sabato 29 agosto 2015

Duri Si Diventa









Titolo Originale: Get Hard
Regia: Etan Cohen
Attori: Will Ferrell, Kevin Hart, Craig T. Nelson, Alison Brie, Edwina Findley Dickerson, T. I., Paul Ben-Victor, Dan Bakkedahl, Greg Germann
Genere: Commedia
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 100 Minuti
Trama: Quando James King(Will Ferrell) viene condannato per frode fiscale, ha ancora trenta giorni prima di finire nella prigione di San Quintino.Per cercare di sopravvivere all'interno della prigione, James assume Darnell(Kevin Hart) per prepararlo alla vita dietro le sbarre.
Giudizio finale: "Duri Si Diventa" è diretto da Etan Cohen, autore anche della sceneggiatura insieme a Jay Martel, Ian Roberts e Adam McKay.Quello che ne viene fuori è una divertente commedia, ideale per trascorrere un po' di tempo in leggerezza, che non aggiunge nulla di nuovo al genere, ma che strappa più di un sorriso e qualche risata allo spettatore.Tutto questo è possibile anche grazie alla regia leggera di Etan Cohen, molto bravo a non essere troppo invasivo e a lasciare che i due attori protagonisti si esprimano al meglio.Infatti il punto di forza del film sono i suoi due attori protagonisti, cioè Will Ferrell e Kevin Hart, autori di interpretazioni molto valide e in linea con quelle fornite nel corso delle proprie carriere.Il film si avvale anche di buone interpretazioni dei suoi attori non protagonisti, valore aggiunto per la pellicola.
Consigliato: Sì, si può vedere.

venerdì 28 agosto 2015

Child 44 - Il Bambino Numero 44









Titolo Originale: Child 44
Regia: Daniel Espinosa
Attori: Tom Hardy, Joel Kinnaman, Fares Fares, Noomi Rapace, Jason Clarke, Paddy Considine, Vincent Cassel, Gary Oldman
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, USA
Anno: 2015
Durata: 137 Minuti
Trama: Mosca, 1953, un membro della polizia segreta sovietica caduto in disgrazia inizia a investigare su un presunto serial killer di bambini e allo stesso tempo dovrà guardarsi le spalle dai suoi vecchi colleghi.
Giudizio finale: "Child 44 - Il Bambino Numero 44" è l'adattamento cinematografico del romanzo Bambino 44 di Tom Rob Smith ed è diretto da Daniel Espinosa, mentre la sceneggiatura è affidata a Richard Price.La sceneggiatura di Richard Price è molto valida, nonostante si concentri forse un po' troppo sui metodi usati dalla polizia segreta sovietica e poco sull'aspetto che dovrebbe essere al centro del film, ossia il serial killer sovietico.Molto buono anche il lavoro alla regia di Daniel Espinosa, che riesce a intrattenere lo spettatore per l'intera durata della pellicola con una buona scorrevolezza narrativa, nonostante un ritmo piuttosto lento.Il regista è facilitato nel compito da un grande cast di attori, con Tom Hardy e Noomi Rapace protagonisti del film e autori di interpretazioni molto positive, frutto anche di una buona intesa tra i due.I protagonisti sono ben supportati da Joel Kinnaman, Vincent Cassel e Gary Oldman, attori non protagonisti, ma che comunque si rendono autori di interpretazioni molto credibili.
Consigliato: Sì, si può vedere.

mercoledì 26 agosto 2015

Banshee Chapter



Tra il 1950 e il 1960 la CIA portò avanti un programma illegale di esperimenti su esseri umani che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone. Il programma, denominato "Progetto MKULTRA", emerse dal silenzio nel 1975, quando gli atti di una commissione presidenziale sulle attività della CIA nel territorio degli Stati Uniti fecero conoscere al grande pubblico l’esistenza dello stesso.
Nel film Banshee Chapter viene raccontata la storia di una giovane giornalista che indaga sulla sparizione di un suo carissimo amico, avvenuta dopo aver provato la droga che in passato veniva somministrata ai volontari del progetto MKULTRA. La ricerca avrà risvolti tutt'altro che positivi.
Film d'esordio di Blair Erickson del 2013, Banshee Chapter è prodotto da Zachary Quinto e vede come protagonisti Ted Levine, Katia Winter e Michael McMillian. Partendo dal presupposto che la storia potrebbe essere accattivante, visto il tema trattato, il film comunque si perde in quasi tutti i passaggi e inanella una serie di banalità e astrusità al limite del consentito. Banshee Chapter è un film horror di bassissimo livello, a partire da una fotografia completamente scollegata dalla storia, da un miscuglio incredibile di metodologie di ripresa, che va dall'uso della camera a spalla con riprese in stile mockumentary (ma realizzate da chi??) all'alternarsi di filmati ritrovati (ma ritrovati da chi??), da una colonna sonora completamente assente ad uno stile di montaggio pressoché bizzarro. Il tutto condito con una recitazione decisamente vergognosa a questi livelli, con Ted Levine e soprattutto Katia Winter inadeguati protagonisti della vicenda.
Banshee Chapter è un film da cui stare alla larga, un horror che fa sprofondare il genere e che onestamente non può essere classificato come tale.

VOTO FINALE: 4

lunedì 24 agosto 2015

True Detective - Stagione 2


Titolo Originale: True Detective
Regia: Justin Lin, Janus Metz Pedersen, Jeremy Podeswa, John Crowley, Miguel Sapochnik, Daniel Attias
Attori: Colin Farrell, Rachel McAdams, Taylor Kitsch, Vince Vaughn, Kelly Reilly, David Morse, Leven Rambin, Christopher James Baker, Afemo Omilami, Timothy V. Murphy
Genere: Drammatico, Poliziesco, Thriller
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 55 Minuti
Numero Di Episodi: 8
Trama: L'assassinio di un politico della città di Vinci, costituirà l'episodio scatenante di una serie di eventi che cambieranno le vite delle persone coinvolte nelle indagini.
Giudizio finale: Dopo la prima fortunata stagione di True Detective, Nic Pizzolatto torna con una nuova storia che riesce a coinvolgere lo spettatore e a tenerlo incollato allo schermo per l'intera durata della serie.Il ritmo narrativo non è dei più dinamici, ma nel complesso risulta essere abbastanza scorrevole.Nuova stagione significa anche nuovo cast di attori; infatti la serie annovera tra le proprie fila attori del calibro di Colin Farrell e Vince Vaughn, autori di grandissime interpretazioni, sicuramente un po' a sorpresa per il secondo, in quanto si è messo alla prova in un genere diverso da quello che lo ha consacrato nel corso della carriera.I due attori sono ben supportati da Rachel McAdams, Taylor Kitsch e Kelly Reilly, anch'essi autori di interpretazioni molto positive; ma in generale l'intero cast mostra una buona sintonia e affinità nel corso dell'intera serie.Valore aggiunto alla buona realizzazione del progetto sono le interpretazioni fornite dai personaggi secondari e più marginali, che comunque non deludono e che sono in linea con l'altissimo standard fornito dalla serie.
Consigliato: Sì, da vedere.

