenza, sulla terra, di un potente macchinario che potrebbe aprire un portale tra le due dimensioni e consentire a Krang e a Shredder stesso di governare sul pianeta. Toccherà ancora una volta alle Tartarughe Ninja, aiutati da April O'Neil, Vernon Fenwick (che per un accordo fatto con i quattro fratelli si è preso il merito di aver sconfitto Shredder l'anno prima) e la new entry Casey Jones (ufficiale della polizia e giocatore di hockey), a provare a fermare i piani di Shredder e Krang.
Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra si rimette un po' in carreggiata dopo il leggero sbandamento di Tartarughe Ninja che, per carità, non aveva sfigurato, ma non era stato un film indimenticabile. I piccoli punti deboli di quella pellicola si sono trasformati in punti di forza di questo sequel: la trama, sebbene non trascendentale, non risulta scontata e non si prende troppo sul serio; il clima è stato ricreato alla perfezione, privilegiando le scene di lotta e di adrenalina pura che i fumetti (e la serie animata) avevano rappresentato in maniera brillante; la regia di Dave Green, diversamente da quella di Jonathan Liebesman, da una propria impronta alla pellicola e cura la maggior parte delle scene in maniera chiara e limpida, non tralasciando nulla e sfruttando a pieno la nuova linfa "action" data alla sceneggiatura; infine, anche se magari non sarà uno dei meriti della buona riuscita di Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra, bisogna sottolineare il rientro in "carreggiata" di Megan Fox, totalmente insipida in Tartarughe Ninja ed invece in costante risalita in questo film.
Il problema, in realtà, è più un discorso demagogico e generale: ormai siamo letteralmente invasi da film su supereroi che fruttano, e anche parecchio, in termini di botteghino (e alcuni anche in termini di critica) ma rischiano di generalizzare trame e sceneggiature di film (e serie tv) e ridurre tutto alla mera goduria visiva che è bella, è adrenalinica, coinvolge, ma non lascia una sensazione di sorpresa e stupore nello spettatore, ormai abituato a questi tipi di trama.
Questo era un discorso generale, comunque Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra resta un film godibile e piacevole e un buon crescendo dopo i fasti del primo film della serie. 

SCENA CULT: la partita dei Knicks 

FRASE CULT:
Raffaello: "What would Vin Diesel do? No regrets, no fear!" 

VOTO FINALE: 6,5

giovedì 7 luglio 2016

Quantico - Stagione 1


Titolo Originale: Quantico
Regia: Marc Munden, Stephen Kay, Jennifer Chambers Lynch, Rachel Morrison, David McWhirter, Peter Leto, Patrick R. Norris, James Whitmore Jr., Paul A. Edwards, Thor Freudenthal, Jamie Payne, Jamie Barber, Steve Robin, Félix Enriquez Alcala, P.J. Pesce, J. Miller Tobin, Ron Underwood, Holly Dale, Larry Teng
Attori: Priyanka Chopra, Jake McLaughlin, Aunjanue Ellis, Josh Hopkins, Yasmine Al Massri, Johanna Braddy, Tate Ellington, Graham Rogers, Jacob Artist, Anabelle Acosta, Mark Pellegrino, Li Jun Li, Rick Cosnett, Lenny Platt, Marcia Cross
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: USA
Anno: 2015-2016
Durata: 40 Minuti
Numero Di Episodi: 22
Trama: Un nuovo gruppo di reclute dell'FBI inizia il corso di addestramento per entrare nell'agenzia.Purtroppo, tra di essi sembra nascondersi un terrorista, che da li ad un anno progetterà un attentato di grandi proporzioni.
Giudizio finale: "Quantico" è una serie ideata da Joshua Safran e si articola su due linee temporali ben distinte.La serie partendo da un buono spunto, con il passare delle puntate si intreccia troppo, risultando così troppo eccessiva e poco realistica, con il risultato finale di far perdere l'interesse iniziale dello spettatore.Alla serie lavorano numerosi registi, bravi a gestire le due linee temporali e usandole in modo appropriato, ma limitandosi nel complessivo a fare il compitino, sebbene ogni singolo episodio sia abbastanza scorrevole.Priyanka Chopra è la protagonista della serie, ma la sua interpretazione è più che dimenticabile, poichè non riesce a dare grande caratterizzazione al proprio personaggio e non riesce a risultare credibile.Priyanka Chopra è supportata da Jake McLaughlin, Aunjanue Ellis, Josh Hopkins, Johanna Braddy, Tate Ellington e Graham Rogers, anch'essi sullo stesso piano della protagonista, con interpretazioni poco convincenti e sicuramente rivedibili.
Consigliato: No, si può passare oltre.

mercoledì 6 luglio 2016

Now you see me 2



I Cavalieri sono tornati. Sono passati 3 anni dall'uscita al cinema di Now you see me, piccolo capolavoro di genere che riportò in auge l'illusionismo sul grande schermo. Cambia la regia, da Leterrier si passa a Jon M. Chu, cambia (sostanzialmente) un personaggio, fuori Isla Fisher e dentro Lizzy Caplan, non cambiano i colpi di scena, ma purtroppo Now you see me 2 non regge il confronto con il primo film. Troppo incasinato e a tratti un po' compassato per poter sperare di raggiungere i livelli toccati dal primo capitolo.
Diventati ormai dei ricercati da parte dell'FBI, i Cavalieri vivono nell'ombra, in attesa del prossimo colpo che l'Occhio dovrà comunicare loro tramite ["ATTENZIONE SPOILER PRIMO FILM"] Dylan (che abbiamo scoperto non essere un poliziotto dell'FBI); l'occasione giusta si presenta quando bisogna smascherare un corrotto magnate della tecnologia. Lo spettacolo, però, si trasforma in una trappola, che li porta "magicamente" a Macao, dove dovranno recuperare un chip per conto di Walter Mabry, in cambio della libertà.
L'inghippo, questa volta, sta proprio nella sceneggiatura, da un potenziale enorme che onestamente non viene ben sfruttato, con l'inserimento di colpi di scena poco incisivi ed alcuni intrecci e intrighi a volte non del tutto chiari. La regia di Chu non eccelle in qualità, limitandosi a svolgere il compitino e scavando una distanza siderale con il suo predecessore Leterrier; se quest'ultimo era stato molto bravo a gestire e a dare un'impronta ben precisa al primo capitolo, Chu non riesce a dare un'anima vera e propria a Now you see me 2, imbrigliato da una sceneggiatura che da spazi troppo ampi ai dialoghi e alle spiegazioni e poco all'azione.
Il cast di Now you see me 2 si conferma all'altezza, con Lizzy Caplan perfetta ad integrarsi ed inserirsi bene nel gruppo e Daniel Radcliffe buonissima controparte. Da sottolineare che il feeling tra i vari attori è eccezionale e ciò aiuta ad innalzare un po' il livello del film.
Film che comunque resta sufficiente, ma, come già detto, il potenziale era enorme: Now you see me 2 è sicuramente un passo indietro rispetto a Now you see me, la speranza è che si raddrizzi la rotta, perché sarebbe un peccato sprecare tutto ciò che di buono è stato realizzato 3 anni fa e anche quel poco che ha questo nuovo capitolo. 

SCENA CULT: il numero nel caveau 

FRASE CULT: "Everyone has a button you push and they go blind. Yours was ego." 