domenica 23 agosto 2015

Terminator Genisys




Dopo la brutta esperienza di Terminator Salvation (non per il film, assolutamente guardabile, ma per il fallimento della casa di produzione che deteneva i diritti del franchise, la Halycon), l'idea di una nuova pellicola su Terminator sembrava tramontata definitivamente almeno fino al 2019, anno in cui i diritti torneranno nella mani di James Cameron. Invece, grazie all' Annapurna Pictures di Megan Ellison e alla Paramount Pictures, dal 2013 si è tornato a parlare di un possibile nuovo film della saga avente come protagonisti Sarah e John Connor, Kyle Reese e i vari Terminator pronti a dominare (o difendere) la Terra. L'annuncio ufficiale, a giugno 2013, del ritorno di Arnold Schwarzenegger aveva mandato in delirio i fan della saga e creato una sorta di suspance e attesa intorno al film Terminator Genisys. Attesa finalmente finita a luglio 2015, quando il film è stato distribuito al cinema. Ed è valsa la pena attendere: a discapito di possibili pregiudizi e impressioni (potenzialmente) negative e scettiche, Terminator Genisys non fallisce e sicuramente si dimostra all'altezza dei primi due film della saga, grazie ad un'idea di sceneggiatura perfetta.
Il film parte nel 2029 dove John Connor, dopo aver guidato la resistenza alla vittoria contro le macchine, decide di spedire nel 1984 il suo amico fidato Kyle Reese, per proteggere sua madre dalla minaccia di un T-800, spedito da Skynet nel passato per evitare la nascita di John. Ma la Los Angeles del 1984 in cui finisce Reese non è quella che si aspettava (lui e lo spettatore), così come Sarah Connor, diversa dalla figura descrittagli da John. Ma non sarà l'unico viaggio temporale, perché Kyle convince Sarah a recarsi nel 2017, spinto da alcuni strani ricordi che lo portano a pensare che Genisys, un'App che verrà messa on line in quell'anno, sia la punta dell'iceberg di Skynet.
A dispetto di una trama a tratti un po' confusionaria ma assolutamente efficace e mai discontinua rispetto ai film precedenti della saga, Terminator Genisys è un film di tutto rispetto che non deluderà i fan della saga originale e che riscrive perfettamente gli incastri che avevano contraddistinto i primi due film sui Terminator. L'intuizione, geniale, degli sceneggiatori Laeta Kalogridis e Patrick Lussier è da incorniciare: creare una nuova linea temporale, mantenendo i personaggi principali ma creando una nuova storia ugualmente efficace e con punti di contatto fondamentali con i film del passato. Il lavoro che ne esce fuori è perfetto, grazie anche ad una regia molto efficace di Alan Taylor e agli effetti speciali da capogiro di Mark Hawker. Il resto lo fanno Emilia Clarke (Sarah Connor), Jai Courtney (Kyle Reese), Jason Clarke (John Connor), J. K. Simmons (detective O'Brien) ma soprattutto Arnold Schwarzenegger, strepitoso alla soglia dei 70 anni a ritornare nei panni del cyborg che lo ha reso famoso in tutto il mondo. E' proprio lui il vero punto di forza di Terminator Genisys, mai fuori luogo, sempre sul pezzo e assolutamente eccezionale a non prendersi mai sul serio, favorito dalla sceneggiatura che gli garantisce una buona dose di battute simpatiche e divertenti.
Poteva uscire una catastrofe, in realtà Terminator Genisys è un buonissimo film, tutto fuorché deludente e sicuramente straconsigliato.


SCENA CULT: l'arrivo di Kyle Reese nel 1984

FRASE CULT: "Vi siete già accoppiati?"

VOTO FINALE: 7,5

lunedì 3 agosto 2015

Il luogo delle ombre


Nel 2003 lo scrittore statunitense Dean Koontz pubblicava il suspense thriller (mix di horror, fantascienza, giallo e satira) Odd Thomas, che in poco tempo scalava le vette delle classifiche dei libri più venduti diventando un New York Times Best Seller. Non solo: oltre a consacrare Koontz come uno dei migliori scrittori di genere della sua epoca, dava vita ad una serie di romanzi (per ora ne sono 7 in tutto) aventi come protagonista Odd Thomas, giovane ragazzo californiano con il dono di poter vedere le persone defunte; dono che il ragazzo sfrutta per dare giustizia a questi morti che giorno dopo giorno gli si palesano in cerca di aiuto.
Nel primo romanzo della serie, Il luogo delle ombre (pubblicato in Italia nel 2004), Odd scopre che una catastrofe imminente sta per abbattersi sulla sua cittadina e ha solo 24 ore di tempo per prevenirla e fermarla.
Diretto e sceneggiato da Stephen Sommers (La mummia), Il luogo delle ombre è un film del 2013 arrivato in Italia solamente lo scorso mese e che vede come protagonista nel ruolo di Odd Thomas il talentuoso attore di origine sovietica Anton Yelchin (Star Trek - Into darkness). Con una trama non troppo distante dal libro di Koontz, Il luogo delle ombre si mette in luce soprattutto per gli effetti visivi e per la rappresentazione della vicenda da parte di Sommers, molto bravo a dare vitalità e ritmo al film e tenere sempre all'erta lo spettatore. La sostanza del film non è sempre ottima anche se con un finale da urlo (cinematograficamente parlando) Il luogo delle ombre supera ampiamente l'esame del confronto con il libro e riesce a far dimenticare in fretta le piccole sbavature che escono fuori nei 100 minuti di durata della pellicola.
Anton Yelchin compie a pieno il proprio dovere, con un'interpretazione credibile e veritiera del giovane Odd Thomas, dimostrando di poter tranquillamente reggere il peso di una sceneggiatura che lo vede al centro dell'azione in ogni singola scena. Buona anche la prova di Willem Dafoe (Sceriffo Wyatt Porter) e Addison Timlin (Stormy), spalle perfette e mai fuori posto del protagonista.
In attesa di sapere se il sequel ci sarà o meno, Il luogo delle ombre resta comunque un buon film, leggero (nonostante la trama faccia pensare il contrario) e ampiamente sopra la sufficienza.

SCENA CULT: le apparizioni dei bodachs

FRASE CULT: "Fate is not a straight road. There are many forks in it. You have the free will to choose which one you take. But sometimes it will bend around and bring you back to that same stubborn place."

VOTO FINALE: 6,5

domenica 2 agosto 2015

Se Dio vuole



Un'altra brillantissima commedia italiana. Un altro esordio alla regia superato a pieni voti. Protagonisti e comprimari con interpretazioni perfette. Tutto questo è Se Dio vuole, film distribuito nei cinema lo scorso aprile e diretto da Edoardo Falcone.
La storia è quella di Tommaso, famoso cardiochirurgo fermo e risoluto ma con una famiglia un po' sui generis; quando il figlio Andrea comunica a tutti di voler diventare prete, Tommaso cerca di avvicinarsi a don Pietro, sacerdote che sembra abbia ispirato suo figlio. L'idea è quella di scoprire i lati oscuri del prete e rivelarli ad Andrea, facendogli cambiare idea sul sacerdozio.
Se Dio vuole è un film in crescendo, con un ritmo ed uno stile di regia perfettamente omogenei, parte di un ingranaggio che funziona perfettamente e che valorizza a pieno la commedia italiana, evitando di superare i limiti e soprattutto riuscendo a dare veridicità alla storia raccontata. La leggerezza e i dialoghi brillanti e accattivanti la fanno da padrone e concorrono nel dare al film una propria identità e a tenere sempre alta l'attenzione dello spettatore. Merito di un esordio come regista da incorniciare per Edoardo Falcone, che cura una regia perfetta e sempre attenta ad incanalare i tempi comici nella direzione giusta; dove Falcone, poi, compie un totale capolavoro è nel lasciarsi guidare dalla comicità e dalla grande interpretazione del duo Giannini-Gassman: la credibilità interpretativa del primo (sia nelle scene comiche sia in quelle meno comiche) unita alla spensieratezza e alla poliedricità del secondo da vita ad un duetto irresistibile, di grandissimo livello e di sorprendente originalità.
Degni di nota, poi, sono le interpretazioni di Ilaria Spada e Edoardo Pesce: la Spada è sempre perfetta come spalla comica e mai sopra le righe, Pesce invece è una grande rivelazione e il feeling tra i due, i loro dialoghi da spalle del protagonista Giallini, contribuiscono a rendere Se Dio vuole un film di valore. Peccato invece per Laura Morante, a cui è affidato un segmento di trama separato dal resto del film che mal si amalgama con il resto: l'attrice toscana non fa nulla per cercare di far uscire al meglio il personaggio da lei interpretato.
Da vedere...e occhio al finale.

DIALOGO CULT:
Bianca: "Dimmi papà, veloce"
Tommaso: "Bianca scusa, ti vorrei parlare un attimo: tu che conosci tuo fratello..."
B: "Andrea?"
T: "Quello c'hai! Bianca ti concentri per favore! Mi serve aiuto: riesci a capirci qualcosa con questa storia tu?"
B: "Adesso papà? No perché mi sono scaricata Gesù di Nazareth e mi sta prendendo tantissimo"
T: "Il film di Zeffirelli?"
B: "Ah l'hai visto? Non mi dire il finale!"
T: "Ma perché lo stai guardando?"
B: "No perché Andrea mi aveva prestato i vangeli ma mi sono arenata subito. Scusa, lo stanno portando da Pilato. Vieni! Oddio poraccio"

VOTO FINALE: 7+

sabato 1 agosto 2015

Pixels


Partiamo dal presupposto che un film come Pixels è indicativo del fatto che a Hollywood le idee originali scarseggiano un po'. Detto ciò, comunque, il film, uscito negli Stati Uniti il 24 luglio e qui in Italia il 29, non è completamente da buttare (nonostante le premesse) e riesce ad essere una buona commedia nonostante non riesca a mantenersi sempre su livelli soddisfacenti.
Diretto da Chris Columbus, Pixels racconta di come la Terra sia stata attaccata da una misteriosa forza aliena. che usa delle versioni reali dei videogiochi degli anni 80 per sfidare gli esseri umani. L'unica speranza per tutta l'umanità sono tre "nerd" che negli anni 80 erano i migliori nel campo dei videogames.
Un'altra invasione aliena, tanto per cambiare, un altro possibile evento catastrofico per la razza umana: Pixels usa il solito disinnesco di questo genere di film, ma poi riesce a partorire qualcosa di completamente diverso. Strizzando l'occhio alla generazione che era adolescente negli anni 80 e 90, Pixels riesce nell'impresa di divertire in molti passaggi e di proiettare gli spettatori nel fantastico mondo dei videogames del passato; il vero problema è che Columbus e la coppia di sceneggiatori Tim Herlihy e Timothy Dowling cercano di avvicinarsi troppo ai due film sui Ghostbuster, non riuscendo neanche a sfiorare quel livello e rendono il confronto tra i film un po' impietoso.
Detto ciò, comunque, Pixels è una commedia leggera e guardabile, totalmente inverosimile ma assolutamente divertente. Merito anche del cast, dei 5 protagonisti principali del film: le poche sbavature nella recitazione ed il feeling innescato sul set rendono le interpretazioni di Adam Sandler, Kevin James, Josh Gad, Peter Dinklage e Michelle Monaghan totalmente credibili.
Pixels la sufficienza la raggiunge; resta però il fatto che Hollywood deve darsi una svegliata e fare qualcosa di più.

SCENA CULT: la sfida contro Pac-Man

DIALOGO CULT:
Ludlow: "I believe that some alien life force sent down real life video games to attack us."
Sam: "That makes sense."