VOTO FINALE: 6

lunedì 4 luglio 2016

Tutti vogliono qualcosa



Richard Linklater ritorna negli anni settanta-ottanta. 23 anni dopo La vita è un sogno (Dazed and confused il titolo orginale), film cult che raccontava l'ultimo giorno di liceo di un gruppo di ragazzi, il regista e sceneggiatore texano torna a raccontare la gioventù di fine anni settanta/inizio anni ottanta con Tutti vogliono qualcosa, uscito negli Stati Uniti lo scorso marzo (qui in Italia è arrivato solamente a giugno) e sequel "spirituale" del film del 1993.
Il film è ambientato alla Southeast Texas University, durante il primo weekend da matricola di Jake, lanciatore entrato nella famosa squadra di baseball dell'università. Ambientato nell'arco di tre giorni, Tutti vogliono qualcosa racconta le vicende di questi ragazzi, alle prese con il baseball, ma soprattutto con droga, alcool, sesso e, in alcuni casi, con l'amore.
Tutti vogliono qualcosa strizza l'occhio, per ambientazione e sviluppo delle vicende, ad Animal House, non riuscendo però ad ergersi ai livelli del film di John Landis datato 1978. Purtroppo il confronto è un tantino impietoso: Tutti vogliono qualcosa non riesce a coinvolgere a pieno (anche perché manca di una vera anima comica alla John Belushi), risultando in alcuni passaggi noioso e troppo approssimativo, anche a causa di una trama non sempre originale e ben amalgamata. I momenti brillanti nel film non mancano, ma purtroppo peccano in continuità, con salti narrativi a volte bizzarri ed un montaggio delle scene a tratti approssimativo: dare ritmo alla pellicola con numerosi cambi di scena e di riprese alla fine ha sortito, purtroppo, l'effetto contrario.
C'è anche qualcosa di positivo però in Tutti vogliono qualcosa: la perfetta rappresentazione dell'epoca, con un attenzione ai particolari estremamente brillante; una colonna sonora degna dei migliori film di genere; la performance di Glen Powell, spalla del protagonista Jake, e autore di una prova maiuscola, all'interno comunque di una prestazione generale (del cast) molto soddisfacente.
Tutti vogliono qualcosa non è un film completamente da buttare, ma resta la sensazione che si potesse fare qualcosa in più per rendere più accattivante e indelebile il film. 

SCENA CULT: nella stanza di Willoughby 

FRASE CULT: "We came for a good time, not for a long time." 

VOTO FINALE: 5,5

giovedì 23 giugno 2016

Scherzi Della Natura










Titolo Originale: Freaks Of Nature
Regia: Robbie Pickering
Attori: Nicholas Braun, Mackenzie Davis, Josh Fadem, Denis Leary, Ed Westwick, Vanessa Hudgens, Keegan-Michael Key, Bob Odenkirk, Joan Cusack, Chris Zylka, Patton Oswalt
Genere: Commedia, Horror
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 92 Minuti
Trama: Nella cittadina di Dillford, umani, vampiri e zombi vivono a stretto contatto e in pace tra loro, fino a quando l'arrivo di un'astronave aliena scombussola la vita della tranquilla comunità.Rimasti soli, un umano, una vampira e uno zombi cercheranno di salvare Dillford dalla minaccia extraterrestre.
Giudizio finale: "Scherzi Della Natura" è diretto da Robbie Pickering e scritto da Oren Uziel.Per Oren Uziel si tratta della seconda sceneggiatura, dopo l'esordio avvenuto con 22 Jump Street, ma in questa occasione fa un piccolo passo indietro; infatti la storia è sviluppata in modo un po' troppo grossolano e troppo sbrigativo, come se si puntasse a chiudere la storia il prima possibile.La regia di Robbie Pickering è abbastanza anonima e il regista si limita al compitino, anche se la visione scorre abbastanza agevolmente e senza grandi punti morti.Nicholas Braun, Mackenzie Davis e Josh Fadem sono i protagonisti della pellicola e danno vita a interpretazioni di buon livello e con una buona affinità tra di loro.I tre sono ben supportati anche dal resto del cast, autori di prove nella norma.Nel film è presente anche un forte richiamo a Twlight, con Ed Westwick che fa il verso al personaggio interpretato da Robert Pattinson nella serie di film sui vampiri e licantropi.
Consigliato: No, si può anche non vedere.