VOTO FINALE: 6

venerdì 31 luglio 2015

Il Ragazzo Della Porta Accanto









Titolo Originale: The Boy Next Door
Regia: Rob Cohen
Attori: Jennifer Lopez, Ryan Guzman, Ian Nelson, John Corbett, Kristin Chenoweth, Hill Harper
Genere: Thriller
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 91 Minuti
Trama: Una donna tradita dal marito una sera si abbandona alle avance del giovane vicino di casa, innescando in lui una sorta di morbosità nei suoi confronti.
Giudizio finale: "Il Ragazzo Della Porta Accanto" vede alla regia Rob Cohen, mentre la sceneggiatura è di Barbara Curry, all'esordio come sceneggiatrice, ma questo esordio è completamente da bocciare, poichè quel che ne viene fuori è una storia prevedibile e scontata senza alcun colpo di scena.Per quanto riguarda la regia di Rob Cohen, anch'essa è da bocciare, poichè il regista dirige il film in modo anonimo e non riesce a creare momenti di vera tensione come richiederebbe un film come questo.Bocciati su tutta la linea anche i vari interpreti della pellicola; infatti i vari Ryan Guzman, Jennifer Lopez, Ian Nelson e John Corbett forniscono interpretazioni mediocri e poco convincenti, quasi come non ci credessero davvero neanche loro.
Consigliato: No, da evitare.

giovedì 30 luglio 2015

Il Nemico Invisibile









Titolo Originale: Dying Of The Light
Regia: Paul Schrader
Attori: Nicolas Cage, Anton Yelchin, Alexander Karim, Irène Jacob
Genere: Drammatico, Thriller
Paese: USA
Anno: 2014
Durata: 94 Minuti
Trama: Quando l'agente della CIA Evan Lake(Nicolas Cage) viene costretto al pensionamento anticipato, decide di rimettersi sulle tracce di un terrorista creduto morto anni prima, ma che nuove prove sembrerebbero provare il contrario.
Giudizio finale: "Il Nemico Invisibile" è diretto e scritto da Paul Schrader, ma delude in entrambi i campi.Infatti la regia è piuttosto anonima e appesantisce la visione allo spettatore con un ritmo narrativo molto lento e con pochi colpi di scena; mentre la sceneggiatura è poco coinvolgente e da la sensazione di essere un insieme di cose già viste in precedenza in altri film.In linea con la mediocrità della pellicola troviamo anche le interpretazioni degli attori protagonisti, Nicolas Cage e Anton Yelchin, autori di una prova poco convincente e poco credibile.Non convincono neanche i non protagonisti, tra i quali troviamo Alexander Karim e Irène Jacob.
Consigliato: No, si può non guardare.

mercoledì 29 luglio 2015

Giovani Si Diventa









Titolo Originale: While We're Young
Regia: Noah Baumbach
Attori: Naomi Watts, Ben Stiller, Adam Driver, Amanda Seyfried, Adam Horovitz, Matthew Maher, Maria Dizzia
Genere: Commedia, Drammatico
Paese: USA
Anno: 2014
Durata: 97 Minuti
Trama: La vita di una coppia di mezza età cambia dopo l'incontro con una coppia di giovani.
Giudizio finale: "Giovani Si Diventa" vede Noah Baumbach nel doppio ruolo di regista e sceneggiatore.Per quanto riguarda la sceneggiatura, Baumbach realizza una storia poco accattivante e che non riesce ad approfondire fino in fondo le differenze generazionali tra le due coppie; mentre per quanto riguarda la regia, riesce a realizzare un film molto leggero, con una buona scorrevolezza e capace di non appesantire la visione dello spettatore.L'intero film è praticamente sorretto da Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver e Amanda Seyfried, autori delle due coppie protagoniste della pellicola.I quattro attori, nonostante un buon affiatamento e un'interpretazione di buon livello, sembrano mancare di quel qualcosa in più per raggiungere un livello interpretativo più alto.
Consigliato: No, si può non guardare.

martedì 28 luglio 2015

Babadook









Titolo Originale: The Babadook
Regia: Jennifer Kent
Attori: Essie Davis, Noah Wiseman, Hayley McElhinney, Daniel Henshall
Genere: Horror, Thriller
Paese: Australia, Canada
Anno: 2014
Durata: 93 Minuti
Trama: Una madre single, sconvolta dalla morte del marito, è alle prese con la paura del figlio, il quale crede di vedere un terrificante mostro in casa.Ben presto la donna scoprirà che il mostro forse non è così irreale come crede.
Giudizio finale: "Babadook" vede Jennifer Kent nel ruolo di regista e sceneggiatrice, all'esordio in entrambi i ruoli.Questo esordio è sicuramente poco convincente, poichè la storia raccontata non aggiunge nulla al cinema di genere, anzi la vicenda è raccontata in modo abbastanza lento e senza il giusto ritmo o tensione e il tutto è un po' appesantito da una regia abbastanza passiva, che non riesce a far appassionare lo spettatore.Non si salvano neanche i due protagonisti, Essie Davis e Noah Wiseman, autori di performance poco convincenti e molto anonime, mentre i personaggi secondari hanno ruoli troppo marginali e si limitano a fare il compitino.Poca cosa anche gli effetti speciali, praticamente inesistenti, ma che in film di questo genere potrebbero contribuire a fare la fortuna del film.
Consigliato: No, da evitare.

lunedì 27 luglio 2015

Wayward Pines


Titolo Originale: Wayward Pines
Regia: M. Night Shyamalan, Charlotte Sieling, Zal Batmanglij, James Foley, Jeff T. Thomas, Steve Shill, Tim Hunter, Nimród Antal
Attori: Matt Dillon, Carla Gugino, Shannyn Sossamon, Toby Jones, Charlie Tahan, Melissa Leo, Reed Diamond, Hope Davis, Terrence Howard, Juliette Lewis
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 45 Minuti
Numero Di Episodi: 10
Trama: Dopo un incidente stradale, l'agente dei servizi segreti Ethan Burke(Matt Dillon) si ritrova nella cittadina di Wayward Pines.Burke è alla ricerca di due agenti scomparsi e ben presto scoprirà che la cittadina nasconde molti pericoli.
Giudizio finale: "Wayward Pines" è una miniserie tratta dagli omonimi tre romanzi di Blake Crouch ed è creata da Chad Hodge.La serie si avvale di diversi registi per le dieci puntate che compongono la stagione, ma lo stile resta piuttosto omogeneo e le differenze non vengono percepite dallo spettatore, che resta incollato allo schermo e scopre pian piano tutti i segreti celati dall'apparente tranquilla cittadina di Wayward Pines.Un punto di forza della serie è senza dubbio nella sceneggiatura, in quanto riesce a svelare tutti i segreti nel corso delle puntate senza grandi forzature; forse l'unica pecca è un finale che lascia con l'amaro in bocca.Il vero punto di forza di Wayward Pines è il cast stellare che compone tutta la serie, con tra gli interpreti migliori Matt DIllon, Carla Gugino, Melissa Leo e Toby Jones, autori di interpretazioni di alto livello in ogni singola puntata.Buone interpretazioni anche per Terrence Howard, Juliette Lewis, Hope Davis, Charlie Tahan e Shannyn Sossamon a dispetto dei ruoli secondari all'interno della serie.Ulteriore punto a favore sono gli effetti speciali, realizzati in modo impeccabile e molto realistici.
Consigliato: Sì, da vedere.

sabato 25 luglio 2015

Wild horses



Scritto, diretto e interpretato da Robert Duvall, Wild horses è un film del 2015 presentato il 17 marzo al South by Southwest Film Festival (festival musicale e cinematografico texano) e ancora inedito in Italia.
Wild horses è un thriller-poliziesco ambientato in Texas, dove la Ranger Samantha Payne riapre un caso di 15 anni prima, i cui sospetti cadono sul ricco Scott Briggs. Né la Ranger, né tantomeno Briggs intendono cedere e cercano di prevalere uno sull'altra.
100 minuti totalmente gettati nella spazzatura: Wild horses è uno dei film più assurdi e mal realizzati degli ultimi anni; nonostante un cast di buonissimo livello, formato da Robert Duvall, James Franco e Josh Hartnett, il film non riesce mai ad innalzarsi da un grigiore e da una monotonia imbarazzante a certi livelli. I tre protagonisti principali si lasciano "trascinare" da tutto ciò e sfoderano le peggiori interpretazioni della loro vita, lontani parenti dei talentuosi attori che in realtà sono. La sceneggiatura di Duvall è noiosa, molto frammentata e mai accattivante, la regia è lenta e piatta, la fotografia è pessima: 13 anni dopo il non esaltante Assassination Tango (comunque un film migliore di questo), Robert Duvall fallisce miserabilmente con questo Wild Horses e non riesce neanche nell'impresa di descrivere al meglio la classe medio-alta texana. Si concentra troppo sul razzismo e poco a tirare le fila di un film che in realtà ha ben poco da raccontare.
Wild horses è bocciato, su tutta linea, e sicuramente è un film da evitare e da dimenticare (per chi l'ha visto) in fretta.

VOTO FINALE: 4

domenica 19 luglio 2015

Project Almanac - Benvenuti a ieri


Doveva intitolarsi "Welcome to yesterday" (titolo mantenuto nella versione italiana), probabilmente per rendere più chiaro che si parlava di un film sui viaggi del tempo. Invece, il titolo di uscita fu modificato in Project Almanac, nettamente più incisivo e meno scontato.
Distribuito nei cinema statunitensi lo scorso gennaio, Project Almanac mischia fantascienza e avventura e entra a pieno merito nella cerchia di film meglio riusciti, negli ultimi anni, sull'argomento viaggi nel tempo (di cui ovviamente Looper fa parte).
Diretto da Dean Israelite, sceneggiato da Jason Pagan e Andrew Stark e prodotto da Michael Bay, Project Almanac è la storia di David che, ritrovati alcuni vecchi progetti scientifici in cantina, scopre che il padre stava lavorando alla costruzione di una macchina del tempo. Aiutato dalla sorella Christina e dagli amici Quinn, Adam e Jessie, riesce a completare il progetto e dare vita ai viaggi del tempo. I cinque ragazzi decidono allora di iniziare a viaggiare nel tempo, modificando però alcune loro scelte del passato: ma come The butterfly effect insegna, una sola piccola modifica nel passato può dar vita ad un futuro differente da come lo si ricordava.
Passato un po' in sordina, in Italia ma anche negli Stati Uniti, Project Almanac è un film assolutamente da recuperare per i fan dei viaggi nel tempo ma anche da chi vuole godersi a pieno 106 minuti di un buon film: fantascienza, avventura, colpi di scena, scene godibili e passaggi esilaranti, nella pellicola di Dean Israelite c'è tutto questo, e non solo. Il regista sudafricano da alla luce un film molto ben fatto, che non perde mai di vista lo spettatore e lo mantiene incollato al teleschermo e partecipe alla vicenda, grazie ad un ritmo molto alto per tutta la durata del film e a scene mai noiose e sempre accattivanti, Ma dove Israelite riesce a conquistare anche uno spettatore più scettico è nelle varie dinamiche innescate dai viaggi nel tempo: Project Almanac fila che è un piacere, non si hanno paradossi temporali e soprattutto ogni scena è comprensibile e parte di un incastro e di un ingranaggio perfetti, che hanno al loro interno piacevoli richiami a film di fantascienza del passato (dai già citati Looper e The butterly effect, a Ricomincio da capo e Ritorno al futuro).
L'unica pecca di Project Almanac è che forse la parte centrale, quella ambientata al festival Lollapalooza, è un po' troppo lunga e ripetitiva. Una piccola macchia in un film comunque da vedere.


SCENA CULT: il test con l'automobile giocattolo

DIALOGO CULT:
David: "We didn’t invent time travel. We just put it together with the instructions."
Quinn: "You make it sound like we got it at Ikea."