mercoledì 22 giugno 2016

Grabbers - Hangover Finale










Titolo Originale: Grabbers
Regia: Jon Wright
Attori: Richard Coyle, Ruth Bradley, Russell Tovey, Lalor Roddy, David Pearse, Pascal Scott
Genere: Commedia, Fantascienza, Horror
Paese: Irlanda, Regno Unito
Anno: 2012
Durata: 94 Minuti
Trama: Una piccola isola irlandese è attaccata da una strana specie aliena, i suoi abitanti scopriranno presto che l'unica speranza di sopravvivere è quella di ubriacarsi.
Giudizio finale: "Grabbers - Hangover Finale" è diretto da Jon Wright, mentre la sceneggiatura porta la firma di Kevin Lehane.Per Kevin Lehane si tratta dell'esordio nella stesura di un lungometraggio, ma il risultato finale è alquanto rivedibile; infatti se la storia poteva avere del potenziale, la realizzazione finale non riesce a valorizzare i buoni spunti iniziali, con uno sviluppo deludente e poco accattivante per lo spettatore.Non entusiasma neanche la regia di Jon Wright, autore di una prova piuttosto anonima e incapace di dare buon ritmo alla storia o a valorizzare completamente le poche occasioni in cui la pellicola poteva avere delle situazioni comiche, che avrebbero potuto risollevare almeno in parte le sorti del film.Richard Coyle e Ruth Bradley, sono i protagonisti della storia, ma non riescono a dare vita a dei personaggi di grande spessore, finendo invece per realizzare delle interpretazioni molto mediocri, ma i due non sono aiutati in questo neanche dal resto del cast, autore di prove dimenticabili e non di alto livello.Forse l'unica nota positiva del film sono gli effetti visivi, che, a dispetto di quello che ci si poteva aspettare, sono realizzati abbastanza bene e sono abbastanza realistici.
Consigliato: No, si può evitare.

lunedì 20 giugno 2016

Agents Of S.H.I.E.L.D. - Stagione 3


Titolo Originale: Agents Of S.H.I.E.L.D.
Regia: Vincent Misiano, Kevin Tancharoen, Garry A. Brown, Ron Underwood, Jesse Bochco, Dwight H. Little, David Solomon, Kate Woods, John Terlesky, Michael Zinberg, Wendey Stanzler, Elodie Keene, Billy Gierhart
Attori: Clark Gregg, Ming-Na Wen, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge, Brett Dalton, Nick Blood, Henry Simmons, Adrianne Palicki, Luke Mitchell, Adrian Pasdar, Powers Boothe, Mark Dacascos, Blair Underwood, Constance Zimmer, Axle Whitehead, John Hannah
Genere: Azione, Drammatico, Fantascienza
Paese: USA
Anno: 2015-2016
Durata: 45 Minuti
Numero Di Episodi: 22
Trama: Phil Coulson(Clark Gregg) vuole creare una squadra di Inumani, guidati da Skye(Chloe Bennet), per proteggere la Terra da eventuali nuove minacce.Tra i nuovi nemici che si troveranno ad affrontare, ci sarà anche un antico e potente essere rimasto esiliato per moltissimi anni in un lontano e misterioso pianeta.
Giudizio finale: Dopo l'ottima prima stagione e il buon proseguimento nella seconda, Agents Of S.H.I.E.L.D. in questa nuova stagione fa un passo indietro rispetto a quello che ci si poteva attendere.Infatti l'integrarsi con i vari film dell'universo Marvel, che aveva caratterizzato la serie fin dai suoi esordi, è praticamente scomparso, facendo in modo che la serie intraprendesse una strada del tutto nuova e indipendente rispetto al mondo cinematografico.Comunque, resta il fatto che la storia proposta in questa terza stagione è accattivante e coinvolgente per lo spettatore, riuscendolo a intrattenere per l'intera serie; ma la perdita della connessione delle vicende narrate nell'universo cinematografico Marvel è sicuramente una grave e grande pecca.I diversi registi che si alternano nel corso delle ventidue puntate della stagione, riescono a dare un buon ritmo ad ogni singolo episodio e a far appassionare lo spettatore alla storia, anche grazie ad una sceneggiatura ben sviluppata.Clark Gregg, Ming-Na Wen, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge e Brett Dalton, presenti nella serie fin dagli inizi, ritornano a indossare i panni dei protagonisti e dimostrano ancora una volta un buon affiatamento e una buona interpretazione in ogni singolo episodio.Rispetto alla seconda stagione acquistano più spazio Henry Simmons e Luke Mitchell, autori di prove più che positive, in linea con gli altri membri del cast.Nick Blood e Adrianne Palicki si difendono bene e aiutano a mantenere alto il livello della serie.Forse a mancare è l'interpretazione di un villian di grande spessore, grazie al quale forse la serie avrebbe potuto toccare un livello più alto e avrebbe potuto avere una riuscita maggiore.Gli effetti visivi sono al livello delle stagioni precedenti, sicuramente non all'altezza di quelli cinematografici, ma comunque di buon livello e ben realizzati,
Consigliato: Sì, da vedere.

domenica 19 giugno 2016

Conspiracy - La cospirazione



A volte la domanda esce spontanea: ma lo leggono il copione alcuni attori prima di accettare una parte in un film? Soprattutto quando siamo di fronte ad attori di un certo calibro. Perché Conspiracy - La cospirazione è un film ai limiti della decenza (cinematograficamente parlando) e la presenza di Josh Duhamel, Al Pacino e Anthony Hopkins certifica ancor di più la domanda iniziale.
Il protagonista principale è Josh Duhamel, interprete dell'ambizioso avvocato Ben Cahill. Ben, tramite una sua ex che si rifà viva dopo 10 anni, mette le mani su del materiale scottante rigurdante il capo di un'industria farmaceutica, Arthur Denning. Decide allora di offrirle all'avvocato Abrams, storico avversario di Denning, per intentare una causa civile nei confronti di quest'ultimo. Il problema è che così finisce nel bel mezzo di un intrigo di potere.
Conspiracy - La cospirazione è tutto ciò che un film non dovrebbe essere: la sceneggiatura, curata da Adam Mason e Simon Boyes, è fatta letteralmente con i piedi, piena di buchi narrativi e forzature inutili e soprattutto con un finale totalmente anonimo; il soggetto, in realtà, non sarebbe neanche male, ma purtroppo è stato sviluppato in modo completamente sbagliato e qui anche la regia irritante di Shintaro Shimosawa ci ha messo del suo, con stacchi inconcepibili e una staticità di fondo che rende Conspiracy - La cospirazione un film noiosissimo, dall'inizio alla fine.
Dovrebbe essere un film drammatico tendente al thriller, in realtà all'opera di Shimosawa manca suspense e avvilisce a tal punto lo spettatore dal tentarlo (in ogni scena) a concludere la visione. E neanche i tre protagonisti principali sovracitati riescono nell'impresa di rendere Conspiracy - La cospirazione un film accettabile: è vero, non sfigurano, ma le loro interpretazioni vanno a sprazzi e non innalzano il livello della pellicola. A deludere completamente è, in realtà, la prova piattissima di Alice Eve, monoespressiva e totalmente inconcludente.
Le considerazioni finali su Conspiracy - La cospirazione, dopo tutto ciò che è stato scritto, sono come il film stesso: inutili. 