VOTO FINALE: 7

sabato 18 luglio 2015

True Story




Nel dicembre 2001 a Waldport, nell'Oregon, furono ritrovati nel fiume i corpi di tre bambini e una donna, barbaramente soffocati e gettati nel corso d'acqua. I sospetti si concentrarono su Christian Longo, padre e marito dei bambini e della donna ritrovati morti. Catturato pochi giorni dopo a Cancun, in Messico, dichiarò di essere Michael Finkel, giornalista del New York Times appena licenziato per aver "romanzato" un articolo di denuncia. L'incontro tra i due li portò ad avvicinarsi e a decidere di scrivere un libro sulla storia di Longo che avrebbe potuto agevolare entrambi: per Michael doveva essere l'occasione per rilanciare la sua carriera; per Christian l'occasione di portare a galla la verità sulla notte in cui i suoi figli e sua moglie morirono.
Basato sul libro di memorie di Michael Finkel, True Story è un film del 2015 uscito negli Stati Uniti lo scorso aprile (dopo la presentazione al Sundance Film Festival) ed ancora inedito qui in Italia. Diretto da Rupert Goold, sceneggiato da David Kajganich e con Brad Pitt tra i produttori esecutivi, True Story ha come protagonisti James Franco, nei panni di Longo, e Jonah Hill, in quelli di Finkel: le interpretazioni del duo californiano sono da incorniciare e da tenere bene in mente, sia Franco che Hill entrano perfettamente nei personaggi e si muovono a proprio agio nei rispettivi ruoli; il feeling sul set è perfetto e senza sbavature ed entrambi dimostrano di poter reggere, oltre all'impianto narrativo, un film drammatico, risultando assolutamente credibili.
A deludere è la sceneggiatura di David Kajganich, troppo poco incisiva e soprattutto troppo schizofrenica e in molti passaggi troppo frettolosa: far durare trenta minuti in più True Story (la durata è di 90 minuti) avrebbe portato lo spettatore a capire meglio e più a fondo le vicende narrate (senza annoiarsi) e avrebbe dato ai due personaggi principali una maggiore possibilità di rapportarsi, oltre che tra loro, anche con il pubblico. Il film scava poco a fondo nel rapporto che piano piano si crea tra Longo e Finkel e questo è un gran peccato perché porta True Story ad essere, in alcuni tratti, molto confusionario e incomprensibile.
Dispiace perché l'impalcatura per poter essere un gran bel film (o per lo meno un film migliore) c'era tutta: a partire, come detto, dalle interpretazioni di Franco e Hill (ma anche quella di Felicity Jones), dalla regia perfetta di Rupert Goold e da una fotografia (curata da Masanobu Takayanagi) e da una colonna sonora (le musiche sono del compositore di origini italiane Marco Beltrami) azzeccatissime e coinvolgenti.
True Story era una storia intrigante e accattivante da raccontare: si poteva fare meglio.

SCENA CULT: l'udienza preliminare

FRASE CULT: "Sometimes the truth isn't believable. But that doesn't mean that it's not true."

VOTO FINALE: 6+

giovedì 16 luglio 2015

Survivor




Purtroppo, come molte volte accade, un buon cast non è sinonimo di un buon film. Nonostante le premesse, dovute soprattutto alla presenza di attori di primordine quali Milla Jovovich, Pierce Brosnan, Dylan McDermott, Angela Bassett e Robert Forster, Survivor, thriller statunitense uscito nelle sale cinematografiche lo scorso maggio, non riesce né ad incidere, né tantomeno ad essere annoverato nella schiera di film da vedere di questo 2015, troppo ancorato ad una trama e ad una storia che poteva essere buona una quindicina di anni fa (infatti la sceneggiatura di Philip Shelby fu scritta dieci anni fa) ma che ormai rientra nella sfera del "già visto".
Survivor è la storia di un inseguimento, quello tra il cecchino chiamato "L'orologiaio" e Kate Abbott, impiegata del Dipartimento di Stato statunitense (settore antiterrorismo) di stanza a Londra; sullo sfondo la minaccia terrorista di un attentato a Times Square.
Poco innovativo e troppo scontato: Survivor può essere catalogato come stereotipo dei film sul terrorismo arrivati con eccessivo ritardo e per di più senza riuscire a raccontare qualcosa di nuovo e sorprendente da riuscire a tenere lo spettatore incollato allo schermo e con il fiato sospeso. Invece la trama si trascina in maniera inesorabile verso un finale già scritto (e già raccontato da innumerevoli pellicole), appiattendosi sempre più in ogni scena.
La regia di James McTeigue è praticamente azzerata e statica: il regista australiano (diventato famoso grazie al capolavoro V per Vendetta) resta incollato alla trama e si limita a seguire (a volte anche stancamente) i suoi due attori principali Milla Jovovich e Pierce Brosnan, onestamente non autori delle loro prove migliori. La fotografia di Survivor non è all'altezza della situazione e le scene di inseguimento, a volte grottesche e tipiche dei b-movie, contribuiscono a rendere il film noioso e per nulla incisivo.

VOTO FINALE: 5

martedì 14 luglio 2015

The Fighters - Addestramento di vita


Opera prima di Thomas Cailley, che ne ha curato anche la sceneggiatura insieme a Claude Le Pape, The Fighters (Les combattants il titolo originale) è un film francese del 2014 con protagonisti Adèle Haenel e Kévin Azaïs.
The Fighters è la storia di Madeleine e Arnaud, due ragazzi ventenni agli antipodi e insicuri del proprio futuro. Dopo un primo incontro non del tutto amichevole e la nascita di un'amicizia dovuta ad un rapporto di lavoro, i due decidono di iscriversi ad un corso estivo nell'Esercito che metterà a dura prova i loro sentimenti e i loro ideali.
Concepito come un film di formazione, The Fighters si interroga a lungo sia sui rapporti sentimentali che possono nascere tra giovani sia sul futuro dei ventenni di oggi, che in un periodo di crisi come quello odierno sembra sempre più incerto e poco rassicurante.
La regia di Cailley è abbastanza asciutta e mai invasiva ma si perde troppo in una trama a tratti troppo lenta e compassata che rischia di annoiare lo spettatore di turno.
Nonostante le prove da incorniciare di Adèle Haenel e Kévin Azaïs, il film si muove lentamente verso una strada tracciata in modo molto prevedibile e lasciando poco spazio a scene un po' più briose e maggiormente coinvolgenti.
The Fighters ha fatto incetta di premi in Francia, sia al Premio César che al Premio Lumière, premiando soprattutto le interpretazioni dei due giovani protagonisti e riconoscendo a Thomas Cailley il premio per la migliore opera prima: se per il duo Haenel - Azaïs i riconoscimenti sono più che meritati, per Cailley forse il premio è un po' azzardato, perché The Fighters non è sicuramente un film da bocciare, ma viste le premesse, le attese erano un tantino diverse.