VOTO FINALE: 4,5

sabato 18 giugno 2016

The nice guys



L'ambientazione aiuta, e anche parecchio. Gli anni settanta, più di Los Angeles, hanno quell'aura affascinante che da modo al cinema di "tuffarcisi" dentro e riuscire, in molti casi, ad uscirne benissimo. Ed è questo il caso di The nice guys, presentato in anteprima (fuori concorso) al Festival di Cannes ed uscito qui in Italia lo scorso primo giugno. Attenzione però, non è solo grazie all'atmosfera anni settanta che The nice guys è un gran bel film, c'è dell'altro...anzi, c'è molto altro.
Partiamo dalla trama: Jackson Healy e Holland March sono due investigatori privati dai modi un po' particolari che si ritrovano a dover collaborare per venire a capo del "caso Amelia", una giovane attrice porno in fuga da alcuni sicari. Man mano che passano i giorni i due iniziano a conoscersi e ben presto scopriranno che nulla è come sembra.
Un film strabiliante, con una sceneggiatura (curata da Shane Black e Anthony Bagarozzi) assolutamente accattivante, che mixa in maniera perfetta vari generi, dal giallo alla commedia al thriller. Un film dal ritmo comunque sostenuto e diretta in maniera brillante da Shane Black, molto bravo, come ampiamente dimostrato nel sottovalutato film del 2005 Kiss Kiss Bang Bang, a dirigere pellicole di questo genere, esilaranti, energiche e un filino anti-conformiste. E sono proprio alcune situazioni surreali ma allo stesso tempo esilaranti il punto di forza di The nice guys, fondato principalmente sui dialoghi e le interazioni del duo Healy-March, così tanto differenti ma allo stesso tempo così tanto simili.
Healy e March interpretati in maniera magistrale, rispettivamente, da Russell Crowe e Ryan Gosling che danno vita ad un tandem esplosivo e (speriamo) replicabile: le loro interazioni sono perfette e sempre centrate, i tempi comici sono azzeccatissimi e l'attitudine di entrambi nel voler dar vita ad una coppia cinematografica da urlo è ampiamente ripagata da interpretazioni assolutamente magistrali. Si, è vero, sono anche aiutati da un cast di contorno all'altezza, con la quindicenne Angourie Rice bravissima nel reggere il confronto con i due più quotati attori.
Film da vedere The nice guys, assolutamente. 

SCENA CULT: il primo "incontro" tra Healy e March 

DIALOGO CULT:
Holly: "Dad, there are whores here n'stuff."
Holland March: "Don't say "n'stuff". Just say: Dad, there are whores here." 

VOTO FINALE: 7,5

venerdì 17 giugno 2016

Friend Request - La Morte Ha Il Tuo Profilo










Titolo Originale: Friend Request
Regia: Simon Verhoeven
Attori: Alycia Debnam-Carey, William Moseley, Connor Paolo, Brit Morgan, Brooke Markham, Sean Marquette, Liesl Ahlers
Genere: Thriller
Paese: Germania
Anno: 2016
Durata: 92 Minuti
Trama: Laura(Alycia Debnam-Carey) è una ragazza con molte amicizie su un social network.Quando toglie dalle proprie amicizie una ragazza misteriosa, questa in seguito si suicida e da quel momento Laura e i suoi amici vengono perseguitati da una misteriosa entità, che sembra avere come scopo rendere impopolare la giovane ragazza.
Giudizio finale: "Friend Request - La Morte Ha Il Tuo Profilo" è diretto da Simon Verhoeven, al primo lungometraggio in lingua inglese dopo alcuni lavori usciti in Germania, mentre la sceneggiatura è opera dello stesso regista in collaborazione con Matthew Ballen e Philip Koch.Il film porta il social network al cinema, un po' come era successo con Unfriended nel recente passato, ma Friend Request ha il merito di non focalizzarsi solamente nelle interazioni virtuali tra i protagonisti, ma è capace di portare le vicende raccontate anche nella vita reale, lasciando le interazioni virtuali in secondo piano.Purtroppo, a dispetto di un'idea che poteva sembrare intrigante inizialmente, la storia che viene proposta non brilla di certo per originalità, non aggiungendo nulla di nuovo al genere.Male anche la regia di Simon Verhoeven, che non riesce a trasmettere la giusta tensione nello spettatore, ma dirige in modo piatto un film che ha come unico merito quello di durare poco.Non convince neanche il cast, che ha in Alycia Debnam-Carey la protagonista principale, ma che fornisce un'interpretazione anonima e poco convincente, con una caratterizzazione del personaggio sicuramente rivedibile.Il resto del cast si attesta più o meno sullo stesso standard della protagonista, in linea con la mediocrità della pellicola.
Consigliato: No, si può passare oltre.