VOTO FINALE: 6+

lunedì 6 luglio 2015

Predestination




Il destino è un qualcosa che non si può cambiare. Se è una persona è "predestinata" a compiere determinate azioni, a fare determinate scelte, in un modo o nell'altro alla fine le farà.
Tratto dal racconto breve Tutti i miei fantasmi di Robert A. Heinlein, Predestination è un film australiano del 2014, scritto e diretto da Michael e Peter Spierig, distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi ad agosto 2014 e arrivato in Italia solamente da pochi giorni: le inspiegabili leggi della distribuzione.
La storia è quella di un agente governativo che viaggia nel tempo nel tentativo di fermare il misterioso terrorista (bombarolo) "Fizzle Bomber", autore nel 1975 di numerose stragi.
Buonissimo film, con incastri perfetti e paradossi temporali azzerati, Predestination è un eccellente mosaico cinematografico, dove ogni sequenza svela pian piano tutta l'impalcatura su cui si regge la storia; la bravura dei fratelli Spierig sta nel riuscire a ingannare il pubblico con poche e funzionali inquadrature, che svelano qualcosa ma non troppo, che portano lo spettatore ad un passo dalla verità ma in realtà l'effetto sorpresa dura fino all'ultima inquadratura, l'apice di Predestination, la risposta finale a tutte le domande che ci si pone nei 97 minuti di film. E questo non era per niente un compito facile, perché il libro di Heinlein può contare sul fatto di poter raccontare la storia lasciando indizi e buchi di trama qua e là, il film degli Spierig invece deve comunque far vedere qualcosa e lo fa riuscendo a non rovinare l'effetto sorpresa allo spettatore.
Avvalendosi di un buon Ethan Hawke e di una grandissima Sarah Snook, Predestination riesce proprio nel binomio che si crea tra i due attori a tirare fuori tutto il suo potenziale, fatto anche di lunghi dialoghi e giochi di sguardi e espressioni. Il film fila via liscio, grazie soprattutto alla prova dei due protagonisti: il lungo racconto della Snook poteva rendere Predestination un film lento e statico, in realtà non lo è quasi mai.
Molto buoni anche gli effetti speciali che raggiungono l'apice nella rappresentazione dei viaggi nel tempo.
Predestination probabilmente arriva un po' tardi qui in Italia per essere del tutto apprezzato al cinema (lo streaming in questi casi è arrivato molto prima) ma comunque resta una chicca niente male nell'universo dei film fantascientifici.

SCENA CULT: i viaggi nel tempo

FRASE CULT: "You know who she is, And you understand who you are, And now maybe you're ready to understand who I am."

VOTO FINALE: 6,5

domenica 5 luglio 2015

Big Game - Caccia Al Presidente









Titolo Originale: Big Game
Regia: Jalmari Helander
Attori: Samuel L. Jackson, Onni Tommila, Ray Stevenson, Victor Garber, Mehmet Kurtulus, Ted Levine, Felicity Huffman, Jim Broadbent
Genere: Avventura, Azione
Paese: Finlandia, Germania, Regno Unito
Anno: 2014
Durata: 90 Minuti
Trama: Un ragazzo, intento ad affrontare una prova di caccia, si ritrova a dover aiutare il presidente degli Stati Uniti d'America a sopravvivere ad un gruppo di terroristi.
Giudizio finale: "Big Game - Caccia Al Presidente" è scritto e diretto da Jalmari Helander.Purtroppo la sceneggiatura è molto banale, prevedibile nello svolgimento ed anche i dialoghi in alcuni momenti sono di una banalità deprimente.Invece per quanto riguarda la regia, Jalmari Helander fa un discreto lavoro, riuscendo a dare una buona scorrevolezza alla storia e riuscendo a non essere troppo invasivo.Fulcro centrale del film è il rapporto tra i due protagonisti, Samuel L. Jackson e Onni Tommila, che dimostrano un buon feeling ma con interpretazioni poco convincenti, soprattutto per Samuel L. Jackson.Il resto del cast si limita a ruoli più marginali con interpretazioni nella norma, senza particolari caratterizzazioni.
Consigliato: Si può anche non vedere.

venerdì 3 luglio 2015

Who Am I - No system is safe




Una gran bella sorpresa. Thriller di produzione tedesca, scritto e diretto da Baran bo Odar, Who Am I è un film del 2014 presentato in anteprima al Toronto Film Festival dello scorso anno (6 settembre) e uscito poi in Germania il 25 settembre.
Girato a Berlino e Rostock, Who Am I racconta l'ascesa di un gruppo di giovani hacker alla ricerca di un posto di grido tra i gruppi hacker internazionali. La voglia di successo presenta però un conto salato da saldare.
Mixando una buone dose thriller alla frenesia dei film di Guy Ritchie, Who Am I è una pellicola avvincente, che fa del ritmo il cardine centrale della storia: il susseguirsi di scene ad alto tasso adrenalinico e colpi di scena inattesi contribuiscono a dare ancora più verve ad una sceneggiatura già di per sé accattivante e a coinvolgere perfettamente lo spettatore.
La colonna sonora e la fotografia compiono a pieno il proprio dovere ma sono soprattutto gli attori (a partire dal protagonista Tom Schilling) a rendere Who Am I uno dei migliori film di genere, avvicinandosi molto, come intenzioni, a V per Vendetta. Ma è soprattutto il richiamo ad uno dei migliori film della seconda parte degli anni novanta (che non si può rivelare per non rovinare il finale) ad innalzare ulteriormente Who Am I ad un livello mai raggiunto prima da pellicole che nel corso degli anni hanno cercato di rifarsi a quel capolavoro.
La speranza è che Who Am I possa arrivare anche in Italia e che possa smuovere le coscienze di produttori, sceneggiatori e registi italiani: un film così d'impatto sarebbe ora di realizzarlo anche nella nostra penisola.

FRASE CULT: "I always wanted to be a superhero. But if I'd known the things to come, I would've stayed a nobody."

VOTO FINALE: 7,5

martedì 30 giugno 2015

Unfriended




L'horror corre su Skype. Grazie ad un espediente narrativo innovativo e ben confezionato, per la prima volta un film viene interamente girato con i protagonisti alle prese in una conversazione multipla di Skype: mentre i 6 ragazzi conversano tra loro, si infila nella conversazione (senza possibilità di essere estromesso) un utente sconosciuto con l'account di Laura Barns, amica del gruppo di giovani e morta suicida esattamente un anno prima. La notte di terrore per i 6 è appena iniziata.
Film presentato il 20 luglio 2014 in anteprima al Fantasia Festival ed uscito negli Stati Uniti lo scorso aprile (in Italia l'uscita è stata posticipata al 18 giugno), Unfriended, a fronte di una campagna di marketing imponente cominciata lo scorso gennaio, è riuscito nel solo primo giorno di programmazione negli Usa ad incassare 7 milioni di dollari (cioè sette volte il suo budget) e ad attestarsi come fenomeno cinematografico dell'anno.
Diretto da Levan Gabriadze e sceneggiato da Nelson Greaves, Unfriended è un horror ben concepito e con un buon livello di tensione che però, onestamente, non giustifica tutto questo battage mediatico intorno alla pellicola e soprattutto le molte critiche positive ricevute. La storia è molto lineare e assolutamente scontata, la regia è abbastanza fissa (il film è ambientato completamente nello schermo di un MacBook Air appartenente ad una delle protagoniste) e tutte le scene un po' più splatter/horror avvengono in pochi secondi e si concentrano nell'ultima mezz'ora di film. La recitazione dei sei ragazzi protagonisti non è da impazzire e da strapparsi i capelli e la lontananza (fisica) tra loro non aiuta sicuramente a creare una maggiore empatia con lo spettatore.
Unfriended resta un buon esperimento ma che non soddisfa a pieno le aspettative e lascia la consapevolezza che sia stata sprecata una buona occasione.

VOTO FINALE: 5,5

lunedì 29 giugno 2015

Affare Fatto









Titolo Originale: Unfinished Business
Regia: Ken Scott
Attori: Vince Vaughn, Tom Wilkinson, Dave Franco, Sienna Miller, June Diane Raphael, Nick Frost, James Marsden
Genere: Commedia
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 91 Minuti
Trama: Per salvare la sua attività, un uomo d'affari e i suoi due associati dovranno partire per la Germania per cercare di chiudere un importante affare.
Giudizio finale: "Affare Fatto" è diretto da Ken Scott, mentre la sceneggiatura è di Steve Conrad.Per Steve Conrad, sceneggiatore tra gli altri di "La Ricerca Della Felicità" e I Sogni Segreti Di Walter Mitty, si tratta di un piccolo passo indietro, sebbene la sceneggiatura non sia completamente negativa.Per quanto riguarda la regia, Ken Scott dirige in modo molto leggero questo film, non risultando invasivo e non forzando la mano, ma lascia che la storia prosegua da sola e lasciando la scena agli attori.I protagonisti del film sono Vince Vaughn, Tom Wilkinson e Dave Franco, con i primi due autori di una prova più che sufficiente, mentre il terzo risulta essere l'elemento di spicco, con un ruolo a volte un po' forzato, ma che all'interno del film funziona benissimo; inoltre i tre attori dimostrano un buon affiatamento.Si limitano al compitino, a fronte dei piccoli ruoli secondari interpretati, Sienna Miller, Nick Frost e James Marsden.
Consigliato: Si può guardare.

domenica 28 giugno 2015

Jurassic World


Il parco è aperto. La tagline di Jurassic World riassume benissimo il contenuto del film. 14 anni dopo Jurassic Park III e 22 dopo Jurassic Park, ritornano sul grande schermo i dinosauri creati dallo scrittore Michael Crichton, in un film diretto da Colin Trevorrow e che vede come produttore esecutivo Steven Spielberg.
E per la prima volta (finalmente oserei dire) il parco dei sogni di John Hammond è aperto al pubblico: sono passati dieci anni da quando la società InGen ha completato la progettazione e consentito al mondo intero di entrare a Jurassic World. Per cercare di attirare sempre più persone, viene concepito in laboratorio l'Indominus rex, creatura intelligente e pericolosa, creato miscelando insieme DNA di diverse specie di dinosauri. Quando quest'ultimo riesce a scappare dalla sua "gabbia" è chiaro che nessuno su Isla Nubar sia al sicuro.
Finalmente! Ci sono voluti 14 anni affinché il progetto di un quarto film su Jurassic Park andasse in porto e i famosi dinosauri creati da Crichton e portati sul grande schermo da Spielberg riprendessero vita. A fronte di un'imponente campagna di marketing e di un'alta carica di aspettative sulla pellicola, il flop poteva essere dietro l'angolo: ed invece Jurassic World è un gran bel film, ben fatto, ben diretto, ben recitato e che non delude assolutamente i fan della trilogia originale. Anche perché qui si parla di un sequel, non di un reboot, quindi, come tutti i sequel che si rispettino, anche in Jurassic World ci sono dei rimandi interessanti e "divertenti" ai 3 capitoli precedenti, piacevoli sorprese proprio per chi i primi tre film (soprattutto il primo) sui dinosauri li aveva adorati.
In tutto ciò è molto bravo Colin Trevorrow, con una regia stilisticamente perfetta e grazie ad una sceneggiatura (scritta insieme a Derek Connolly) senza sbavature. Jurassic World è un film abbastanza avvincente e dal buon ritmo, con zero momenti morti e con una colonna sonora all'altezza della situazione. E' logico, in film del genere, che la propria parte la debbano fare, ampiamente, gli effetti speciali: compito che l'Industrial Light & Magic (parte della LucasFilm) svolge in modo impeccabile, Jurassic World e i dinosauri del parco prendono vita in maniera entusiasmante e molto veritiera.
Protagonisti di Jurassic World sono, in prima istanza, Chris Pratt e Bryce Dallas Howard: entrambi danno prova di crescita professionale e riescono a creare l'alchimia giusta tra i due personaggi da loro interpretati, dando modo allo spettatore di immedesimarsi nelle vicende raccontate.
Come detto, tra lo scetticismo di molti critici, Jurassic World poteva rivelarsi un fallimento totale: ed invece siamo qui ad elogiare un film migliore del previsto e ad entusiasmarci nuovamente per il mondo dei dinosauri.

SCENA CULT: il giro di Zach e Grady con la girosfera

DIALOGO CULT:
Claire: "Corporate felt genetic modification would up the 'wow' factor."
Owen: "They're dinosaurs. 'Wow' enough."

VOTO FINALE: 7+